CAPITOLO 7 LA SPIA

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Avevano deciso di andarsene dalla discarica, ma il cammino era più silenzioso di quanto fosse mai stato. Steve e Charlotte avevano raccolto tutto ciò che avrebbe potuto servire e si misero in marcia, senza dire una parola, le ombre della notte che li avvolgevano. Charlotte camminava dietro, lentamente, come se ogni passo fosse un peso che non riusciva a scrollarsi di dosso. I suoi pensieri la consumavano, mentre le voci dei ragazzi rimbombavano lontane, ma lei non era lì. Non li stava ascoltando.

Steve, dopo averla osservata in silenzio, la raggiunse.

"Da quanto?" La sua voce, bassa e curiosa, penetrò nel silenzio che la circondava.

Charlotte alzò lo sguardo, confusa. "C–cosa?"

"Da quanto hai quelle... visioni?" Steve non sembrava imbarazzato, ma aveva un'aria seria, come se stesse ponendo una domanda importante, eppure così semplice.

Un brivido gelido percorse la schiena di Charlotte. Nessuno, nemmeno Dustin, glielo aveva mai chiesto. Eppure Steve lo faceva, senza paura, senza aspettarsi una risposta. Come se avesse saputo che Charlotte non l'avrebbe mai detto di sua iniziativa. La confusione le annodò la gola.

"Dalla notte a casa di Jonathan, l'anno scorso," rispose finalmente, come se ogni parola fosse una piccola liberazione, ma anche una fardello da sopportare.

Steve non sembrava sorpreso. "L'avevo capito. Ti sei bloccata. Guardavi nel vuoto, prima che ti svegliassi."

"Sei stato tu?" Charlotte lo guardò, incredula. Non si era mai chiesta chi l'avesse riportata alla realtà, ma ora la risposta la colpiva come un pugno nello stomaco.

Steve alzò le spalle, il suo sorriso un po' più triste del solito. "Noi ci capiamo, no? Non è stato difficile."

Charlotte fece un respiro profondo, come se stesse cercando di recuperare il suo equilibrio. Non le era mai passato per la testa che Steve fosse stato lui a tirarla fuori da quella trappola di follia. Pensava fosse stato Jonathan, ma ora tutto si sentiva strano.

"Non ti ho mai ringraziato... per..." iniziò, ma la frase sembrò morire sulla sua lingua.

"Nemmeno io," rispose Steve, interrompendola senza rancore. "Siamo pari."

Un sorriso amaro si dipinse sul volto di Charlotte. Camminavano fianco a fianco, ma lei aveva la sensazione di aver finalmente sollevato un peso enorme. Non doveva più portare quella verità da sola, eppure... non riusciva a scrollarsi di dosso quel fastidioso senso di imbarazzo.

Dopo un momento di silenzio, Steve sbottò improvvisamente: "Beh... con Nancy? Come va?"

Charlotte lo guardò, alzando un sopracciglio. "Davvero? Stai cercando di distrarmi?"

Steve imprecò, mettendo le mani sui fianchi. "Ci siamo mollati... sai..."

Charlotte fece una faccia beffarda, sollevando una mano per mimare il gesto di Steve mentre pronunciava la parola "bugia".

"Non scherzare," ribatté Charlotte, ma un sorriso le sfiorò le labbra. "Non ci credo. Come fai a dirmi che non ci tieni più?"

Steve ridacchiò nervosamente. "Io... ti giuro che non è come sembra. Io... no, era tutto troppo complicato."

"Tu sei cambiato," mormorò Charlotte. "E Nancy... Nancy è stata una stronza con te."

Un'espressione di sorpresa attraversò il viso di Steve, ma non disse nulla. Charlotte, però, era certa di una cosa: un anno fa, sarebbe stata felice della sofferenza di Steve. Ma ora... tutto sembrava diverso. Anche lei stessa sembrava diversa.

Charlotte ridacchiò istericamente, come se il mondo intero si fosse ribaltato.

"Che c'è da ridere?" chiese Steve, confuso.

died in your arms // Steve harrington La tua prossima ossessione. Scoprilo ora