«Lui mi ha mostrato cose che non sono ancora successe. Le cose più atroci.» La voce di Nancy tremava. «Ho visto una nuvola oscura che si espandeva su Hawkins. Il centro città in fiamme. Soldati morti. E questa... gigantesca creatura con la bocca spalancata. Ma non era sola. C'erano così tanti mostri. Un'armata. E stavano entrando a Hawkins. Nei nostri quartieri. Nelle nostre case. E poi... mi ha mostrato mia madre. Holly. Mike. E loro... erano tutti...»
«Ok, ma... sta solo cercando di spaventarti, Nance. No? Insomma... non è reale.» cercò di rassicurarla Steve, con voce incerta.
«Non ancora.» Nancy abbassò lo sguardo. «Ma c'era dell'altro. Mi ha mostrato dei portali. Quattro. Si aprivano su tutta Hawkins. Come quello di casa di Eddie, ma sempre più grandi, più... invadenti. E quella non era la Hawkins del Sottosopra. Era la nostra. Casa nostra.»
Charlotte sedeva accanto a Robin, sul pavimento. Il silenzio nella stanza era quasi assordante.
«Quattro rintocchi. L'orologio di Vecna suona sempre quattro volte. Precise.»
«Li ho sentiti anch'io.» sussurrò Max.
«Ma... voi siete in cinque. Chrissy, Fred, Patrick, tu e... Max.» Steve si voltò verso di loro, confuso.
Charlotte guardò Robin, poi Max. «Credo che Vecna conti me e Max come... una sola persona.»
«Perché hanno lo stesso trauma.» disse Robin con voce tesa, intuendo il legame.
Robin lanciò uno sguardo allarmato ai fratelli Henderson. Nessuno parlava, nessuno riusciva a sostenere lo sguardo dell'altro. L'aria era carica di tensione.
«Ce l'ha detto fin dall'inizio, qual è il suo piano.» sussurrò Nancy.
«La fine del mondo...» disse Eddie a mezza voce.
«Se è vero, gli manca solo un'ultima vittima...» aggiunse Charlotte.
«Su, richiama. Richiama.» ordinò Steve, rivolgendosi a Max.
Max prese il telefono, cercando i Byers. Ma nessuno rispose. Nessuno aveva risposto da giorni.
«Niente?»
«No. Un paio di squilli... poi occupato.»
«Hai sbagliato numero? Riprova.»
«Non ho sbagliato!» Max rispose seccata. «È sempre lo stesso segnale.»
«Magari si è incasinato qualcosa...» Steve tentò di giustificare.
«So usare un telefono, grazie.» tagliò corto Max.
«Ancora niente?» chiese Charlotte, preoccupata.
«Niente.» sospirò Max. «Sempre occupato.»
«Joyce lavora nel telemarketing, è sempre al telefono. Ma tre giorni così? No, non è da lei.» disse Dustin, scrollando la testa.
Charlotte si alzò. «Non può essere una coincidenza. Qualcosa non va a Lenora.»
«Vecna non può fargli del male se lo uccidiamo prima noi.» disse, decisa. «Dobbiamo tornare nel Sottosopra.»
«No. No, no!» Steve esplose. «Charlotte, dobbiamo pensarci bene!»
Steve si avvicinò a lei, visibilmente agitato. Indossava ancora il gilet di Eddie e la fasciatura improvvisata.
«Pensarci? Siamo usciti di lì per miracolo!»
«Perché non eravamo preparati. Ma adesso sì. Abbiamo vissuto tutto questo prima. Sappiamo come salvarci. Questa volta entreremo armati, protetti. Attraverseremo il portale, lo staneremo e lo uccideremo.»
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died in your arms // Steve harrington
Fanfictioncose strane accadono in quel di Hawkins, Charlotte Handerson vive la sua vita tranquillamente quando la scomparsa del migliore amico del suo fratellino Dustin, le stravolge completamente la vita. Charlotte e il gruppo di amici di Dustin, iniziano u...
