Dopo settimane di incessanti litigi furiosi con Matthew, che voleva obbligarmi a fare quel maledetto test di paternità nonostante io volessi aspettare, decisi di cedere. Vivere insieme a lui stava cominciando a diventare impossibile, infatti avevo iniziato a passare la maggior parte del mio tempo a casa di Louis e a concentrarmi sul nuovo arredamento del Circolo. Il ragazzo mi aveva dato carta bianca e mi aveva detto che si fidava di me ed io mi ero appassionata così tanto al progetto da cominciare a farmi delle domande sul mio futuro.
«Facciamo questo prelievo, così avrai finito di rompere le scatole.» Dissi a denti stretti. Ci eravamo rivolti a un laboratorio privato, che ci aveva assicurato la massima riservatezza.
«Siediti.» Mi replicò lui con autorità, indicandomi una sedia nella sala d'aspetto.
«No, preferisco rimanere in piedi.» Risposi, nonostante fossi molto stanca. Matt aveva cominciato a trattarmi in modo diverso e a darmi ordini ed io non avevo la minima intenzione di fargli vedere che li avrei seguiti.
«Fai quello che vuoi.» Disse lui, prendendo posto lontano da me e cominciando a sfogliare un giornale.
Sbuffai e cominciai a guardarmi intorno, fingendo di essere in qualsiasi altro posto. Non c'era mai stato un vero e proprio rapporto tra Matt e me. Lui diceva di amarmi, ma io non avevo mai provato nulla per lui se non una moderata attrazione fisica e, dopo tutti quei litigi, era quasi scomparsa anche quella. Non lo sopportavo più e mi veniva voglia di sputargli in un occhio ogni volta che lo beccavo guardare nella mia direzione.
Cominciai a frugare nella borsa per trovare una barretta Crunchie (la mia ultimissima ossessione dopo i cracker e il gelato alla vaniglia). Mi maledissi mentalmente per il mio terribile disordine. Perché infilavo così tante cose a caso nella borsa? In quel modo finivo per non trovare mai nulla.
«Va tutto bene, Joey. Abbiamo finito, non piangere.» Sentii dire da una donna, quando finalmente trovai quello che stavo cercando.
Accanto a lei un bambino di circa tre anni piangeva disperatamente.
«Amore, abbiamo finito il prelievo. Non è successo nulla, stai tranquillo.» Disse lei, cercando di tranquillizzarlo. Si sedette su una delle sedie in sala d'aspetto e prese il bimbo in braccio, forse nella speranza di farlo calmare.
Per una frazione di secondo mi domandai se anch'io, in futuro, avrei dovuto portare mio figlio (o mia figlia) a fare prelievi e poi cercare di tranquillizzarlo, perché si era spaventato.
«Guarda, la signora è stata gentile e ti ha dato una caramella. Non ti piace?» Domandò la donna. Il bambino smise di piangere e guardò la caramella, poi scosse la testa. Fu in quel momento che si accorse della barretta che avevo tra le mani e non avevo ancora scartato, perché ero troppo impegnata a osservare la scena.
«Mamma!» Esclamò il bimbo, indicandomi.
«No, tesoro, quella è sua, non puoi mangiarla.» Sentii dire la donna a bassa voce. «Prendi la caramella, è buona.» Aggiunse. Joey scosse di nuovo la testa e poi tornò fissò la madre con gli occhi pieni di lacrime.
STAI LEGGENDO
No Control || [One Direction]
FanfictionNobiltà, ricchezza sfrenata, alcool, eccessi, feste in locali privati. Questa è la vita di Freya e dei suoi amici a Londra... almeno fino a quando non scopre di dover affrontare una delle più grandi responsabilità al mondo. Chi le starà vicino? Sarà...
![No Control || [One Direction]](https://img.wattpad.com/cover/36740529-64-k369118.jpg)