Kapittel Tjueseks

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Era passata una settimana.

Una dannata settimana in cui Thodis aveva continuato a vivere secondo la sua solita routine: svegliarsi, studiare e dormire. Ovviamente tutto ciò aspettando qualche segno di vita da parte del Waraji che però non arrivò, né direttamente né tramite nonna Rikke.

Perché le aveva detto di aspettarlo se non aveva intenzione di tornare a trovarla?

Si sentì un po' una stupida. Aver creduto alle parole dolci che le aveva sussurrato le aveva garantito il posto d'onore sul podio degli illusi di tutta la Norvegia e, sospettava, forse anche dell'intero emisfero boreale.

Thodis sbuffò, infilando l'ultima posata sporca nella lavastoviglie per poi chiuderla con un tonfo secco. Ancora una volta aveva cenato da sola; nonna Rikke era solita passare tutte le sue giornate in compagnia del... beh, di Njord e del branco, se così poteva chiamarlo.

Rabbrividiva ogni volta che ripensava alla notte della mutazione, ma per qualche strano motivo non riusciva a attribuirle una connotazione macabra. Cosa c'era di così sbagliato in lei? Si sentiva come una di quei protagonisti dei documentari sui serial killer.

Non che le sembrasse normale, parola che ormai aveva perso ogni tipo di significato ai suoi occhi, ma nemmeno così sbagliata, altro termine ormai completamente insipido.

Avrebbe dovuto rivedere molte espressioni del suo vocabolario e riporle nella sezione "parole che non hanno più senso", ormai aveva deciso che l'avrebbe creata a breve accanto a quella intitolata "parole che descrivono la mia ingenuità".

Accompagnò maldestramente la sedia sotto il tavolo e, controllando che tutto fosse al proprio posto, afferrò famelica il libro sulla mitologia norrena noleggiato alla biblioteca locale, avviandosi verso il piano superiore della villetta.

Non le rimaneva che cibarsi di qualunque informazione o dettaglio a proposito di tutte le stranezze che ormai la circondavano. O almeno, l'avevano circondata la settimana precedente. Dove diamine era finito quel maleducato?

Un saluto era così impegnativo? Stava in compagnia della nonna in ogni istante, quanto gli sarebbe costato passare ad affacciarsi ad una qualsiasi finestra della casa? Sarebbe stata perfetta anche quella del bagno, non si sarebbe lamentata.

Si maledisse una volta ancora per aver rivolto un altro inutile pensiero a Njord. Basta, concentrati T.

Aprí delicatamente il manuale dalla copertina quasi sfaldata e cominciò a leggere.

"Gli uomini-lupo rivestono grande importanza nella mitologia e nella cultura norrena. Personaggio di antichissime origini, il lupo mannaro ha alimentato per secoli credenze e superstizioni popolari ed è entrato nelle opere di poeti e pensatori. Di quest'uomo, che nelle notti di luna piena si trasforma in lupo e si aggira tra noi, si parla oggi solo in qualche pagina di libro"

Ma magari fosse davvero cosí.

"Il lupo mannaro, detto anche licantropo, dal greco l'ycos «lupo» e ànthropos «uomo», è un personaggio mostruoso, un uomo che nelle notti di luna piena si trasforma in un orrifico lupo.

Secondo le superstizioni, lupi mannari si nasce. Succede, così dicono, se si è concepiti nella notte di San Paolo, oppure se si nasce a mezzanotte della notte di Natale. Ma lupo mannaro si può anche diventare. Basta che un mago o una strega-"

Thodis si strofinò animatamente le palpebre con il palmo della mano. Ma cosa era finita a leggere? Sospirò.

"-lanci la sua malefica magia e chiunque può ammalarsi del mal di luna e trovarsi, suo malgrado, a ululare dalle parti di qualche cimitero nelle notti di luna piena.

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⏰ Ultimo aggiornamento: May 25, 2023 ⏰

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