Il suono perforante della campanella dell'ultima ora fece rinvigorire i cuori pesanti degli studenti. In men che non si dica tutti fecero i propri zaini e si precipitarono giù per le scale e i corridoi. Thodis come gli altri non andava matta per la scuola, ma alla fine delle lezioni non amava trovarsi schiacciata tra i bestioni di quinta della classe accanto che avrebbero anche ucciso per filarsela a casa. Per di più una volta era perfino finita con il viso schiacciato contro l'ascella di quello davanti a cui era caduta addosso per una spallata ricevuta.
La cosa peggiore fu l'odore di quel ragazzo. Sembrava che si fosse fatto la maratona dell'anno, mentre magari aveva solo pezzato come un dannato per un'interrogazione a sorpresa. Il fetore le rimase per due giorni ancorato nelle narici. Per quanti profumi cercasse di annusare non riusciva a levarsi dalla testa il "delizioso aroma". Così decise di rimanere un poco indietro e di scendere senza il pericolo di rompersi una clavicola.
Haralda invece era sfrecciata a casa poiché suo padre era venuto a prenderla. Quel giorno aveva una visita dal dentista. La mora portó lo sguardo sui suoi anfibi e scese le scale pensierosa. All'improvviso un ragazzo alto e con una folta chioma mossa bionda le mise una mano sulla spalla destra. La mora si giró verso chi l'aveva fermata e riconobbe Mathias. Non lo avrebbe mai ammesso , nemmeno se costretta, ma quel ragazzo da un po' di tempo le era iniziato a piacere. O per lo meno la incuriosiva. Non era uno di quelli che si confondevano propriamente con la massa. Questo era ciò che l'aveva ammaliata. Era trasgressivo, ma non per farsi notare, era semplicemente se stesso. Questo lo si capiva dal fatto che nonostante molti ragazzi facessero i misteriosi e gli stronzi per attirare le ragazze , per poi rompere e frantumare loro il cuore.
Era strano. In modo positivo. Certo non poteva negare che i ragazzi tenebrosi avessero il loro fascino, ma il modo di essere estroverso, solare e a volte alquanto invadente di quel ragazzo l'aveva portata ad aprirsi spontaneamente a lui. Mathias le rivolse un sorriso smagliante e cominció a parlarle di una certa festa che il liceo stava organizzando per il weekand. Se ci fosse stata Haralda avrebbe di sicuro detto che le parole "Thodis" e "festa" non sarebbero mai potute essere nella medesima frase. Il ragazzo infatti sapeva dell'animo poco festaiolo della mora, quindi era già pronto ad un iniziale rifiuto.
Thodis però, al contrario di come tutti si sarebbero aspettati, disse al ragazzo che ci avrebbe pensato un po' e che poi gli avrebbe fatto sapere. Dopo la risposta inaspettata, Mathias rimase interdetto per qualche attimo, ma poi tanto energico come era arrivato fece retro-front e la salutó di nuovo con un calore quasi vulcanico. Thodis si sentiva le guance un po' calde e sapeva di sicuro di essere arrossita un poco, ma se ne fregó. Così riprese la sua strada e in meno di venti minuti arrivó alla casa della nonna.
Questa non era ancora a casa poiché ,nonostante fosse ormai troppo anziana per lavorare, aiutava una donna incinta proprietaria di un'erboristeria a servire i pochi clienti che arrivavano. Nonna Rikke era sempre stata una maga nell'utilizzo e nel riconoscimento delle piante. Da piccola Thodis era riuscita ad imparare a distinguere solo l'ortica dal resto della vegetazione. Questo sicuramente non per capacità innate, ma per esperienze fastidiose ogni volta che si dimenticava le fattezze della pianta urticante. Una volta si era perfino pizzicata il fondo schiena dopo che era uscita da un torrente dove aveva fatto un bagno. Brutti ricordi.
Si schizzó un po' la parte bassa dei pantaloni poiché la pioggia non cadeva perpendicolarmente al terreno a causa di un po' di vento che deviava la sua traiettoria. Estrasse il suo mazzo di chiavi a cui aveva precedentemente attaccato la chiave che le aveva procurato la nonna il giorno prima ed entró. Si recó subito nella sua stanza e appoggió lo zaino accanto alla scrivania. Si lasciò cadere a peso morto sul letto in stile balenottera azzurra. Lasció andare un lungo sospiro.
Un'altra giornata da spendere sui libri la aspettava proprio dietro l'angolo. Trascinò i piedi avvolti dalle sue fantastiche decorate con le renne natalizie. Non ci poteva fare nulla. Erano troppo comode ed invitanti per non ficcarci dentro i piedi stanchi e dolenti. Consumó in fretta il pranzo davanti ad un po' di televisione e si dileguó nella sua camera da letto. Aprí uno dei suoi tanti libri , e lo sguardo le cadde nel giardino. Non pioveva più ormai.
Aprí di poco la finestra e lasció entrare dentro il forte profumo di umidità portato dalla pioggia mattutina. Si immerse poi in una sessione di studio intensivo nonostante ci fosse qualcosa che la invitava ardentemente e fervidamente a lasciare tutto e a recarsi verso quel misterioso boschetto. -Ma che mi prende?- pensó la mora. Passarono circa tre ore e Thodis cominció ad avere un certo appetito. Trovó in cucina delle patatine al pomodoro che aprí con fin troppa esaltazione. Amava il salato. In quel momento fissó i suoi pozzi scuri dritta a se' e si ritrovó a vedere un cane che scorrazzava al limitare della foresta.
Bloccò la mano nel sacchetto e assottigliò lo sguardo tanto che le ciglia si sovrapposero tra loro. Altro che cane. Quello era un cane-lupo. No no, era proprio un lupo, e che lupo. Era stupendo. Stupendo ma gigante. Magari era una razza di esemplari più grandi del solito. Sinceramente non sapeva. -Oh cazzo-
Il cuore le partí in una corsa senza meta. Appena ritornó alla realtà il lupo era sparito. Scomparso. Volatilizzato . Ogni parola che le venisse in mente la riportava al fatto che aveva visto un lupo.
Per tutti gli dèi. Lo doveva assolutamente dire a Nonna Rikke. Lei era un'appassionata di lupi fin da quando Thodis ne aveva memoria. Si ricordava di come quando era piccola le spiegava di non doverne aver paura perché non erano cattivi. -Certo finché non hanno fame- , rispondeva sempre Thodis. Proprio mentre metabolizzava che aveva visto un bellissimo lupo, la porta di casa si spalancó e Nonna Rikke fece la sua entrata facendo saltare sul posto la nipote troppo assorta nei suoi pensieri. Come sempre d'altronde.
< C.🍄
Ciao a tuttiii
Sono riuscita ad aggiornare :) fatemi sapere cosa ne pensate e lasciate una stellina se vi è piaciuto❤️>
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Secreta Silvae
LobisomemNel paese di Kaupang, in Norvegia, abita Thodis, una giovane ragazza che si confonde tra molte, ma per la quale è in serbo qualcosa di inaspettato. In seguito al decesso di una lontana parente sarà costretta a trasferirsi presso la casa di Rikke, la...
