CAPITOLO 28 - RICORDARE FA MALE

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“La cosa che più ricordo di quel momento” – continuò lei – “non è tanto il dolore fisico, a quello ormai ci ero abituata, ma il vuoto che sentivo dentro;

è come se dentro di me non ci fosse più nessuno, ero diventata solo un involucro, mi sentivo come una bambola di porcellana senza più vita, senza più un’anima.

Quei maiali hanno continuato a stuprarmi, a deridermi, a colpirmi per tutta la notte, ininterrottamente.

Quando hanno finito e sono andati via non avevo neanche la forza di provare ad alzarmi per scappare così sono rimasta lì fino alla mattina;

sapevo che non sarebbero più tornati, ormai avevano ottenuto quello che volevano ed era il momento di trovare una nuova vittima ma dentro di me speravo che sarebbero tornati indietro per uccidermi regalandomi così quella libertà che tanto bramavo.

La mattina dopo quando mi svegliai sentivo ancora i loro corpi su di me;

ero lì nuda con il loro sperma addosso : presi le mutandine, l’unica cosa che trovai sul pavimento e mi allontanai da quel casale maledetto.

Raggiunsi la strada centrale in cerca di aiuto ma le auto filavano via quasi come se una donna nuda, dolorante e ricoperta di seme e sangue potesse essere una minaccia, ma poi finalmente qualcuno si fermò.

Una donna non più giovanissima ma tanto affascinante quanto austera; ricordo che quando mi disse il suo nome pensai che si addiceva alla sua immagine rigidamente elegante. La signora Lane, si chiamava Is…”

“Isabel Lane”

“Si sceriffo, Isabel, un bel nome, non trova?”

“Quindi è in quel momento che sei andata alla Rainbow School? Ma perché poi sei scappata via? Forse quelle cure sperimentali avrebbero potuto aiutarti”

“Sceriffo lei crede davvvero che qualcosa o qualcuno avrebbe potuto salvarmi? Io non credo!

Niente avrebbe potuto ricomporre quello che si era spezzato nella mia testa.

Sa … è davvero un bel nome Rainbow School, ti da una sensazione di pace e serenità, ti fa pensare ad un mondo pieno di colori, carico di sfumature dove il nero non è contemplato.

All’epoca si chiamava OPEN MIND INSTITUTE  e le garantisco che era un nome da prendere alla lettera considerando gli esperimenti che venivano messi in atto.

Spesso la tortura psicologica è molto più devastante della violenza fisica e le cosiddette S.E, “Sperimentazioni embrionali” che venivano attuate in quel posto erano di una ferocia mentale senza eguali.

Ma quando Isabel mi propose di curarmi in quell’istituto pensai che in fondo non avevo niente da perdere e per un po’ sono stata anche bene, per quanto sia possibile in un istituto di igiene mentale.

Ma quando Isabel mi propose di curarmi in quell’istituto pensai che in fondo non avevo niente da perdere e per un po’ sono stata anche bene, per quanto sia possibile in un istituto di igiene mentale

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N/A

SIAMO TORNATI ALLA RAINBOW SCHOOL PER SCOPRIRE COS'ALTRO HA SPEZZATO L'ANIMA DI GRACE

E PRESTO FARETE LA CONOSCENZA DI UN'ALTRA FIGURA CHE HA FATTO PARTE DELLA SUA VITA

BUONA LETTURA A TUTTI!!!

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