- Vorrei solo che potessi sentire quello che provo senza bisogno di parlare... - lo dissi piano, quasi a non voler disturbare quel silenzio che si era creato... - Vorrei solo che potessi leggere il mio sguardo e capire... - continuai con il terrore...
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Per una persona che conosce un amore diverso, fatto di terrore, di dolore, di sofferenza, di rabbia, come si comporta davanti a qualcosa che non conosce? Che si, lo spaventa, ma non come ha conosciuto fino a quel momento? Non ci crede, guarda quella storia ma nella sua mente si costruisce una specie di muro che lo separa dalla stessa, questo fa Jungkook senza che davvero se ne accorga, perché ha paura che Jimin, che tutto quello che è, possa scomparire o, addirittura non esistere affatto.
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Jungkook Pov
Non ero ancora rientrato a lavoro, la dottoressa voleva che prima mi riprendessi del tutto anche se io continuavo a dirle che stavo bene, dalla mia parte non avevo nessuno, nel senso che tutti volevano soltanto che stessi bene soprattutto Jimin, che aveva portato il lavoro a casa per non lasciarmi troppo solo. Mi piaceva guardarlo lavorare e, quando me lo permetteva, lo aiutavo esattamente come facevamo in azienda, ero comunque un tirocinante ancora e mi ero preso fin troppo tempo: - Lo sai che per me non cambia, siete comunque presenti e se riesci a lavorare da casa senza venire fino in azienda, a me sta bene. - aveva detto il signor Moore, anche se voleva costantemente che lo chiamassi Jason. Non capivo bene cosa ci fosse tra lui e Jimin, c'era qualcosa di più di un semplice rapporto capo-dipendente ma non avevo il coraggio di chiedere, perché avevo il terrore che quello che stavo vivendo con Jimin fosse un sogno: - Crede sia normale pensare che è tutto nella mia mente, che forse sono ancora in quel letto di ospedale e che sto immaginando tutto? - l'avevo chiesto alla dottoressa, quando ero andato per un controllo di routine ma lei mi aveva sorriso dolce, come una mamma quasi. - La mente umana è un vasto universo sconosciuto, seppur studiamo per anni, non siamo in grado di comprenderlo appieno e si, credo sia normale pensarlo, perché magari non siamo abituati a ciò che ci sta accadendo. - l'aveva detto convinta, non ero abituato a ciò che mi stava accadendo? No, non lo ero in effetti, sapere che Jimin era li per me, sapere che mi amava e mi aspettava in tutto, vedere quanto bello poteva essere insieme a lui, ogni cosa, era una novità per me e mi spaventava, perché con Dae tutto era iniziato così, almeno per quello che mi ricordavo; e se con Jimin sarebbe stato lo stesso? E se io non fossi stato abbastanza forte da sopportarlo? Non volevo rivivere nuovamente tutto e questo mi portava a chiudermi allontanando l'unica persona che volevo al mio fianco: - Perché non glielo dici? Devi essere sincero con lui Jungkook o andrà a finire come è giù successo. Vi ferite, vi allontanate o addirittura vi perdete. Jimin ti ama e chiunque lo vede, perché non ti fidi di lui? - mi fidavo di Jimin, era di me stesso che non mi fidavo, della mia mente, delle mie paure, dei miei dannati mostri. - Parla con lui, lo capirà e magari potrà aiutarti ad affrontarli questi mostri, non credi? - Sveva aveva sempre una parola di conforto per me, era stata sempre gentile nonostante mi fossi innamorato di qualcuno che piaceva a lei, quando me lo disse mi sentii morire ma anche lei l'aveva capito prima di me ed era stata un'amica anche in quello.