- Vorrei solo che potessi sentire quello che provo senza bisogno di parlare... - lo dissi piano, quasi a non voler disturbare quel silenzio che si era creato... - Vorrei solo che potessi leggere il mio sguardo e capire... - continuai con il terrore...
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Tempeste, uragani, maremoti e devastazione senti Jimin quando quelle labbra toccarono le sue, quando quel bacio divenne bagnato, bramoso e pieno di lussuria, non sapeva che un solo bacio potesse essere così spinto, non sapeva di poter provare tutte quelle sensazioni solo baciando, capì che non era il bacio di per sé ma proprio quel ragazzo, proprio Jungkook.
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Jimin Pov
Quando le sue labbra lasciarono le mie, non mi resi conto sul momento di essere ancora in mezzo alla pista, di non averlo più di fronte e che ero rimasto da solo, non posso, che voleva dire? Avevo forse capito male, avevo forse frainteso i segnali? Non era possibile, difficilmente succedeva ma allora cosa era successo? - Jimin... - mi lasciai trascinare fuori da quel locale per poi salire in macchina, ancora confuso da ciò che era accaduto: - Non dovremmo stare insieme io e te! - quando la sua voce mi richiamò mi resi conto di dove fossi e non mi piaceva. - In pubblico posso fare finta di non conoscerti ma in privato resti comunque mio nipote! - sospirai guardando fuori: - Cosa è successo? - se l'avessi saputo avrei potuto rispondere a quella domanda: - Ho solo un "non posso" .. - risposi mimando con le dita quelle maledette virgolette. Zio Jason mise in tavola una serie di ipotesi ma non conoscevo quel ragazzo abbastanza da poter capire: - Non lo so ma i segnali erano chiari, il modo in cui mi guarda, il nervosismo quando mi sta vicino, non posso aver frainteso ma.. - ma era scappato da me ed io non ero nella giusta posizione per poter pretendere qualcosa. - Magari è spaventato, magari sei il primo e lo hai spaventato, se sei come me l'avrai sicuramente fatto. - rise divertito ed io non riuscii a non seguirlo: - Lascia che ci pensi.. - sussurrò mentre con la sua mano mi diede una pacca sulla schiena.
Probabilmente Jungkook ci penso su molto intensamente perché smise di darmi una qualsiasi confidenza, divenne freddo, non si avvicinava e quando finivamo il turno, spariva prima che potessi anche solo avvicinarmi; perfino nel palazzo non riuscii ad avvicinarlo e ci rinunciai dopo quasi una settimana di silenzio. Nel frattempo il lavoro all'azienda andava bene, stavamo continuando il progetto della magione e lo zio decise di dividerci, mi mise con Aadhya mentre Sveva andò con Jungkook, mi diede tremendamente fastidio seppur io e Jungkook non parlammo più o facemmo qualcos'altro insieme. O meglio, le nostre uscite erano di gruppo, le ragazze chiedevano sempre di andare in posti nuovi, e non ci tiravamo mai indietro, Jungkook sembrava tranquillo con Sveva, forse un po' troppo vicino ed anche quello mi diede fastidio, ogni tanto il suo sguardo cadeva su di me ma poi il nulla, come se io non esistessi, quasi a volermi mettere da parte. Forse fu quello ad avermi spinto ad iscrivermi ad uno di quei siti d'incontri, o forse era stata proprio Aadhya a farlo: - Non so chi sia il ragazzo e non ti farò domande ma potresti provare a cercare qualcos'altro, magari la tua è solo un ossessione per qualcosa che non puoi avere. - non le risposi, non ero ossessionato da Jungkook, volevo solo tornare a prima di quel bacio, al fatto di parlarci e ridere insieme, avevo in qualche modo capito che io non ero il suo tipo e andava bene così; almeno era quello che credevo. Ogni tanto avevo un appuntamento con qualche ragazzo ma la maggior parte erano palloni gonfiati, o ragazzi chiaramente interessati al sesso e, con uno o due, non mi ero certo tirato indietro, ero pur sempre fatto di carne e quella sera ne avevo un altro. Si chiamava Demon, aveva i capelli neri e grandi occhi chiari, diceva di essere irlandese ma poco importava, quella sera volevo solo cambiare aria perché le ragazze avevano organizzato un'altra delle loro uscite ed io non me la sentivo affatto. - Ciao.. - non mi sarei certo aspettato che quel ragazzo si presentasse alla Moore Industries e non potei notare quanto somigliasse vagamente proprio a Jungkook: - Ero in fibrillazione ecco.. - lo disse come a scusarsi del fatto che fosse lì, probabilmente la mia espressione parlava più delle mie parole non dette. - Oh ciao, perché non ti unisci a noi? - avrei voluto uccidere Sveva lentamente per quella domanda e se credevo di poter passare una serata tranquilla, mi sbagliai di grosso perché quel ragazzo accettò "con molto piacere" mentre il mio se n'era andato da un pezzo.
Le ragazze furono gentili con lui, lo fecero sentire a suo agio mentre Jungkook era gelido esattamente come lo era con me, ad una certa mi alzai per andare a prendere da bere, un altro minuto seduto a quel tavolo e avrei dato di matto: - Un Alexander per favore. - fu veloce il batista come lo fui io nel berlo, ne chiesi un altro e un altro ancora dimenticandomi del tavolo e degli amici che mi attendevano, al sesto vedevo già due barman e la musica sembrava ancora più forte. Cercai di raggiungere il gruppo e quando lo feci, vidi lo sconosciuto alzarsi: - Oh mamma.. ti porto a cas.. - ma non furono le sue mani a prendermi, potevo riconoscerle chiaramente quelle di Jungkook: - Se non ti dispiace lo porto io, nel caso ti dovesse dispiacere sono affari tuoi. - sorrisi facendo ciao con la mano mentre la musica si faceva sempre più lontana. - Sei un coglione Jimin fattelo dire. - mi voltai a guardarlo, eravamo su un taxi, o almeno credetti perché Jungkook non aveva una macchina e nemmeno io: - Oh.. ricordi il mio nome adesso? Wow.. - ero decisamente brillo ed euforico ma almeno mi diede un briciolo di considerazione: - Non sei degno di risposta.. - continuò ed io riso nuovamente. Arrivammo in quel grande palazzo, Jungkook cercò aiutarmi ma lo spinsi via: - So badare a me stesso.. - mi resi conto, seppur con la mente annebbiata, di volere le sue mani addosso in un altro contesto. Che avrei voluto mi parlasse non perché fossi brillo ma perché lo volesse: - Jimin ti prego.. - cercò nuovamente di afferrarmi ma fui più convinto nello spingerlo via: - Perché non torni ad ignorarmi Jungkook, no ho bisogno che fai la crocerossina adesso. - Dio ero così arrabbiato con lui. Eppure vidi chiaramente il cambio di espressione, vidi chiaramente come i suoi meravigliosi occhi prendessero un colore più freddo e quando mi prese il polso trascinandomi verso l'ascensore, non ebbi la forza di fermarlo perché era davvero forte: - Ti ho detto di lasciarmi! - ma emise un suono gutturale e l'effetto che ebbe su di me fu completamente diverso da ciò che ci si aspetti. La schiena sbatté sulla parete dell'abitacolo, le mie mani furono trascinate sopra la testa mentre le sue labbra si scontrarono violentemente contro le mie, gemetti impudico tra il dolore e il piacere, la sua gamba in mezzo alle mie si sollevò quel tanto da toccare il mio sesso e roteai gli occhi aprendo le labbra.
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Niente di tutto quello che accadde in quei pochi minuti, Jimin si aspettava, aveva quasi perso le speranze di poter sentire Jungkook in quel modo, eppure era stato proprio lui a volerlo, a chiederlo, a imporlo quasi e Jimin era totalmente indifeso davanti a Jungkook, perché ancora non conosceva il reale sentimento che stava crescendo dentro di lui.