Pretty When You Cry

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quel pomeriggio jisung era andato in fumetteria per prendere il nuovo volume del fumetto che tanto amava; inizialmente avrebbe voluto andare in un'altra fumetteria pur di non incontrare minho, ma era in tutt'altra città e probabilmente non l'avrebbe trovato, insomma in un paesino sperduto era semplice trovarlo, quasi nessuno lo leggeva e poi aveva tempo.

quando entrò il familiare campanello suonò, segnando il suo arrivo; il ragazzo seduto dietro al bancone alzò pigramente lo sguardo e quando vide chi fosse effettivamente arrivato sentì un nodo alla gola, avrebbe preferito non vederlo.

la sua attenzione tornò subito al libro che stava leggendo anche se ormai non era focalizzato più di tanto.

jisung prese velocemente il fumetto che voleva e lo poggiò sul bancone, prendendo il proprio portafoglio così da prendere i soldi che gli servivano; il silenzio tra i due era soffocante, c'erano troppe parole non dette che volevano essere urlate, ma nessuno ebbe il coraggio di farlo.

''come stai, hyung?''

fu jisung a prendere parole e la cosa sorprese l'altro che però cercò di rimanere impassibile all'esterno, schiarendosi la voce mentre cliccava i tasti della cassa così da creare lo scontrino.

''normale, tu?''

''uhm bene...''

e di nuovo tornò il silenzio trucidante, l'unica cosa udibile era il rumore del sacchetto che veniva aperto così da mettere dentro il fumetto.

però minho odiava rimanere in silenzio, odiava fare finta di nulla,. Doveva far capire di stare male per colpa del più piccolo, doveva sfogare la sua rabbia e il suo dolore, e non si tirò indietro  a farlo.

''ti rende di nuovo felice immagino.''

il suo tono era freddo e distaccato e jisung in quel momento non capì cosa lo avesse colpito maggiormente, quelle parole o quel tono di voce?

''cosa... cosa intendi?''

minho sbuffò una risata sarcastica, incredulo di quella domanda.

''cosa intendo? Intendo che prima ti fai ficcare tranquillamente la lingua in gola da me e successivamente torni da quello che ti insultava quotidianamente e ti trattava di merda.''

quelle parole furono come veleno per jisung, più le ascoltava e ascoltava più stava male, ma che poteva farci? Il più grande aveva ragione in quel momento.

''dimmi jisung, lui ti tratta meglio di me? Riesce a farti stare bene come lo facevo io? Questa volta ti fa sentire speciale? Dimmi, spiegami, vorrei capire cos'ha lui che io non ho.''

all'ultima frase la sua voce si spezzò e quella determinazione parve scomparire per un istante mentre delle lacrime riempivano i suoi occhi, mostrando la sua parte debole.

''smettila minho... noi non siamo stati nulla, non puoi comportarti come se fossi un mio ex.''

non doveva dirlo, non voleva dirlo, ma l'aveva fatto e stava rovinando tutto, come se non lo fosse già abbastanza.

e minho sarebbe rimasto anche in silenzio in quel momento, ma non ci riusciva, non poteva restarsene zitto.

''non siamo stati nulla? Porca puttana jisung... come cazzo puoi dire dopo tutto ciò che noi non siamo stati nulla? Sono stato solamente una cosa di passaggio così non stavi male per quel pezzo di merda? Cazzo mi fa piacere saperlo, davvero. Sei una persona alquanto meravigliosa, fattelo dire.''

lo sguardo di jisung era puntato sulla busta contenente il fumetto, non aveva nemmeno il coraggio di guardare il maggiore in quel momento, né avrebbe voluto spiaccicare parola.

Moth To A FlameDove le storie prendono vita. Scoprilo ora