Controtempo

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il giorno successivo jisung aveva deciso di non andare a scuola, per vari motivi:
non aveva sentito prima di tutto la sveglia, gli faceva male la testa e generalmente non se la sentiva.

si alzò dal letto verso le 10 a causa dell'incessante suono del campanello che iniziò, ovviamente, ad infastidirlo. Decise quindi di alzarsi ed andare ad aprire la porta, ritrovandosi l'ultima persona che si aspettava in quel momento e che, inoltre, avrebbe preferito non vedere: jaechan.

''jaechan? Che ci fai qui?''

il maggiore sorrise ed entrò in casa del ragazzo senza nemmeno un vero e proprio permesso, ma tanto a che gli serviva il permesso, era il suo fidanzato, no?

''ho visto che stamattina non sei venuto quindi volevo vedere se stessi bene.''

jisung chiuse la porta raggiungendolo in cucina, sentendosi leggermente a disagio per qualche strano motivo, il fatto che ci fossero solamente loro due a casa gli faceva quasi paura. Doveva farlo andare via in qualche modo.

''grazie per la preoccupazione, ma non serve, sto bene vedi? Non avevo molta voglia di venire tutto qua.''

jaechan si girò verso di lui, guardandolo con uno sguardo quasi strano, sembrava infastidito? Arrabbiato? Non sapeva nemmeno decifrare quello sguardo che gli fece quasi venire i brividi.

''non avevi voglia di vedermi quindi, mh? Lo sai che ci vediamo solo a scuola, almeno impegnati a venire.''

normalmente quelle parole facevano male al più piccolo, ma stavolta lo fecero arrabbiare, e anche parecchio. Il maggiore non aveva minimamente diritto di dirgli quelle cose, e sicuramente non se ne sarebbe rimasto in silenzio dopo ciò che aveva sentito.

''io? Io dovrei impegnarmi? Ma ti senti quando parli? Ci potremmo tranquillamente vedere anche dopo scuola ma apparentemente io non esisto per te in un contesto che non sia quello scolastico.''

dire quelle parole lo fece sentire libero, come se un grosso macigno si fosse tolto dal proprio petto, proprio quando la sera precedente parlò con seungmin riguardo minho.

''ti credevo più maturo jisung, guarda come ti stai comportando da bambino, ti aspetti che qualcuno ti ami come lo faccia io quando ti comporti in questo modo? Mi stai proprio deludendo.''

quelle parole iniziarono a ferire il minore, erano come lame affilate che squarciavano il suo cuore in mille pezzi, ma ciò non lo decompose dalla posizione in cui si trovava. La scorsa volta rimase in silenzio, finendo anche per piangere come uno stupido davanti all'altro, ma stavolta non l'avrebbe fatto.

''qua quello poco maturo qui sei tu, ormai per te sono uno qualunque. Ti ho visto l'altra volta con quella ragazza, ho visto come si sedeva sulle tue gambe e come ridevate assieme, cose che non hai mai fatto con ME, il tuo presunto fidanzato.''

jaechan con una mossa si avvicinò pericolosamente al ragazzo e lo prese per il colletto della maglia, tanto da avvicinarlo al proprio viso, mentre lo guardava con uno sguardo infuocato dalla rabbia.

''non mettere seori in mezzo a questa storia. Te hai degli amici con cui fai cose intime, no? E anche io lo faccio, quindi ora non fare il geloso scassaminchia, perché non ti si addice affatto.''

sputò quelle parole, a dir poco rivoltanti, che avrebbero dovuto entrare in un orecchio ed uscire dall'altro per jisung, ma stavolta non fu così.

stavolta gli rimasero impresse e non sentì nemmeno più le forze per rispondergli, era stanco di quella situazione. Ormai era l'unico che si preoccupava di quella relazione, quindi che senso aveva? Avrebbe lasciato correre le cose, senza nemmeno provarci più.

''vattene da casa mia e non presentarti mai più qui, se vuoi parlarmi fallo solo a scuola.''

e dopo quell'affermazione si avvicinò alla porta, per poi aprirla e fare segno al ragazzo di uscire. Jaechan sbuffò ed uscì dall'abitazione del minore non prima di tirargli un'occhiata veloce, che venne però ignorata.

una volta chiusa la porta sospirò pesantemente e si diresse verso il bagno, aveva davvero bisogno di una doccia, anche perché puzzava ancora di birra e patatine.

entrò nel box doccia e lasciò le gocce calde d'acqua scorrere lungo il suo esile corpo, anche se non era del tutto esile, presentava comunque dei piccoli addominali. Si rilassò immediatamente sotto al calore dell'acqua e lasciò correre i vari pensieri nella sua testa.

quel risveglio era sicuramente stato uno dei più traumatici che egli abbia mai avuto in vita sua e si lasciò scappare un sonoro sbuffo. Poi pensò a cosa avrebbe potuto migliorare quella sua giornata e l'idea di andare a fare compere gli sembrò molto appagante.

ma con chi sarebbe andato? I suoi unici amici erano a scuola e sicuramente sarebbero stati occupati quel pomeriggio; minho era anche fuori discussione visto che lavorava, quindi ci sarebbe andato tristemente da solo.

uscì dal box doccia, rabbrividendo quando la sua pelle venne a contatto con l'aria fredda. Avvolse un asciugamano attorno alla propria vita per poi passarne uno sui propri capelli così da asciugarli leggermente.

lasciò il bagno raggiungendo così la camera dove si vestì con una felpa rossa assieme a dei cargo neri. Si asciugò i capelli con l'asciugacapelli lasciandoli leggermente disordinati, quel giorno aveva scelto lo stile ragazzo randagio in cerca di una casa giusto per non conquistare tutti per strada.

uscì da casa ed iniziò a dirigersi verso il centro commerciale, certo non era vicino ma non gli dispiaceva fare una piccola passeggiata. Ma si sentiva davvero solo così, quindi prese il telefono dalla propria tasca e chiamò, senza pensarci due volte, la prima persona che gli venne in mente in quel momento: minho, ovviamente.

il maggiore rispose subito, come suo solito, alla telefonata, leggermente sorpreso del fatto che il minore lo stesse chiamando, ma gli fece piacere quel gesto.

- buongiorno mocciosetto, come mai questa chiamata?

''esistono modi più gentili per dire che non vuoi sentire qualcuno, sai?''

si sentì una piccola risata dall'altra parte della linea, e proprio come la sera precedente jisung sentì il proprio cuore perdere un battito.

- come mai non sei a scuola piccolo ribelle?

''ho deciso di restare a casa, anche se ora sto andando al centro commerciale.

- con chi sei? Con il tuo carissimo amico seungminnie?

si poteva notare un leggero fastidio nelle parole del maggiore, il che fece ridacchiare lievemente il ragazzo che negò con la testa come se l'altro potesse vederlo.

''no, sono da solo sfortunatamente... è triste fare shopping da solo.''

- vuoi che ti raggiunga?

a quella domanda jisung sorrise automaticamente, mordendosi poi il labbro per smettere. Voleva ingannare se stesso che non aveva minimamente sorriso in quel momento, ma sicuramente anche i passanti lo avevano visto.

''non sei a lavoro tu?''

- non sarà una tragedia se chiudo per qualche oretta. E poi tu sei più importante rispetto a questo lavoretto.

e lì il minore arrossì direttamente, stavolta convincendosi del fatto che fosse invece per il caldo improvviso che provò. Forse doveva smettere di autoconvincersi di cose palesemente false, infondo sapeva che quello era il semplice effetto che gli faceva minho.

''d'accordo, se lo dici tu. Ti aspetto al centro commerciale allora.''

- va bene, arrivo subito piccolo.

e prima che potesse lamentarsi del nomignolo, il maggiore staccò la chiamata. Odiava quella sensazione fin troppo piacevole che gli faceva provare minho ogni volta con delle semplici parole.

e se lo avesse toccato cosa sarebbe successo?

...

ma esattamente cosa cazzo stava pensando?


autore
ho il raffreddore se il capitolo fa schifo è colpa sua

Moth To A FlameDove le storie prendono vita. Scoprilo ora