Kill or be Killed (2/2)

118 7 1
                                        


SHADE

Oops! Questa immagine non segue le nostre linee guida sui contenuti. Per continuare la pubblicazione, provare a rimuoverlo o caricare un altro.

SHADE

Altea portò la pipa d'argento alla bocca, aspirando lentamente, e una nube di fumo denso le sbiadì i tratti affilati del volto, adesso crucciati dal dubbio

Oops! Questa immagine non segue le nostre linee guida sui contenuti. Per continuare la pubblicazione, provare a rimuoverlo o caricare un altro.

Altea portò la pipa d'argento alla bocca, aspirando lentamente, e una nube di fumo denso le sbiadì i tratti affilati del volto, adesso crucciati dal dubbio. Al suo fianco, Tordek restava ricurvo sulle pergamene trafugate da Shade e Sid, l'inseparabile monocolo sistemato sull'occhio destro per agevolarsi con la lettura. Dalla rivelazione dei documenti entrambi si erano fatti scudo col silenzio, Honeypot compresa, come se in realtà sapessero più di quanto avrebbero voluto.

La tensione raggiunse il suo culmine quando il nano arcanista sospirò fuori una risposta articolata. "Come ho già detto, questa non è una lingua continentale. Anni fa ebbi modo di esaminare per l'Ascesa alcune documentazioni provenienti dal profondo Sud" spiegò, il dito che tuttora seguiva delle righe immaginarie in cui erano stati impilati i caratteri sbiaditi. "Posso perciò dire con certezza che l'alfabeto in questione è di origine orchesca: in tempi ormai andati, quelle terre furono abitate da sole tribù di quel ceppo. Ciò che avete trovato nel casale, questi documenti nello specifico, sono un'evoluzione di quella matrice linguistica, contaminata dal colonialismo umano pre-creazione del Tridente. Questa è la lingua ufficiale dello Yakuta settentrionale".

"Puoi tradurli?"

Affranto, Tordek scosse la testa. "Non rientra nei miei studi, Shade. Sarebbe più facile riportare in comune un testo sacro interamente scritto in abissale" sbuffò, riponendo il monocolo e alzando finalmente il capo. Gli occhi piccoli e verdi puntarono subito Altea, tuttora persa nei suoi pensieri. "Ma della traduzione, per il momento, possiamo anche farne a meno. La missiva di cattura parla già per sé".

L'ufficiale medico tirò un'altra corposa boccata, visibilmente nervosa a portarsi la pipa alle labbra, tanto era rigida nei movimenti. Shade agì subito, poco propenso a volersi beare dei suoi sbraiti post-cena: lasciò quindi il davanzale di legno e avvitando il pugno in aria richiamò a sé la cupola di ombre tremolanti.

Si sedette di fronte a lei, al capo opposto del tavolino da té, e Sid rischiarò l'oscurità piombata con uno schiocco delle dita. Honeypot continuò a fissare il buio di fronte senza battere ciglio. Aveva le guance rosse, ma nessuna tazza di rum tra le mani.

No human has shark teethDove le storie prendono vita. Scoprilo ora