«Io che sono nato tra le ombre, ho giurato a Vankane d'insegnarti a sottomettere Far-Shee».
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4821.
Elizabeth ha sette anni quando viene tratta in salvo da un isolotto disabitato dell'Arcipelago orientale, unica superstite di una spedizione di profa...
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LIZA
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Trovare un buco più appartato non fu difficile: a Vankane bastò attraversare, zoppiccando, l'androne, accostarsi a un giovane secondino di guardia e rimbambirlo di chiacchiere.
Il povero malcapitato impallidì di colpo a realizzare chi avesse davanti e subito li scortò verso un'uscita secondaria, una delle nove che ad alveare si aprivano rivelando i numerosi anfratti nel covo. Mentre restava in balia degli eventi, Liza sperò che Spaccachiglia si palesasse il più tardi possibile – o meglio: che evitasse di farlo.
Dopo un breve sali e scendi per i tortuosi corridoi di pietra, il secondino li invitò a prendere posto in una saletta senza finestre, arredata col minimo indispensabile. Liza sedette su un divanetto e la pelle scorticata squittì grevemente sotto di lei quando lottò, impacciata, per tirare giù la gonna. Shade fu l'ultimo a entrare e ignorò i due tirapiedi che si sistemarono ai lati dell'uscio, le mani guantate tenute pronte sulle pistole ad avancarica.
Di sfuggita, Liza notò le fettucce con su cucita la testa di un canide, annodate alle cinture. Cuccioli di Volpe.
Prima di sedersi sulla poltroncina che gli stava dietro, Charles si frappose tra Shade e il capitano. "Raggio di sole" lo salutò. "La domenica è ancora di messa, eh?"
Shade ricambiò con una bella stretta di mano, sorridente. Un sorriso tanto meraviglioso quanto finto. "Charles. A dire il vero non vado da un po'. Non ho mai avuto tanti peccati da dire" disse, e nella sua risata graffiata Liza percepì una così irritante leggerezza da sembrarle...
Una bugia. Che bugiardo, pensò d'istinto, il calore ad accenderle le guance ricordando quanto si fossero dati da fare nell'ultima settimana di scalo. Ma durò poco: Alexander le si accomodò di fianco, soffiando un oplà giocoso, e gli animi dovettero acquietarsi immediatamente.
Se Vankane mi scopre con una mano sotto la tua gonna, è probabile che io non ci arrivi a stasera.
Ci aveva riflettuto, sì, ma mai a fondo: perché Shade era sicuro che Vankane avrebbe dato di matto se lo avesse saputo? Certo, non riguardava soltanto il capitano, a ben pensarci; si trattava mica di mettere a repentaglio la sua reputazione di ufficiale? La sua credibilità agli occhi del tavolo da guerra? Perché Elizabeth aveva subito pensato a quanto bugiardo fosse a sentirlo parlare di peccati? Perché si era subito figurata come parte della valanga di perversioni che Shade rifiutava di dire ad alta voce, ammesso e non concesso ne avesse di altre?