*There lies my Sanity (1/2)

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Avviso ai marinai della ciurma di Vankane!

Il capitolo che segue contiene scene di natura esplicita e di forte impatto emotivo. In quanto autrice, non è mia intenzione turbare il lettore, perciò consiglio di procedere con cautela da qui in poi. Come i dark fantasy ci insegnano, a cure magiche e diagnosi mediche stiamo un po' messi male - ci tengo comunque a ricordare che Elizabeth e Shade sono personaggi figli di passati traumatici.
Tuttavia, questo NON giustifica e non può ASSOLUTAMENTE giustificare ciò che entrambi si attuano/si attueranno a vicenda.
Quindi ribadisco per l'ennesima volta che: la relazione descritta all'interno del racconto non è una relazione di stampo romantico, in quanto i due protagonisti citati non possiedono gli strumenti necessari per poter costruire un rapporto sano.

Quindi ribadisco per l'ennesima volta che: la relazione descritta all'interno del racconto non è una relazione di stampo romantico, in quanto i due protagonisti citati non possiedono gli strumenti necessari per poter costruire un rapporto sano

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LIZA

Liza non fece domande e non ricercò ulteriori risposte, seguitandolo in silenzio per i vicoli interni del distretto Rosso

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Liza non fece domande e non ricercò ulteriori risposte, seguitandolo in silenzio per i vicoli interni del distretto Rosso.

Passo dopo passo il baccano scaturito dalla festività andò gradualmente a scemare, schermato dalle distanze prese e dal duplicarsi di edifici con fondamenta più pericolanti; i ceri accesi agli angoli delle strade e i tessuti rossi allestiti per celebrare la Dea vennero sostituiti da luci precarie e pattume accatastato in ogni dove.

Senza parlarsi giunsero nelle viscere del rione, il suo vero centro nevralgico, ugualmente popoloso come la via madre ma di natura più simile a ciò che era l'Arcipelago delle Ossa: pochissimi secondini a vista, mendicanti triplicati, totale assenza di bambini e branchi di randagi tutt'altro che affettuosi. Di viandanti esterni ne contò a iosa, in maggioranza umani provenienti da Akinawa, vestiti dei loro kimono tipici e con le lunghe spade a ciondolare sui fianchi.

Non ci volle molto per capire di dover necessariamente mantenere un profilo basso, come spesso accadeva durante gli scali a Zen-Shen. Perciò incassò il capo nelle spalle e avanzò con gli occhi piantati sullo sterrato per non incrociare lo sguardo di nessuno. Shade non l'affiancò nella traversata e restò davanti per farle strada, ma di tanto in tanto lo percepì voltare il capo di tre quarti e controllarla.

No human has shark teethLa tua prossima ossessione. Scoprilo ora