«Io che sono nato tra le ombre, ho giurato a Vankane d'insegnarti a sottomettere Far-Shee».
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4821.
Elizabeth ha sette anni quando viene tratta in salvo da un isolotto disabitato dell'Arcipelago orientale, unica superstite di una spedizione di profa...
Il capitolo che segue contiene scene di natura esplicita e di forte impatto emotivo. In quanto autrice, non è mia intenzione turbare il lettore, perciò consiglio di procedere con cautela da qui in poi. Come i dark fantasy ci insegnano, a cure magiche e diagnosi mediche stiamo un po' messi male - ci tengo comunque a ricordare che Elizabeth e Shade sono personaggi figli di passati traumatici. Tuttavia, questo NON giustifica e non può ASSOLUTAMENTE giustificare ciò che entrambi si attuano/si attueranno a vicenda. Quindi ribadisco per l'ennesima volta che: la relazione descritta all'interno del racconto non è una relazione di stampo romantico, in quanto i due protagonisti citati non possiedono gli strumenti necessari per poter costruire un rapporto sano.
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LIZA
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Liza non fece domande e non ricercò ulteriori risposte, seguitandolo in silenzio per i vicoli interni del distretto Rosso.
Passo dopo passo il baccano scaturito dalla festività andò gradualmente a scemare, schermato dalle distanze prese e dal duplicarsi di edifici con fondamenta più pericolanti; i ceri accesi agli angoli delle strade e i tessuti rossi allestiti per celebrare la Dea vennero sostituiti da luci precarie e pattume accatastato in ogni dove.
Senza parlarsi giunsero nelle viscere del rione, il suo vero centro nevralgico, ugualmente popoloso come la via madre ma di natura più simile a ciò che era l'Arcipelago delle Ossa: pochissimi secondini a vista, mendicanti triplicati, totale assenza di bambini e branchi di randagi tutt'altro che affettuosi. Di viandanti esterni ne contò a iosa, in maggioranza umani provenienti da Akinawa, vestiti dei loro kimono tipici e con le lunghe spade a ciondolare sui fianchi.
Non ci volle molto per capire di dover necessariamente mantenere un profilo basso, come spesso accadeva durante gli scali a Zen-Shen. Perciò incassò il capo nelle spalle e avanzò con gli occhi piantati sullo sterrato per non incrociare lo sguardo di nessuno. Shade non l'affiancò nella traversata e restò davanti per farle strada, ma di tanto in tanto lo percepì voltare il capo di tre quarti e controllarla.