Capitolo 12

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"Just take it slow. 'Cause we got so far to go"
Michael Jackson — Rock With You



Il piano era semplice. Mettersi comodi su una sdraio con vista piscina, un cocktail fucsia alla mano, camicie hawaiane addosso e aspettare che il loro obiettivo si manifestasse.

Niente di più semplice.

Qual era il vero problema?

Harry stava seriamente incominciando a comportarsi come un bambino capriccioso. Ogni due minuti controllava l'orologio, e può giurare con assoluta certezza che una volta ha persino visto il tempo tornare indietro.
Aveva chiesto ben due aperitivi e aveva ingurgitato il tutto come se non mangiasse da giorni. L'ansia lo stava divorando

Era una cosa che gli capitava spesso quando le missioni si facevano più interessanti; nell'esatto momento in cui è sicuro di trovarsi a metà dell'opera, era capace di lasciarsi travolgere da tali sentimenti burrascosi, ed il motivo era più che ovvio.

Oramai le opzioni erano solo due: vincere o perdere.

E l'opzione di perdere non era minimamente contemplata, altrimenti le conseguenze sarebbero state più che devastanti. La probabile distruzione di intere catene politiche e accordi internazionali avrebbe portato alla completa catastrofe della loro esistenza. Non si sentiva ancora pronto a vivere sotto un "moderno" regime dittatorialmente, con stampo latino. Già immaginava il saluto al dittatore, sarebbe stato qualche strano gesto con le braccia accompagnato da un ¡Masivo!

Va bene, forse la sua testa stava viaggiando un po' troppo, e l'attendibilità della sua ultima idea era a dir poco inesistente. E sì, la facilità con cui sia riuscito a trangugiare gli ultimi tre mini panini conditi fino a scoppiare sarebbe dovuta essere allarmante, poiché normalmente un comune essere umano si sarebbe affogato nel giro di un secondo.

Louis continuava ad osservarlo con un cipiglio interrogativo. Sorseggiava tranquillamente il suo fresco rum&cola, smettendo di aspirare solo quando assaggiava qualcosina che sfuggiva dalle grinfie del riccio. Non riuscì a trattenere una risatina divertita quando Harry, nell'intento di lanciare con una certa cattiveria un povero nocciolo di oliva, venne colpito dallo stesso poiché rimbalzò dal suo piattino in ceramica.

"Harry?"

"Che c'è?"

"Sembri uno schizzato, ti vuoi calmare?!"

Di tutta risposta, Harry lanciò l'ultimo nocciolo d'oliva verso Louis, colpendolo al centro della fronte.

L'istinto di lanciargli addosso il cocktail per un momento si fece strada nei pensieri del castano, che invece — con estrema calma e pazienza — decise di non aggravare la situazione. Un loro litigio non avrebbe fatto altro che peggiorare le cose, ed ad essere onesti, da quando loro due si erano avvicinati Louis aveva fatto di tutto pur di non ricadere nelle loro vecchie abitudini.

Si alzò lasciando il bicchiere mezzo pieno sul tavolino che divideva le loro sdraio, e si sedette fra le gambe del riccio. Non ci pensò un secondo di più nel prendere le mani di Harry fra le proprie, accarezzandole con il retro dei pollici.

"Mi dici che sta succedendo?"

"Nulla. Sono solo un po' agitato"

"No Harry, tu non sei agitato. Sei letteralmente nel panico più totale"

"Oh abbiamo un luminare qui, a quanto vedo"

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