Capitolo 18

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"I like me better, when I'm with you"

Lauv - I Like Me Better





Il viaggio di ritorno verso Washington si rivelò un'esperienza completamente diversa rispetto a quello dell'andata verso Detroit. Ogni chilometro che percorrevano sembrava portare con sé un peso diverso, più leggero e, al contempo, carico di tensione. Louis sapeva di dover condividere con Zayn e Harry tutta la verità su di lui, e la consapevolezza di ciò che stava per rivelare lo attanagliava.

Quando finalmente si aprì, le sue parole fluirono come un torrente in piena. I due, sebbene non sorprendenti nel sapere che era lui l'agente infiltrato tra gli Zoids, ascoltarono con attenzione. Avere un sospetto rappresentava solo una faccia della medaglia; avere la certezza era un colpo in pieno petto. La rivelazione di Louis non era solo una questione personale: si trattava di un panorama inquietante di segreti e tradimenti. La consapevolezza che i servizi segreti russi fossero infiltrati tra loro aggiunse un velo di inquietudine all'aria.

Passino gli scagnozzi di Horizon, ma con i russi non si scherza.Quell'informazione presagiva avventure ben più oscure e pericolose di quelle già vissute. Ma quella sarebbe stata una preoccupazione per un altro giorno.

Dopo aver finito il racconto, e dopo essersi assicurato che i suoi amici non lo odiassero per aver mantenuto un segreto così pesante, Louis crollò in un sonno profondo. Posò la testa sulle cosce di Harry, la stanchezza finalmente prese il sopravvento. Harry, con delicatezza infinita, non smise mai di accarezzargli i capelli, mentre le sue dita esploravano il profilo del volto di Louis, innamorandosi ogni volta di più di quel ragazzo malconcio e vulnerabile.

Louis era visibilmente denutrito, con addosso solo dei pantaloni strappati, ma c'era un calore nel tocco di Harry che riscaldava non solo il suo corpo, ma anche il suo spirito. Fortunatamente, si erano attrezzati: avevano portato coperte e vestiti di ricambio. Louis afferrò una felpa e si avvolse in una coperta calda, cercando conforto in ogni fibra del tessuto. Ad ogni minimo movimento, si avvicinava sempre di più al corpo di Harry, come se volesse fondersi con lui, trovare rifugio nel calore e nell'amore che emanava.

In quel momento, tutto il resto scomparve: il pericolo, le incertezze, i segreti. Esisteva solo il calore di Harry, il suo battito del cuore e la dolcezza di quelle carezze, un angolo di pace in un mondo altrimenti turbolento. Se fosse possibile, vivrebbe il resto della sua esistenza così, con le coccole di quel ragazzo.

Harry. Il suo Harry. Finalmente fra le sue braccia.









































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Malcolm Crown, Capitano di uno dei migliori distretti dell'FBI, non riusciva a darsi pace. Continuava a camminare avanti e indietro nella sala riunioni, con le braccia conserte dietro la schiena e un'espressione visibilmente impaziente.

Al grande tavolo, Perrie ed Eleanor lo seguivano con uno sguardo dubbioso, intimidite dal suo atteggiamento. Avevano già visto altre volte quel comportamento, e sapevano che di solito non presagiva nulla di buono. Tuttavia, la missione stava proseguendo, e stavano solo aspettando il ritorno dei ragazzi.

Niall si era premurato di avvisarli che Louis era sano e salvo e che sarebbero arrivati nel giro di pochi minuti. Purtroppo, per loro, il salvataggio di Louis aveva la priorità su tutto, e questo non fece altro che sottrarre loro del tempo prezioso. La scelta di muoversi con il furgone si rivelò costosa: ci vollero quasi due giorni di viaggio. Avevano optato per quella soluzione, pensando che, utilizzando mezzi aerei, sarebbero stati sotto tiro e avrebbero attirato troppe attenzioni.

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