Conseguenze

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"Com'è bello essere di nuovo qui insieme" Derek solleva la forchetta e osserva il pezzo di carne che rimane infilzato sui rebbi. Lo intinge con deliberata lentezza nella salsa posta in una ciotola accanto al piatto e infine se lo infila in bocca per poi masticare.

"Ma prego, servitevi anche voi. Non fate complimenti. E' un piacere potervi ospitare per la cena" continua sostenendo una conversazione in solitaria.

In questo comunque è abbastanza abituato e non sembra accusarne la fatica. Quando ancora potevo "vantare" la nostra unione, a tutti i pasti avevo l'onore di assistere ad un monologo che si concentrava sui diversi interesse di mio marito e al quale non ero invitata ad unirmi.

Sposto lo sguardo su Nicola, che è seduto all'altro capo della tavola, opposto a Derek. Il mio nuovo "marito" sembra essere nervoso ma cerca di non darlo a vedere, tiene lo sguardo basso e la schiena insolitamente dritta e taglia con decisione la bistecca mentre io sposto lo sguardo dall'uno all'altro.

Gli occhi mi pizzicano al pensiero di ciò che accadrà tra poco, quando la cena giungerà al termine e saremo costretti a ritornare nella nostra camera.

Ebbene sì, non ho più diritto ad una singola, ma sono obbligata a dividere gli spazi con Nicola. Derek è stato molto generoso anche su questo...

"Trovate comoda la vostra sistemazione? Il letto è confortevole?"

Come se mi avesse letto nel pensiero Derek pronuncia queste parole fissandomi con odio.

Quindi lui deve sapere che Nicola non era di certo colui col quale intendevo unirmi fin da principio. E adora punzecchiarmi sotto questo aspetto.

"Allora cara, tra quanto pensi sarai in grado di sfornarmi il piccolo? Oh spero proprio sia un bel maschietto. Vorrei ricordare che prima lo partorirai, prima mi libererò di te e prima sarò in grado di soddisfare l'accordo con tuo marito. Al quale devo tutta la mia gratitudine" e chinando di poco il capo nella sua direzione lo ringrazia silenziosamente.

"Non posso di certo velocizzare ciò che deve accadere. Ci vorrà ancora qualche settimana credo" rispondo rigida.

Ha ragione.
Non appena gli avrò dato ciò che brama sarò libera, libera di andarmene da questa casa per la seconda volta. L'unica cosa che voglio è che avvenga il prima possibile.

"Di certo se potessi fare altro moto il tutto sarebbe più semplice. So che correre o camminare o nuotare aiuta il travaglio" aggiungo.

"Non temere. Domani finalmente verrà la dottoressa e ti visiterà. Se lei lo riterrà opportuno allora farò predisporre tutto il necessario per farti muovere in sicurezza. Se invece a suo parere sarà una richiesta superflua non mi sentirei minimamente in colpa di tenerti legata al letto fino al momento dell'espulsione" conclude sorridendomi.

Deglutisco inorridita e riporto lo sguardo sul mio piatto quasi intatto. Derek e Nicola comunque pare abbiano terminato il pasto e si stanno pulendo le labbra sul tovagliolo quasi in sincrono.

Derek schiocca le dita e veloce come il vento un cameriere si avvicina sussiegoso per ritirare i piatti.

"Non mi sembra comunque che ti manchi del moto mia cara, Nicola si impegna moltissimo appena vi rinchiudete di sopra. Restare concentrato mentre metto a posto i miei affari in studio è parecchio complicato. Penso però che vi aiuti entrambi a smaltire questi lussuosi pasti" e si alza lasciandoci soli.

E anche stasera è arrivato il momento che più temo, il momento di andare a letto.

Nicola si alza a scatti e sono obbligata a farlo, con difficoltà, a mia volta. Dandomi una piccola spinta sul lucido ripiano del tavolo di mogano, sposto la mano libera sotto il ventre pesante e mi avvio fuori dalla sala da pranzo, lungo il corridoio e su per le scale tirate a lucido, con la mano di Nicola sulla schiena che mi sospinge delicatamente.

Una volta di sopra, chiusi nella nostra camera, mi volto subito verso l'uomo che con sguardo spento mi squadra.

"Nicola" sussurro "ti prego, non farlo di nuovo. Non... non ce la faccio più" come allertato dalla mia tensione, il piccolo mostriciattolo che porto in grembo si agita, prendendomi a calci dall'interno.

Dopo un lungo silenzio Nicola sembra risvegliarsi dal torpore e si avvicina "lo sai che lo faremo. Vai a lavarti prima così dopo puoi restare a letto tranquilla" mi carezza la schiena per rassicurarmi.

"Perché? Perché l'hai fatto? Mi hai legata a te... io... oddio io pensavo che Sam..." ma un nodo alla gola mi zittisce e porto le mani sul viso per nascondermi.

Nicola mi afferra dalle spalle e mi spinge contro il suo petto mentre singhiozzo.

"Non ce la faccio, non voglio essere violentata ancora. Ti supplico" alzo il viso verso di lui e incontro il suo sguardo rassegnato.

"Se Derek vuole che lo faccia lo farò ancora, e ancora. Lo sai. Fino a che non usciremo entrambi vivi da qui"

Vorrei ricordargli che lui ha davvero molte probabilità di sopravvivenza in più di me, ma non lo faccio.

Devo prepararmi mentalmente per quello che dovrò sopportare da qui alla prossima ora.

La donna di nessunoDove le storie prendono vita. Scoprilo ora