Nicola

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Sono pronta, mi sono fatta la doccia, lavata il viso e i denti. Ho raccolto i capelli in una treccia e non ho più motivo di starmene chiusa nel bagno. E' il momento di uscire e concedermi a colui che sulle carte è mio marito, ma non ci riesco.

La mano non vuole proprio saperne di allungarsi per afferrare la maniglia e di certo le gambe non collaborerebbero per portarmi al di la della soglia.

So che è solo questione di minuti, Nicola non mi mette molta fretta e mi concede tutto il tempo necessario per far sì che mi rilassi quel tanto che basta per sopportare di farmi scopare, ma quando ci marcio troppo non ha problemi a richiamarmi all'ordine.

"Demetra!" e infatti, detto fatto. Il tempo limite è scaduto.

"Si" gli faccio capire che ho sentito ma la voce mi esce stridula.

Forza Demetra, l'attività sessuale accelera il tutto, probabilmente potrebbe indurre le contrazioni. Prendila filosoficamente. Cosa diceva Nadia a quel party? Aveva fatto sesso col suo stupendo e prestante marito e dopo poche ore, in un attimo le erano partite le contrazioni e in men che non si dica l'aveva partorito. Che possa andare così di culo anche a me!

Mi auto-sprono con la testimonianza che Nadia mi aveva portato al party di fine anno, l'avevo vista solo qualche giorno prima, al party di Natale a casa nostra e mi aveva confidato che la dottoressa che la seguiva le aveva caldamente raccomandato rapporti frequenti e così aveva seguito il suo consiglio. Con successo a quanto pareva.

Purtroppo le nostre conoscenze, e ora solo le mie, erano limitate e nessuno si prendeva la briga di istruirci su ciò che succedeva dopo aver fatto sesso e aver concepito. Tutto stava ai nostri agiati mariti. Scegliere un medico per noi e farci seguire come meglio credevano. Così, fino al termine della prima volta, nessuna sapeva a cosa andava incontro.

Avrei tanto voluto che Nadia mi raccontasse per filo e per segno tutto ciò che era accaduto dopo che le contrazioni erano partite, non saprei nemmeno riconoscerle. Come farò a sapere che sta per avvenire?

"Demetra!"

Ok, secondo richiamo. Sempre meglio non arrivare al terzo!

Prendo un respiro profondo ed esco dal bagno con le lacrime agli occhi, la t-shirt che indosso tira e si tende come se si stesse per strappare. I pantaloni del pigiama mi vestono comodamente e non vorrei mi venissero tolti.
Nicola è semi sdraiato sul letto, il petto nudo muscoloso che si alza e abbassa ritmicamente, un braccio infilato sotto la testa e lo sguardo fisso su di me.

Quanto vorrei che al suo posto ci fosse il ragazzo che desidero con tutta me stessa. Samuele saprebbe sicuramente cosa fare e come comportarsi.

Non mi muovo, immersa nei miei pensieri e nella speranza che il ragazzo che attualmente mi sta aspettando si trasformi in un altro.

So che non appena mi sarò sdraiata sul materasso Nicola si avventerà su di me. Schiudo le labbra, soffocata dalla poca aria che riesco a inspirare. Come già avevo preannunciato non ce l'avrei fatta a sopportare ancora.

Mi muovo a ritroso, afferro con la mano la maniglia e mi chiudo in bagno ansimando pesantemente. Aggrappata al lavello, tremante, alzo lo sguardo sullo specchio che riflette il buio pesto della stanza. Mi sono scordata di accendere la luce così ora mi ritrovo nell'oscurità più completa, il sudore mi appiccica la t-shirt di cotone sulla schiena e mi imperla il labbro superiore e la fronte.

"Perché Sam... perché" e stringendo convulsamente la ceramica scoppio a piangere disperata.

La donna di nessunoDove le storie prendono vita. Scoprilo ora