La visita della dottoressa mi ha portato qualche libertà e sollievo che non avrei pensato di poter provare in momenti così bui.
Anche lei si è mostrata d'accordo al farmi avere più libertà e concedermi maggiore movimento così Derek si è trovato costretto a lasciarmi gestire spazi e tempi come meglio avrei creduto.
Temo davvero il parto e ogni volta che passo davanti al calendario mi rendo conto di guardarlo con odio. La data prevista è cerchiata con l'indelebile rosso dal tratto spesso.
Durante la mia lunga passeggiata su e giù per il prato ed intorno alla casa mi imbatto in Derek, vestito di tutto punto con la cravatta bloccata dal fermo in acciaio lucidato alla perfezione. La suola delle sue scarpe in cuoio italiano ticchetta sul vialetto lastricato mentre si allontana in fretta.
"Derek!" lo chiamo alzando la voce e al contempo rallento il passo.
Lui alza la testa e automaticamente butta l'occhio sul quadrante dell'orologio pesante che porta al polso destro, infastidito. Come lo è sempre.
"Parla, non ho molto tempo" rimane immobile a sua volta così che a dividerci restano parecchi metri d'erba folta e tagliata alla perfezione.
Io non ho intenzione di muovere nemmeno un passo nella sua direzione, e per il momento nemmeno a lui potrebbe passare per la mente un'idea tanto balzana come quella.
"Affari?" mi riferisco al suo abito, la sua fretta, la sua espressione... insomma tutto.
"Non che ti riguardino"
Pensando di essere stato interrotto solo per questo motivo si volta scocciato e riprende la marcia, ma io non ho affatto finito.
"Non posso pensare che sarai tu a prenderti cura della creatura, spero avrai già pensato e provveduto ad una mano esperta"
"Non meno della tua" rimbecca.
"Voglio sperare che sia un sì" continuo imperterrita.
Non me lo vedo di certo a cambiare pannolini o dare le pappe, men che meno...allattarlo. Che sia da un seno, cosa di cui è sprovvisto, o da un biberon.
"Se proprio ci tieni a saperlo e a conoscere la mano, ti farò chiamare questo pomeriggio per un incontro formale."
Dandomi ancora le spalle si sistema i polsini della camicia e riprende la sua marcia fino al cancello, che apre e richiude dietro di sé prima di montare in macchina.
Per mia sfortuna però, oltre alle molte cose positive di cui le sue parole erano le artefici, la dottoressa ha insistito che continuassi con una regolare vita sessuale. Facile dirlo per lei. Ma dal suo punto di vista non c'è nessuna controindicazione e dato che mio marito non si può dire che non sia prestante, ho il via libera e anzi, il consiglio spassionato a non tirarmi indietro.
Come promesso, Nicola si è ben tenuto alla larga da me per il giorno della visita e anche quello successivo fino a quando, mosso dalla sua profonda generosità, Derek ha ben pensato di metterlo al corrente delle parole della dottoressa.
Durante il pranzo.
Al mio ritorno in camera ci trovo Nicola, fresco di doccia che si friziona i capelli con l'asciugamano. La medaglietta d'oro appiccicata al petto imperlato di goccioline.
Per qualche momento non gli rivolgo la parola e mi siedo cauta sul bordo del letto, giocherellando con la manica del cappotto che indosso. Sfioro il tessuto costoso con la punta delle dita, ripensando a giorni che parevano più leggeri durante i quali l'avevo indossato. Peccato risalgano a più di quattro anni fa.
Nicola, ormai abituato ai miei silenzi continua a farsi gli affari suoi e quasi sobbalza quando gli rivolgo la parola.
"Oggi penso conoscerò la nuova mammina che prenderà il mio posto" dico allungandomi sul letto in una posizione più comoda, con le braccia tese a sostenermi.
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La donna di nessuno
RomanceL'unico destino in questo mondo è quello di appartenere ad un uomo. Un uomo che ti ama. Un uomo che ti compra. Un uomo che ti possiede. L'epilogo è sempre lo stesso. Un bracciale dimostra di chi sei, e di conseguenza chi sei. Una donna come poche al...
