Ryan s'irrigidì. "Cazzo!", pensò istintivamente.Non poteva essere successo veramente! Cioè, era felicissimo che fosse successo, ma non doveva accadere così.Strawberry era tornata normale, probabilmente grazie alla febbre che aveva fatto bruciare il veleno al suo organismo.Il problema era che ora lei se ne stava dormendo, ancora febbricitante, nel suo letto. La maglietta che indossava come pigiama si era strappata in più punti e la copriva in modo insufficiente.Il ragazzo iniziò a ripetere, come un mantra, che lui era l'iniziatore del progetto e che quella era solo un'altra reazione da analizzare."Sì, ma sono pur sempre un uomo!", con quel pensiero spazzò via tutto il lavoro fatto.Si mise le mani sul viso, sconvolto.Sentiva il calore del corpo di Strawberry, ma era un calore diverso da quello che avvertiva con la sua versione infantile."Ryan, esci da questo letto e da questa camera, subito.", ordinò a se stesso.Il più lentamente possibile si allontanò da lei, cercando di non toccarla. Ok, si erano già trovati nel suo letto, intenti a baciarsi addirittura, ma qui la situazione era diversa.In primo luogo lui non stava giocando, era notte e lei non era propriamente vestita."Esci!"Balzò a sedere un po' troppo bruscamente.Strawberry, accanto a lui, mugugnò qualcosa. Il ragazzo si gelò, aspettando di vedere cosa sarebbe successo.La sentì girarsi supina.-Uhm... Ryan...?- chiamò, confusa. Cos'era successo? E perché era sicura di essere con Ryan?Spalancò gli occhi e si mise a sedere.Abbassò lo sguardo, senza vedere nulla, e mosse le gambe sotto le coperte. Il biondo, dal canto suo, si era allontanato il più possibile da lei, per non farsi scoprire.-Ma...- la rossa si rese conto di avere addosso qualcosa di molto stretto. Si tastò il petto e trovò dei tagli nel tessuto. -Ma cosa cavolo ho addosso?Senza sapere bene perché allungò una mano dietro di sé, trovando l'interruttore. Lo premette e finalmente poté vedere qualcosa.Sbatté qualche volta le palpebre, sentendo la testa fluttuare. Si portò una mano alla tempia e il mondo s'inclinò per qualche istante.-Ho la febbre...?- realizzò, stupita.Fece per stendersi nuovamente quando notò qualcosa con la coda dell'occhio.-Ryan?!- esclamò, sussultando per la sorpresa. -Che ci fai qui?Lui deglutì. -Sei nella mia camera.- disse. Non voleva assolutamente scatenare la sua parte violenta, quindi avrebbe dovuto agire con assoluta prudenza.-Nella tua camera...? Perché... un attimo, cos'ho addosso?- chiese, ricordandosene. Sgranò gli occhi ed uscì dalle coperte con un rapido movimento.-Oddio, Strawberry!- Ryan s'affrettò a voltarsi.Lei abbassò lo sguardo su di sé e si ritrovo praticamente nuda. Dire che urlò sarebbe stato un eufemismo.Iniziò a strillare così forte che il ragazzo temette gli sarebbero scoppiati i timpani.-Cosa ci faccio nel tuo letto, praticamente nuda?!- strappò violentemente la coperta e tentò d'avvolgersela addosso. Aveva il viso congestionato per la rabbia e la vergogna.-Calmati, per carità!- tentò di suonare convincente, ma era difficile quando non potevi guardare in faccia il tuo interlocutore.-Calmarmi?! Cosa diavolo mi hai fatto?- strepitò ancora più forte.-Nulla, non ti ho fatto nulla! Sono vestito, vedi?- s'azzardò a voltarsi e la trovò coperta. Abbastanza perché potesse fissarla senza essere accusato di essere un maniaco.Senza pensarci la mew neko afferrò il cuscino e glielo lanciò addosso. Il ragazzo lo afferrò con una mano prima di ricevere il colpo.-Sei un maniaco, Shirogane!-Ti ho detto che non ti ho fatto niente! Calmati e lasciami spiegare!- alzò la voce anche lui.-No!- si rifiutò lei e gli lanciò addosso qualcos'altro.Ryan lo schivò, ma presto altri oggetti volarono nella sua direzione: Strawberry stava lanciando qualsiasi cosa le capitasse a tiro.Il biondo si mise in ginocchio, tentando di afferrarla per le braccia. Lei si ribellò ed afferrò la cornice sulla testiera.Un attimo e quella colpì il ragazzo alla tempia.Colpito in pieno si ritrasse, sibilando. Strawberry lo guardò, spiazzata, poi corse a rifugiarsi in bagno.Kyle, che aveva sentito le urla dal piano di sotto, spalancò la porta all'improvviso. -Ryan!Lo trovò piegato in due sul letto che si reggeva la testa.-Ma cos'è successo? Ho sentito gridare.- gli si avvicinò, preoccupato.-Strawberry... è tornata normale.- spiegò, dolorante.-Cosa? Sul serio? Ma... dov'è?- si guardò attorno. L'amico gli indicò la porta del bagno. -Cosa ti è successo?-Nulla.- disse, raddrizzandosi.-Fa' vedere.- lo costrinse a togliere le mani. -Che brutto taglio.- esclamò, sconvolto.-Sì... una cornice volante.- cercò di sdrammatizzare lui. Strawberry si appoggiò pesantemente alla porta.Sentiva le voci dei ragazzi al di là e si sentì subito in colpa per aver colpito Ryan.Ma nessuno poteva biasimarla: si era ritrovata nuda nel suo letto, senza ricordare nemmeno come ci era arrivata.Si era ubriacata?No, l'ultima cosa che ricordava era l'attacco del vampiro e poi tutto quel dolore..."Sono in un universo parallelo!", pensò. Ma si diede della stupida subito dopo. Si lasciò scivolare a terra, avvertendo l'assalto delle vertigini.Si portò una mano alla fronte e la sentì calda. -Ho la febbre...- constatò.Chiuse gli occhi, cercando di calmare il battito furioso del suo cuore. Ci era quasi riuscita quando le tornò in mente tutta la scena.Scostò la coperta per poter controllare... e sì, era veramente mezza nuda."Ryan mi ha vista!", voleva sprofondare.-Mark! Oddio, cosa dirò a Mark?- si chiese, iniziando già a disperarsi. Non aveva ancora baciato seriamente il suo fidanzato e si faceva vedere nuda da un altro ragazzo?"Ryan mi ha pure baciata!", ricordò. "Con la lingua poi!"Lasciò uscire un gemito, nascondendosi completamente nella coperta. Avrebbe pianto se questo non le avesse provocato dolorose fitte alla testa.-Strawberry...?- la voce di Kyle.Sollevò la testa e guardò la porta. -Kyle...- mormorò.-Hai un cambio qui al Cafè?- le domandò.Ci pensò su. Forse sì... ma non sapeva se aveva tutto il necessario.-S-sì...- disse infine.-Vado a prendertelo. Aspetta lì e non ti agitare: ti salirà la febbre, se no.- si raccomandò.Lei non disse niente e tornò a chiudere gli occhi.Quando sentì la porta della camera richiudersi li riaprì di scatto.-Ti passo i vestiti, apri la porta.- le disse il moro.Si fece da parte in modo da potersi schermare col battente e sbirciò fuori. Trovò il viso sorridente del cuoco e il suo cambio d'abiti.Non vide Ryan.-Grazie mille.- disse, prendendolo. Fece un breve sorriso e si affrettò a chiudere.Trovare un cambio completo fu un miracolo!Si rivestì in fretta, ma si rese presto conto che i vestiti che aveva lasciato erano più adatti ad un appuntamento. La gonna non andava bene per dormire.-Apri.- questa volta non era stato Kyle a parlare.-P-Perché?- chiese diffidente.-Fallo e basta.Deglutì e poi obbedì, aprendo il battente il minimo necessario. Allungò una mano alla cieca e toccò della stoffa. La afferrò e la tirò dentro.Guardò quello che aveva recuperato: un paio di pantaloni di una tuta e una maglia a maniche lunghe.Erano sicuramente di Ryan. Poteva dirlo con sicurezza perché riconobbe il suo profumo.Lasciò cadere a terra la coperta e li indossò. Ovviamente le stavano grandi, ma dopo un paio di rimbocchi riuscì a vedersi mani e piedi.Vergognandosi come un cane si decise ad uscire. Ripiegò la coperta sotto braccio e poi aprì la porta, tenendo lo sguardo sul pavimento.-Oh, eccoti. Non dovresti stare alzata, hai ancora la febbre.- le sorrise Kyle.-"Ancora la febbre"? Che significa?- domandò, confusa.-Te lo spiegheremo domani.- le disse solo. Fece per chiedere dove avrebbe dormito, quando Ryan la anticipò. -Tranquilla, dormo di sotto. Buonanotte.Il suo tono freddo le fece capire che non era stato contento della sua reazione. Ok, forse era stata un po' spropositata, ma non si sarebbe mai aspettata qualcosa del genere.Rimase a fissare la porta, immobile. Poi Kyle la riscosse dicendo:-Buonanotte. A domani.Uscì, lasciandola sola.Si guardò lentamente intorno, riconoscendo la stanza del biondo.Quando lo sguardo le cadde sul letto chiuse gli occhi, cercando di scacciare dalla propria mente le immagini della sua sfuriata da pazza."L'ho colpito con la cornice.", si lasciò sfuggire un gemito. Scosse la testa, cercando di recuperare il controllo di se stessa e delle proprie emozioni. -Meglio se mi stendo...- si disse.Mosse un passo, incerta. Si sentiva scombussolata e temeva di poter crollare al suolo come un sacco di patate. Si sedette e prese un respiro profondo. Inconsciamente passò la mano sulla parte di letto precedentemente occupata da Ryan. Era ancora calda, sapeva ancora di lui.Sentendosi immensamente in colpa per quello che aveva fatto, si rese conto che sicuramente aveva a che fare col vampiro. Probabilmente i ragazzi l'avevano aiutata durante il suo blackout.Appoggiò la testa sul cuscino e si voltò verso il muro. Subito dopo averlo fatto intravide qualcosa incastrato tra il materasso e il muro. Allungò la mano ed afferrò l'oggetto. Quando lo estrasse trovò la foto di famiglia del ragazzo.Il vetro si era incrinato.-Scusa...- mormorò, sfiorandola col dito. Alzò il braccio sopra la testa e la depositò sulla testiera, per evitarsi di fare ulteriori danni.Sospirò, abbattuta e chiuse gli occhi, imponendosi il sonno.Non fu troppo difficile, dato che la febbre fu estremamente collaborativa.-Ryan, aspetta. Farmi vedere.- disse Kyle.Il ragazzo scosse la testa. -Non è nulla. Buonanotte.-Sì, invece. Aspetta.- lo prese per un braccio, costringendolo a fermarsi in mezzo al corridoio.Lui distolse lo sguardo, dandogli modo di osservare la ferita.-Hai bisogno di un punto.- sentenziò, sfiorandogli appena la pelle. Al che l'americano lo scostò gentilmente da sé. -Ryan.-Cosa, Kyle?- lo guardò apertamente negli occhi. Era esasperato, frustrato e anche ferito. E non solo fisicamente.-Ha solo reagito impulsivamente.- tentò di risollevargli il morale. L'altro annuì, per niente convinto. Il moro sospirò. -Andiamo, vieni in bagno.Ryan fece per protestare, ma l'amico lo trascinò con sé e non volle sentire ragioni. Lo fece sedere sul bordo della vasca e recuperò quello che gli serviva.-Da quando in qua sei un chirurgo?- volle sapere.-Da quando sei caduto da quell'albero, quando avevi sette anni.- lo guardò male. -Sono stato io a prestarti il primo soccorso.-Oh... giusto. L'avevo dimenticato.- ammise.-Per forza, avevi sbattuto la testa.- altra occhiata di rimprovero.-Non capisco perché sono io quello che viene rimproverato.- si concesse di sbuffare, infastidito dal suo modo di fare.Kyle non rispose, troppo concentrato a far passare il filo sottopelle. Ryan attese che ebbe finito, non voleva ritrovarsi sfregiato.-Dovresti essere più ragionevole.- gli suggerì.Il biondo quasi scattò in piedi. -Più ragionevole? Kyle, non ho fatto niente di male!- protestò.-Lo so, ma...-Niente ma. Questa volta io non ho sbagliato nulla. Stavo anche cercando di uscire, prima che lei si mettesse a gridare.- spiegò, contraendo i muscoli per la rabbia.-Mi dispiace.- disse allora l'altro.-Anche a me. Quando cerco di fare la cosa giusta mi becco una cornice in fronte, quando faccio lo stronzo vengo assecondato. Dovrei continuare su questa strada: l'ho sempre detto che essere buoni e gentili non porta a niente.- replicò, risentito.-Tu non sei stronzo. Sei un ragazzo corretto che usa una maschera per nascondere i propri sentimenti.- smentì il suo tutore.-E funziona alla grande.- commentò lui.Kyle gli disinfettò il taglio. -Se lo dici tu. Quando eri con la piccola eri veramente te stesso.- gli disse, riponendo poi la cassetta del pronto soccorso.-Ora ho solo voglia di dormire. E, dato che non avrò più occasione di rivedere la piccola, come la chiami tu, tanto vale tornare a comportarmi come prima.- si alzò, intenzionato a raggiungere la stanza degli ospiti al piano terra.-Uhm... aspetta che le abbia raccontato quello che è successo.- sorrise il cuoco.Si bloccò, una mano sulla maniglia. -Non lo faresti...-Oh, certo. Chissà, forse vi darete una bella svegliata tutti e due.Ryan si voltò a guardarlo, sconvolto dalle sue parole. Aveva veramente intenzione di smascherarlo e metterlo nei casini?"Fantastico. Ryan, preparati ad essere deriso.", si disse, uscendo. Quando Strawberry scese di sotto, il giorno dopo la furiosa litigata con Ryan, non trovò nessuno.Aveva bisogno di medicine, qualsiasi cosa che la aiutasse a far smettere l'incessante martellare che aveva in testa.Portandosi una mano alla tempia raggiunse la cucina. -Kyle...?- chiamò.Captò un movimento poco lontano da lei e voltò la testa. -Oh, Strawberry... come stai?- il ragazzo le si avvicinò.-Ho la testa che mi scoppia. Hai qualcosa da darmi?- domandò.-Certo.- annuì lui. Sparì oltre la porta e tornò poco dopo, porgendole una piccola scatolina.-Grazie.- disse lei.-Come va la febbre?- le mise una mano sulla fronte. -Mhm... c'è ancora. Ma basterà prendere qualche medicina e sarai a posto.- le sorrise.Lei annuì distrattamente, ingoiando la pastiglia con un sorso d'acqua. -Ryan...?Kyle distolse lo sguardo. -Sta ancora dormendo.- le disse, tornando ad occuparsi del forno. Lo stava pulendo, notò la ragazza.-Era... era molto arrabbiato?- volle sapere.Il moro non rispose. -Vuoi che ti racconti cos'è successo o vuoi aspettare le ragazze?- domandò, cambiando argomento.-Oh... non so. Posso fare colazione intanto?- si sedette ad uno degli sgabelli davanti al grande tavolo.-Certo. Cosa vuoi?-Cioccolato?- azzardò un lieve sorriso. Lui annuì e le allungò una fetta di tenerina. -Grazie!Mangiò in silenzio, osservandolo lavorare. Non sembrava particolarmente loquace, non come al solito. Probabilmente era colpa di quello che era successo ieri, d'altronde era normale che Kyle fosse dalla parte di Ryan.-I miei hanno chiamato?- chiese dopo un po', per spezzare il silenzio.-No... non mi sembra. Comunque il tuo cellulare è sul bancone, l'ha riportato Ryan.- le disse.-Ok, grazie. Dopo andrò a controllare.- annuì, finendo il dolce.-Vuoi qualcos'altro?- le domandò lui, premuroso.-Del latte, magari. Qualcosa da bere.- meditò un attimo. Aveva veramente sete.-Ah... è passato Mark, l'altro giorno.- buttò lì, mentre le versava il liquido in una tazza.Per poco la rossa non cadde dallo sgabello. -M-Mark?!Il ragazzo annuì, posandole l'oggetto davanti. -Sì, gli abbiamo detto che sei andata ad Osaka coi tuoi e che rimarrai via due settimane, circa. Ah! E per la fretta hai dimenticato qui il cellulare.- spiegò, facendole l'occhiolino. Quel gesto era molto da Kyle, oppure... di quando non ce l'aveva con lei per aver colpito il suo migliore amico.-Oh... be'... grazie.- disse, ancora stupita. Aveva una copertura, una copertura che l'avrebbe portata a mentire al suo fidanzato per l'ennesima volta. "Prima o poi dovrò confessare tutto... non posso continuare così.", si disse scuotendo la testa.-Ti prego, non dire niente sul progetto.- l'americano sembrò aver intuito i suoi pensieri e si era fatto preoccupato.Rialzò la testa. -Come? No, non dirò niente.- assicurò.-Grazie.- le sorrise un attimo.-Ehm... mi racconteresti quello che è successo...?- chiese dopo un po', prendendo un sorso di latte.-Certo.- acconsentì lui. -Che torta preparo per oggi? Menta e cioccolato o crema?Strawberry lo guardò perplessa, poi scoppiò a ridere per il repentino cambio d'argomento. -Menta e cioccolato.- decise.Lui approvò ed iniziò a tirar fuori gli ingredienti. -Allora... qual è l'ultima cosa che ricordi?- le domandò, rompendo le uova.Ci pensò un po' su. Aveva la mente annebbiata, probabilmente a causa della febbre. -Il vampiro... ci ha attaccati. Ryan era a terra e... mi ha morsa!- quasi balzò in piedi. -Mi ha morsa. Voleva uccidermi!- realizzò.-Ok, stai calma.- le disse con voce pacata. Lei annuì e si diede un contegno. -Dopo averti morsa il vampiro è scappato, tu ti sei ritrasformata e Ryan ti ha riportata qui. Eravate conciati male, tutti e due.- iniziò a raccontare.-Lui era ferito?Non appena ebbe posto quella domanda, la sua coscienza le chiese perché fosse così preoccupata per lui. D'accordo, era ingiusto che venisse ferito per colpa del progetto, ma aveva scelto di sua spontanea volontà di avviarlo."Smettila! Ti senti in colpa dopo l'attacco di Quiche, ecco perché.", si disse.-Tutto ok?- le chiese Kyle, vedendola scuotere il capo.-S-sì!- si affrettò a dire. -Continua.-Lui è svenuto, ma tu... tu sei diventata una bambina.- le svelò.La rossa sgranò gli occhi. "Una bambina?", lo fissò senza parole. Sicuramente stava scherzando.-So che può sembrare assurdo e in effetti lo è. Il veleno ha reagito coi tuoi geni modificati: invece di diventare un vampiro, sei tornata piccola.- le spiegò.-Sono... oddio... ero diventata una bambina?- si mise le mani davanti agli occhi. Non sapeva perché, ma si sentiva enormemente imbarazzata.-Sì, ma eri dolcissima. Non ti preoccupare.- tentò di rassicurarla.-Le ragazze mi hanno vista?- domandò.Lui annuì. -Sì. Sei riuscita perfino a non litigare con Mina.- le sorrise."Sta per finire il mondo!", pensò. Come aveva fatto a non battibeccare con la mew bird? Praticamente loro vivevano di discussioni!-Ma i vestiti... non mi avete mica fatto girare nuda, vero?!Scosse la testa. -No, Mina ha recuperato alcune sue vecchie cose. Ti stavano molto bene.- nuovamente le sorrise, divertito dalla sua reazione. -Eri adorabile.-Sarò stata una bambolina piena di trine e merletti.- piagnucolò bevendo un altro sorso di latte. Ormai si era freddato, ma era buono lo stesso.-Sai... non hai litigato con nessuno. Nemmeno con Ryan.- Kyle si azzardò a lanciare l'esca.Al sentire il nome dell'iniziatore del progetto mew, Strawberry arrossì fino alla punta dei capelli che, a confronto, sembrarono spenti.-Cos'è successo?-Oh, nulla di strano. Sembrava fosse l'unico di cui ti ricordavi e gli stavi sempre attaccata. Sai... hai dormito con lui, ti ha accudita e quando ti è venuta la febbre era molto preoccupato.- le spiegò. "Vediamo come reagisce.", pensò, fremente. Voleva aiutare quei due scemi a confessare i loro sentimenti, ma sembravano avere delle bende sugli occhi!-Ho dormito con Ryan...? Mi ha accudita?Scese dallo sgabello, incredula. Kyle, che durante la conversazione aveva continuato la preparazione del dolce, versò il preparato in una teglia e la mise in forno.-Non è mica successo niente di male.- disse per sdrammatizzare.-Nulla di male? Kyle, io sono fidanzata! E ti ricordo che Ryan mi detesta!- quasi strepitò.-Hai proprio ragione.Si voltarono entrambi. Senza volerlo, gli occhi della ragazza si scontrarono con quelli del biondo. Temette di trovarvi rabbia, irritazione e quant'altro, ma li ritrovò vuoti.Inespressivi.Rimase a fissarlo spiazzata.-Ryan... buongiorno.- il primo a riprendersi fu Kyle.Il ragazzo gli rispose con un cenno del capo, poi si sedette davanti al tavolo da lavoro.La mew rosa restò immobile, incapace di spiccicare parola. Si era aspettata una battuta pungente, un commento sarcastico... invece niente.-S-scusate... torno di sopra.- mormorò prima di defilarsi. Quando Kyle fu certo di non esser sentito dalla ragazza, esordì con un:-Hai rovinato tutto il mio lavoro!Ryan alzò un sopracciglio, perplesso. -Quale lavoro?- domandò.Il moro sbuffò, agitando le mani per aria. -Kyle? Tutto bene?-Sì, sì. Tutto ok.- liquidò la questione. Controllò la torta poi si girò a fronteggiarlo. -Ma tu! Quando ti deciderai ad essere più te stesso e meno... meno quello che fingi di essere?Il ventunenne era fuori di sé, Ryan non l'aveva mai visto così. Sembrava indemoniato.Si alzò e gli si avvicinò. -Si può sapere di cosa stai parlando?- gli chiese, ma aveva capito perfettamente. Sapeva che lo stava aiutando a trovare un punto d'incontro con Strawberry, ma proprio non riusciva ad abbassare le sue difese. Soprattutto non dopo quello che era successo quella notte. Non si fidava di se stesso né di quello che avrebbe potuto dire.-Sto parlando di te.- lo indicò col cucchiaio sporco di cioccolata. -E di Strawberry.Il biondo alzò gli occhi al soffitto. -Smettila, ti prego. Non c'è niente da dire.- brontolò. Il moro ebbe uno scatto e per poco non gli assestò un bel colpo con l'oggetto che aveva in mano. Era sempre stato una persona paziente, ma dopo la scena di poco prima era scoppiato."Possibile che non riescano a parlarsi sinceramente? Mi vien voglia di chiuderli nel ripostiglio!", sbraitò tra sé.-Sembri posseduto.- commentò il suo amico, trattenendosi dal ridere. In risposta si beccò una bella occhiataccia. -Ok, ok. La smetto. Lo so... ma dammi tempo. Ora non è proprio il momento.- disse infine.-E quando sarà il momento? Quando verrà fuori che andrà nella stessa università di Mark o inizieranno a far progetti per un futuro insieme?- sospirò, ritrovando la calma.Ryan lo guardò stranito. -Non stai esagerando? Hanno solo quindici anni.- gli fece notare.-Sì... ma se sto ad aspettare i tuoi tempi, farà in tempo a diplomarsi.- lo rimproverò.-Kyle, insomma! Non so cosa tu voglia fare, ma...-Voglio che stiate insieme! Sono stufo di vederti quell'espressione da cane bastonato ogni volta che la vedi insieme al suo ragazzo.- gli si avvicinò.Al sentire quelle parole il biondo arrossì di botto, pronto a replicare ma, guardando lo sguardo del suo tutore, ci ripensò.-Si nota così tanto?- domandò, abbassando il capo.-Io l'ho notato, ma ti conosco da una vita. Le ragazze iniziano ad avere dei sospetti, credo. L'unica a vivere nel suo mondo è la diretta interessata.- rispose, accennando col capo alle scale.Il ragazzo, allora, si mise le mani tra i capelli. -Adesso non ce la faccio. È troppo imbarazzante e lei non mi sembra dell'umore.- commentò.-Le hai dato il regalo?- gli chiese l'altro. Sbirciò attraverso le dita ed annuì. -Bene, approfitta di queste feste, dato che i suoi genitori sono via e hai detto a Mark che lei non è reperibile. Quando si parla di lei diventi timido come pochi.- gli diede una pacca sulla spalla, bonario.-Non sono timido, voglio solamente mantenere intatto il mio orgoglio.-Non andremo molto lontani, con questa filosofia.- sbuffò Kyle.-E cosa dovrei fare?- chiese, lanciandogli un'occhiata.Il cuoco impostò il timer del forno ed inserì la teglia con la torta. -Devi essere il Ryan che l'ha accudita, che si è preoccupato per lei quando aveva la febbre... insomma, lasciati andare.- gli suggerì.-La fai facile, tu.- brontolò.-Vuoi un pezzo di torta al cioccolato?Il biondo alzò lo sguardo e lo fissò senza parole. Cosa c'entrava il cibo, adesso?Senza sapere bene perché scoppiò a ridere. -Che ho detto?- chiese l'altro, confuso dalla sua reazione.-Dammene un pezzo, va.- gli disse, tornando a sedersi. -Comunque... ci proverò. Ammesso che gli alieni me ne lascino il tempo.- aggiunse, dando un morso al dolce.-Ora iniziamo a ragionare. Ma bada, ti tengo d'occhio.Nuovamente scoppiò a ridere, ma questa volta si aggregò anche Kyle.-Kyle, Ryan? Ci siete?- la voce di Lory giunse dall'ingresso.Ryan uscì dalla cucina e fece capolino nel salone. -Siamo in cucina. Ci sei solo tu?- domandò, cercando con lo sguardo le altre.-Mina e Pam stanno cercando di convincere Paddy a non fare una palla di neve gigante.- ridacchiò facendo ondeggiare le lunghe trecce. Poi si bloccò e cambiò espressione. -Come sta Strawberry?Il ragazzo si bloccò. -Ecco... a questo proposito... chiama dentro le altre.- disse solo, prima di sparire dietro l'angolo.La ragazza rimase a fissare il vuoto, stranita, poi si affrettò a fare come le era stato detto. Ryan era strano e non aveva la solita aria sicura che lo caratterizzava.-Kyle, vai a chiamare Strawberry. Ci sono le ragazze.- gli disse, rientrando.L'altro annuì e si tolse il cappello da chef.Dopo esseri pulito le mani nel grembiule, si avviò lungo le scale. Percorse il corridoio che portava alle camere da letto e bussò alla porta di quella di Ryan.-Strawberry? Ci sono le ragazze, giù. Come stai?Attese qualche istante, sperando che gli aprisse e non si sentisse troppo in imbarazzo per gli ultimi eventi.-Arrivo...- la sentì dire, infine. Si allontanò un po', in attesa. -Eccomi.Apparve sulla porta, gli occhi leggermente lucidi. -Come va la febbre?- le domandò, premuroso.-Sta passando.- sorrise lievemente. -Posso scendere anche così?- chiese poi, indicandosi.-Sì, non c'è problema. Non dovrai lavorare, non ti preoccupare.-Ah no?- fece, stupita.Lui le lanciò un'occhiata, stupito. -No, sei malata. Non facciamo lavorare nessuno quando sta male.- le rispose.-Ryan lo farebbe...- la sentì mormorare.-No, nemmeno lui.- si sentì in dovere di difenderlo. Imbarazzata per esser stata sentita, la mew abbassò la testa, cercando di contenere il rossore che le era salito alle guance.Senza aggiungere altro scesero al piano di sotto.Quando la ragazza si mostrò alle amiche, Paddy lanciò un urlo e si gettò tra le sue braccia.-Sei tornata normale!- gioì, contenta.Strawberry barcollò leggermente, presa di sorpresa. -S-sì...- disse.-Per fortuna si è risolto tutto. Come stai? Ryan ci ha detto che avevi la febbre.- Pam le si avvicinò.La guardò e non riuscì ad impedirsi di cercare con lo sguardo il biondo. Quando non lo trovò sospirò dentro di sé, sollevata. Incontrare anche solo per caso i suoi occhi l'avrebbe fatta morire di vergogna.Se ripensava al fatto che si era svegliata ed era placidamente accoccolata contro di lui..."Oddio, calmati!", si disse, chiudendo gli occhi con forza.-Tutto ok?- la voce di Lory le arrivò da un punto imprecisato. Rialzò la testa di scatto e la cercò.-Sì... tutto bene. Scusate, ma ho ancora un po' di febbre.- si giustificò.-Ricordi gli ultimi due giorni? Cioè... di essere stata bambina?- le domandò Mina.Scosse la testa. -No, ma mi ha raccontato tutto Kyle.-Eri buffissima, caracollavi di qua e di là.- ridacchiò la mew viola. -Ma eri anche molto tenera.- si affrettò ad aggiungere, vedendo lo sguardo dell'amica.-Vi ringrazio per avermi accudita.- sorrise, imbarazzata. -Non dev'essere stato facile.-No, invece lo è stato. Sei molto più piacevole in versione ridotta.- la contraddisse la mew bird.-Cosa?!-Oh, sì. Riuscivo persino a sopportarti.- le fece la linguaccia.-Mina, se ti prendo...!- sbraitò. Nessuno poteva dirle che era insopportabile, soprattutto non lei.Iniziarono a rincorrersi per il locale.-Bene, a quanto pare è tornata quella di sempre.- commentò Pam, divertita. Paddy e Lory, accanto a lei, annuirono.Anche Kyle fece lo stesso, cercando con lo sguardo Ryan. Lo intravide dietro lo stipite della porta, ma lui gli fece segno di tacere.Non era ancora il momento. Mark guardò fuori dalla finestra, pensieroso.Strawberry aveva dimenticato il cellulare al locale, a detta di Ryan. Rimase a fissare il vetro, leggermente appannato a causa della differenza di temperatura. Da quando aveva iniziato a lavorare in quel Cafè, la sua ragazza era strana.Faceva degli orari di lavoro assurdi e poi aveva sempre alle costole il suo fantomatico capo. "Non lo sopporto.", pensò. Non era tipo da portare rancore o detestare le persone senza motivo, ma quel Shirogane sembrava sempre sfidarlo con quel suo sguardo sprezzante.Ma non poteva accettare la sua sfida, non quando era con Strawberry. Non voleva dargli quella soddisfazione.Così come non voleva fargli capire che lui sapeva... in un qualche modo.L'aveva incontrata per caso, al parco. Tutti gli uccelli sembravano impazziti e volteggiavano nel cielo, oscurandolo con le loro ali. Poi era comparsa lei, coi suoi campanelli e quello strano costumino rosa.All'inizio aveva creduto ad un'allucinazione, ma poi l'aveva guardata meglio. E sotto il vestito, dietro i capelli e gli occhi rosa l'aveva riconosciuta: Strawberry. La sua Strawberry.L'incredulità era stata tale che non aveva spiccicato parola, lasciandola fuggire.Da quel momento aveva sempre seguito le imprese delle Mew Mew, neo paladine della città di Tokyo. Nonostante fossero cinque, i suoi occhi seguivano sempre Mew Berry.Avrebbe tanto voluto dirle che era a conoscenza di tutto, che non doveva più nascondergli nulla, ma non ne aveva avuto l'occasione.E poi non voleva che Ryan venisse a sapere del fatto. L'avrebbe reso ancora più indisponente e dispotico.Sospirò, allontanandosi dalla finestra. "Ho voglia di parlarti.", pensò osservando il display del cellulare. Strawberry vi aveva messo come sfondo una loro foto.Si lasciò sfuggire un sorriso e poi si sedette sul letto, tornando a studiare.Avrebbe trovato il momento giusto e glielo avrebbe detto.Sì, l'avrebbe fatto. E allora lei sarebbe stata sua, incondizionatamente. Senza americani di mezzo.-Siete degli incapaci!- la scarica d'energia arrivò all'improvviso, fendendo l'aria.Quiche e i suoi fratelli si raggomitolarono sul pavimento, doloranti. Non avrebbero avuto modo di schivare l'attacco nemmeno se ne avessero avuto la possibilità.Pur non avendo recuperato completamente la sua fisicità, Profondo Blu era abbastanza potente per far loro molto male.Specialmente quando era arrabbiato, come in quel momento.-Mio signore, tu ci avevi detto di colpire le Mew Mew e noi l'abbiamo fatto.- replicò Pie, rimettendosi faticosamente in ginocchio.-Ma non è bastato! Si stanno rialzando e questo perché quel loro ricercatore è ancora vivo!- sbraitò l'alieno. I suoi occhi erano puro ghiaccio.-Hai affidato l'incarico a Revenge.- gli ricordò Quiche, irritato. Il vampiro aveva fallito ed erano loro a doverne subire le conseguenze.L'uomo si voltò a fissarlo, lasciando che i lunghi capelli gli accarezzassero la schiena. -So cos'ho fatto, non ho bisogno che tu me lo ricordi.- sibilò.-Allora non vedo perché...- iniziò, ma Pie gli diede una gomitata nello stomaco. Se avesse parlato si sarebbero messi in guai ancora peggiori.-Cosa dobbiamo fare?- domandò il più grande dei fratelli.Profondo Blu si sfregò il mento, pensieroso. Doveva assolutamente rimettere in riga quell'insolente di Revenge, non poteva permettersi di perdere il controllo su di lui.Sarebbe potuto diventare una minaccia, ne aveva le facoltà.-Attaccheremo ancora le mocciose. Questa volta dovete tenerle impegnate in modo che il vampiro possa fare il suo lavoro.- decise.I tre alzarono il capo, in attesa.-Dobbiamo ucciderle?- chiese Tart, preoccupato. Non voleva far del male a Paddy.Il loro capo scosse la testa. -No... non ancora. L'americano sì. Sarebbe un bel colpo toglierselo dai piedi.- chiuse gli occhi, assaporando il momento.Il vero ostacolo non erano le ragazze: loro erano delle semplici armi e potevano essere rimpiazzate. No, il problema era la mente che stava dietro al progetto.-Ci sono altri ordini?- chiese Pie.-No. Il resto è compito mio.- disse. Lo guardarono perplessi. -E' tempo del mio risveglio.- sorrise, scoprendo i canini appuntiti.-Revenge, mio signore?- Quiche si alzò in piedi. Gli occhi dell'alieno si spostarono su di lui, freddi.-Contattalo e digli che sono offeso dal suo insuccesso.Detto questo scomparve, dissolvendosi.-Ahh! Sono stufo di dover andare di qua e di là per i suoi capricci! Non sono il messaggero di nessuno!- sbottò il ragazzo.-Quiche, calmati.- lo ammonì Pie.-Non sopporto quel vampiro e non capisco perché debba sempre parlarci io.- protestò.-Perché così è stato deciso.- fu la risposta. Lui imprecò sottovoce, prima di teletrasportarsi sul monte Fuji.Si guardò intorno, cercando di capire dove si trovava. Non doveva essere molto lontano dal rifugio diurno di Revenge.Rimase sospeso a mezz'aria, alla ricerca della traccia del vampiro. Quando l'ebbe trovata puntò dritto in mezzo agli alberi, scartandoli agilmente.Giunse in prossimità di una grotta e scese a terra, guardandosi attorno circospetto.-Revenge.- chiamò.La luna era ormai alta, quindi doveva essere sveglio.Non ebbe risposta.Mosse qualche passo verso l'entrata, tentando di sbirciare dentro. L'oscurità era troppo fitta per poter distinguere qualcosa.-Mi stavi cercando?Sobbalzò, colto alla sprovvista. Impugnò i sai, di riflesso, e girò su se stesso.-Come siamo suscettibili.- lo schernì il vampiro.-Dov'eri?- domandò Quiche. Il non morto gli rivolse uno sguardo inespressivo, ancor più freddo di quello di Profondo Blu.Con deliberata lentezza si passò la lingua sulle labbra. -A caccia.- disse solo.L'altro annuì, accettando la risposta.-Vuoi un po' di sangue?- si sentì chiedere. Lo guardò con tanto d'occhi, indietreggiando disgustato. -Lo prendo per un no.- rise, divertito.-Non sono qui per il tuo divertimento.- si schernì l'alieno. -Allora sei qui per darmi il tormento?- domandò Revenge, avventurandosi tra gli alberi. Quiche rimase immobile ma, quando gli fu chiaro che non sarebbe tornato indietro, lo seguì. Arrivarono ad uno sperone di roccia, completamente ricoperto di neve.Il ragazzo lanciò uno sguardo oltre il terreno, intravedendo solo le chiome degli alberi. -Che posto è?-Il mio posto.- fu la risposta."Molto esaustivo.", pensò ironico. -Profondo Blu è deluso. Non hai ucciso l'umano.- esordì infine.Il vampiro incrociò le braccia dietro la schiena, lanciandogli una breve occhiata. -E' deluso... interessante.- commentò.-Non stiamo scherzando.- lo avvertì l'altro.Spostò lo sguardo sulla Madre, beandosi della sua presenza. -Digli che non deve preoccuparsi. Sistemerò la questione.- assicurò.-Devo fidarmi?- fece Quiche, diffidente.Revenge fece spallucce. -Non sarà la mia testa la prima a saltare, nel caso.Dopo quella risposta l'alieno dagli occhi d'oro accentuò la presa sull'elsa delle sue armi, intenzionato a scagliarsi su quello che doveva essere un loro alleato."Alleato un corno!", digrignò i denti.-Non ti conviene, sai?- Revenge sorrise, sollevando un angolo della bocca.-Potrei ferirti.- ansimò il ragazzo, nello sforzo di trattenersi.-No, non potresti.Non poté replicare a quell'offesa perché il vampiro uscì dalla propria pelle per entrare in quella di un lupo. Gli lanciò un'occhiata coi suoi penetranti occhi di ghiaccio e poi sparì nel folto della foresta, lasciandolo con un palmo di naso.
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Un angelo a scuola
FantastikSe Ryan fosse costretto a riprendere gli studi a causa di un nuovo nemico? E se questo nemico fosse, strano ma vero, un Gangrel?Un vampiro in grado di trasformarsi in animale è diffilce da scovare, ancor di più quando sembra che si nasconda nella sc...
