Cap. 21 Piano d'azione

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Quando era arrivata al Cafè, quel pomeriggio, temeva di poter incontrare Ryan.Non sapeva davvero cosa dirgli per giustificare la sua fuga con Mark, poche ore prima. Il problema, però, non si pose: il biondo la evitò per l'intera durata del servizio.Strawberry sapeva che era interamente colpa sua, ma aveva paura di parlargli. Temeva che le avrebbe urlato in faccia, risentito."E come dargli torto?", si chiese, svestendosi.-Strawberry, tutto ok?- le chiese Lory. Spostò lo sguardo dall'armadietto e se la ritrovò di fianco. Era preoccupata.Alzò la testa e vide che anche le altre la stavano fissando, in attesa.Ridacchiò, nervosa. -Sì, perché?-Cos'è successo tra te e Ryan?- la voce di Mina era tagliente come una lama.Si morse l'interno della guancia. -N-nulla.- non era per niente brava a mentire. "Stupida!", si rimproverò.-La smetti di raccontarci balle?- sbottò la mew bird.Lei allora sospirò. -Non posso dirvelo, mi dispiace. Ho fatto un casino, tutto qui.- mormorò, chiudendo l'armadietto.-Vedi di sistemare le cose. Ryan non merita tutto questo.- le disse Pam. Si scambiarono un'occhiata e la rossa rabbrividì. Negli occhi della compagna lesse, a chiare lettere, il rimprovero per quello che aveva fatto. Qualsiasi cosa fosse.-D'accordo... ci proverò.- annuì. Le salutò e poi si avviò verso casa. Fortunatamente Mark era impegnato con gli allenamenti. Non ce l'avrebbe fatta a sorridergli, fingendo che andasse tutto bene."Ti ci sei messa tu, in questo guaio.", le ricordò la sua coscienza.-Allora, che cosa succede?- Lucas si appoggiò allo stipite della porta.Ryan e Kyle stavano ricontrollando alcuni dati al pc.Il moro alzò lo sguardo, mentre il biondo non lo degnò nemmeno di un'occhiata.-Ryan.- chiamò il dampyr.-Cosa vuoi?- rispose, sgarbato.Sospirò. -Cos'è successo?- ripetè. Entrò nella stanza e si sedette su uno dei tavoli liberi da computer.L'americano scosse la testa, come a voler chiudere la conversazione nemmeno iniziata. -No, ora me lo dici.- insistette.-Ho solo preso l'ennesima fregatura, contento?- finì per sbottare il ragazzo. Si era voltato verso di lui e aveva allargato le braccia in un gesto che sapeva di delusione.-C'entra Strawberry?- domandò. Vide Kyle annuire impercettibilmente con la coda dell'occhio. -Glielo hai detto?Il diciottenne si passò le mani sul viso. -Sì, gliel'ho detto. E sembrava andare bene...-Ma...?-Ma è arrivato Mark. Come sempre.- tagliò corto, tornando a dargli le spalle."No, questo è troppo. Qui sta andando tutto a quel paese!", pensò, arrabbiandosi. Aveva lasciato un po' di tempo alla rossa, sperando che trovasse il coraggio per sistemare le cose col suo fidanzato. A quanto pareva, aveva combinato un disastro."Te l'ho lasciato, ma posso anche prendermelo con la forza.", si alzò di scatto, facendo sobbalzare il cuoco. -Ci vediamo domani.- disse.-Non azzardarti a ficcare il naso.- lo minacciò Ryan.Non rispose, ignorando persino il proprio nome, urlato diverse volte."Domani sistemerò tutto. Mi servono solo alcune informazioni.", pensò, uscendo dal locale.***-Non capisco... nessun segnale dalla Mew Acqua. Nessuna azione di Revenge. È tutto troppo calmo.- meditò Profondo Blu.Il suo potere non era aumentato e continuava a rimanere sospeso in quella dimensione parallela per tutelarsi. I suoi servitori sembravano essere incapaci di trovare anche il più piccolo frammento di cristallo, utile per rendere il suo corpo più solido, più reale.Digrignò i denti, cercando di trattenere la rabbia. -Il Cavaliere Blu è come assopito!- scagliò un globo d'energia alle proprie spalle, incurante della direzione che gli aveva dato.Avvertì distintamente lo schianto e, poco dopo, la colonna riformarsi.-Quello stupido terrestre sta riuscendo a controllarmi. Non posso permetterlo.- si disse, fermandosi al centro del grande colonnato. -Devo pressarlo... metterlo alle strette. Ma come?Unì le punte delle dita, pensieroso.Il controllo del ragazzo si affievoliva quando era preda di emozioni forti, soprattutto negative. Doveva rimanere in ascolto, cercando di approfittare della prossima distrazione.Era umano, prima o poi avrebbe ceduto ad un eccesso. Ghignò soddisfatto, sedendosi sul proprio trono.*** Guardò in alto, verso la finestra da cui filtrava la luce.L'aveva trovato, gli era bastato seguire il naso. "Avrei dovuto rendermene conto prima.", si disse, rimanendo nell'ombra. Il fatto che in città ci fosse un dampyr e lui non se ne fosse accorto, era una grave mancanza.Il suo istinto di sopravvivenza avrebbe dovuto metterlo in guardia.-E l'ho pure creato io...- disse, disgustato.Gli era bastato vedere la foto del ragazzo e poi leggere il nome di Cecily, per capire. Non aveva mai amato veramente nessuno nella sua lunga vita, ma lei era stata la cosa più vicina all'amore che avesse mai trovato. Non si sarebbe mai aspettato di diventare padre.Per quanto si sforzasse, la cosa gli risultava ancora incomprensibile. D'accordo, non che fosse ignorante in maniera di procreazione, ma lui era un vampiro.-E i non morti non concepiscono!- ringhiò, furibondo.Avrebbe lavato l'onta: avrebbe ucciso Lucas Dryden per pareggiare i conti.-Così avrò via libera verso Shirogane. Mi è stato promesso il suo sangue e l'avrò.- sollevò di nuovo lo sguardo verso l'edificio.Ora la luce era spenta.-Aspettami, Lucas... paparino sta arrivando."Potrei fermarlo dopo la scuola... dovrebbe avere gli allenamenti.", pensò.Stava osservando pigramente i ragazzi in corridoio. Era l'intervallo e stava meditando sulla miglior strategia d'approccio nei confronti di Mark.Non che volesse abbordarlo, quello no. Non era proprio il suo tipo.Voleva parlargli a nome di Strawberry e sistemare una volta per tutte la questione. Anche perché quella situazione era assurda: vedere lei e Ryan ignorarsi (e allo stesso tempo cercarsi inconsciamente) era snervante. Con la coda dell'occhio notò il biondo, all'angolo del corridoio. Stava ascoltando alcuni compagni, ma si vedeva che non era veramente interessato a quello che stavano dicendo.Fissava pensieroso le grandi finestre, cercando di trovare una soluzione.O di vedere quella stupita gatta dispettosa."E fifona", pensò con un po' d'irritazione. In verità, tanta.Si passò una mano tra i riccioli castani, scompigliandoli in un gesto di stizza.Improvvisamente sentì le urla ed abbassò lo sguardo verso il cortile. La classe del principe del kendo si stava dirigendo in palestra per l'ora di educazione fisica ed era accompagnata dal solito seguito d'ammiratrici.-Mah. Cosa ci troveranno, in lui?- si chiese. Ryan, notò, aveva distolto lo sguardo.Seguì i movimenti del moro fino a quando non scomparve all'interno della palestra. "Dopo la scuola.", decise.Quando la campanella suonò la fine della ricreazione si avviò verso la propria aula. Non si era mai reso conto che la sua e quella di Ryan erano sullo stesso piano, a mezzo corridoio di distanza.Era sulla porta quando intercettò lo sguardo del biondo. Gli sorrise, facendo un cenno del capo. L'americano socchiuse gli occhi, sospettoso, ma ricambiò il gesto."Oh, mi ringrazierai.", pensò sedendosi al proprio posto.Per tutto il resto della giornata meditò su cosa dire a Mark ma, soprattutto, come dirglielo. Non voleva rischiare di scatenare il Cavaliere Blu. Quando giunse finalmente la fine delle lezioni, Lucas scattò fuori dall'aula, seminando le sue nuove fans.Togliere gli occhiali non era stata una buona idea: l'aveva fatto per consolarsi con le attenzioni delle ragazze, visto il rifiuto inconscio di Ryan, ma aveva scoperto ben presto che non erano altro che una seccatura. A volte si sentiva soffocare, circondato da tutti quei corpi, ed era costretto a fuggire in bagno per evitare gesti inconsulti. Scese rapidamente le sei rampe di scale che lo separavano dal pian terreno e poi raggiunse la palestra. Era quasi sicuro di trovarlo lì, d'altronde tra poco ci sarebbero state le regionali e Mark era l'asso della scuola.Sbirciò dentro e lo vide."D'accordo. Aspetterò.", estrasse l'ipod dalla cartellina e si mise seduto a gambe incrociate, la schiena contro il muro.La neve era stata spazzata via per evitare che la porta si bloccasse, quindi le pietre erano abbastanza asciutte. Il cozzare delle spade era cessato e anche le urla dell'allenatore.Lucas aprì gli occhi e si stiracchiò, spegnendo la musica.-Che palle... due ore di allenamento...- brontolò, alzandosi e spazzolandosi i pantaloni della divisa.Girò l'angolo, non volendo farsi vedere dai compagni di Mark. Li osservò uscire, da soli o a coppie e discutere dell'allentamento appena finito: erano fiduciosi.Per ultimo uscì il fidanzato della rossa."Un vero capitano", pensò, ironico. Sgusciò fuori dal suo nascondiglio e gli si parò davanti. -Mark, ciao.Il ragazzo si bloccò, fissandolo stupito. -Lucas... che fai qui?- chiese.-Ho bisogno di parlarti.- gli disse.Il moro lo guardò in silenzio, soppesando le sue parole. Notò una punta di sospetto nei suoi occhi castani. -D'accordo.- concesse infine.-Facciamo due passi?- propose il dampyr.-Va bene qui. Oggi non devi andare al Cafè?- s'informò."Dannazione!", se n'era dimenticato. -No. Oggi no.- mentì su due piedi. Sicuramente Ryan stava camminando avanti e indietro per il salone, imprecando mentalmente contro di lui. Si sarebbe scusato, in un modo o nell'altro.Ma ora doveva occuparsi di Mark.-Di cosa devi parlarmi? Si tratta del progetto? Ci sono novità?Ritornò a prestare attenzione al proprio interlocutore e scosse la testa. -No, si tratta di Strawberry.- precisò.Il moro si fece serio e guardingo. -Cosa c'entra lei?-Come direbbero gli americani "Houston, abbiamo un problema."- disse, sarcastico. L'altro non sembrò apprezzare la battuta. -A parte gli scherzi, un problema c'è. Sul serio.-Che tipo di problema? È malata? Non si trova bene con le ragazze? Ha problemi a scuola?- domandò, confuso. Erano tutte domande lecite e anche abbastanza comuni: nessun fidanzato si sognerebbe mai di pensare, spontaneamente, di non essere più gradito.Sospirò. -No, niente del genere.Mark, allora, sembrò capire. -Ryan.- disse solo."Mhm... non mi sembra gli vada molto a genio.", realizzò Lucas. -Sì... riguarda anche lui.-Lucas, non girarci attorno.- la sua voce si era fatta più bassa.-Non osare arrabbiarti, non ho voglia di fare a cazzotti col Cavaliere.- lo avvertì. Il ragazzo sembrò rendersi conto della piega che stava prendendo la situazione e raddrizzò le spalle, rilassandole leggermente. -Sì, lo so. Ci sono, è tutto sotto controllo.- si passò una mano tra i capelli leggermente sudati.-L'altro giorno, per caso, ho sentito Strawberry parlare del vostro appuntamento...- iniziò. Meglio prenderla alla larga, avrebbe avuto più spazio di manovra nel caso la chiacchierata volesse degenerare in urla e colpi di spada.-Con chi ne stava parlando?-Con le ragazze, ovviamente. Sono donne.- rispose.Gli occhi di Mark rimasero seri e fissi su di lui. -Ok... ma non capisco il problema. È una cosa che riguarda noi due.- ammise.L'europeo annuì, dandogli ragione. -Sì... non fosse che avete un problema.Questa volta il giovane si accigliò, veramente perplesso. -Un problema?-L'ho sentita dire che il bacio... insomma, non ha sentito niente, quando vi siete baciati.- sputò il rospo.Lo vide sgranare gli occhi, sconvolto. Non se l'era proprio immaginato."E adesso arriva il difficile.", pensò. Come poteva dirgli che Strawberry si era resa conto di provare qualcosa di più per Ryan senza farlo andare su tutte le furie?-E perché me lo stai dicendo tu? Perché non me lo ha detto lei?- Mark strinse febbrilmente i pugni, fino a piantarsi le unghie nella carne.-Lei non vuole ferirti.- mormorò.-Cosa c'entra Ryan in tutto questo? Ne ha parlato anche con lui?- la sua voce salì di tono.Lucas scosse la testa. -No, per carità. Lui non è proprio la persona più adatta, per queste cose.- agitò la mano, come per far svanire quel pensiero dalla sua testa.-E allora cosa?- sbottò esasperato l'altro. Dentro di sé sentiva l'alieno agitarsi, risvegliato dalle sue emozioni. Chiuse gli occhi, tentando di mantenerlo sotto controllo.-A Strawberry piace Ryan. E a lui piace lei. Ce n'eravamo resi conto tutti a parte loro. Lei lo ha capito dopo il vostro bacio.- la bomba era stata sganciata.Ora bisognava aspettare lo scoppio.Mark sentì la gola seccarglisi tutto d'un colpo. Spalancò letteralmente gli occhi, incredulo di fronte alle parole del ragazzo. Non era possibile. Non era assolutamente possibile che i suoi dubbi fossero fondati.Strawberry non si sarebbe mai lasciata abbindolare da un bel visino."E invece sì", gli disse una voce dentro di sé. Non era la sua coscienza, ormai sapeva a chi apparteneva.Scosse la testa: doveva rimanere presente a se stesso.-Mark...?Non rispose, digrignando i denti per lo sforzo. Il Cavaliere voleva uscire, lo sentiva premere contro i limiti del proprio corpo."Ti ha tradito. Ti ha sempre detto che non le interessava... invece.", continuò l'alieno.-Smettila.- sibilò.Lucas arretrò leggermente, pronto a combattere. Vedeva i segni della trasformazione in atto."Non doveva succedere!", pensò. Non aveva armi con sé, non sarebbe riuscito a nascondere una katana sotto la giacca della divisa."Lasciami uscire. Sfogati.", quell'invito era allettante, seducente. Mark scosse nuovamente la testa, con più forza. -No... smettila...-Controllati.- avvertì la presa di Lucas sul braccio. Era teso, ma aveva anche una notevole forza."Perché ti ostini a combattermi? Io non sono nato per fare del bene.", la voce assunse un tono irritato, pressandolo ancora di più.Il ragazzo tentò di opporsi con maggior convinzione, ma la rabbia stava prendendo il sopravvento. La volontà di Profondo Blu approfittò di una crepa nella sua volontà e vi scivolò attraverso, imprigionando la coscienza del giovane e spingendola lontano, negli abissi del suo Io.Si liberò con un urlo. Lucas balzò indietro, accucciandosi sul pavimento lastricato.Il Cavaliere Blu era apparso e non sembrava avesse nessun intenzione di comportarsi da difensore della città. Voleva far del male a lui e, presumibilmente, anche a Ryan.-Strawberry non sceglierebbe mai lui.- disse l'alieno, con voce distorta. Era quella di Mark, ma al tempo stesso non gli apparteneva.-Perché no? Anche Ryan è un essere umano, ha dei sentimenti.- lo difese.In risposta il suo avversario sguainò la spada."Fantastico. Ora devo evitare di fare danni.", si disse. Non voleva arrivare allo scontro, anche perché avrebbe potuto far seriamente del male a Mark. -Non ho nessuna intenzione di combattere.- gli disse, cercando di suonare convincente.L'alieno sorrise, sprezzante. -Dovevi pensarci prima di farmi arrabbiare.-D'accordo, ma poi non dirmi che ti ho fatto male.- si piegò sulle gambe, pronto a scattare. Ok, non era armato, ma le sue abilità di semi vampiro sarebbero state sicuramente d'aiuto. Si scrutarono un po', in silenzio.Fortunatamente la scuola era deserta... non fosse per uno spettatore in cima al tetto.Revenge salì sulla ringhiera del parapetto, guardando in basso. Il vento invernale gli passava tra i capelli, facendoli schioccare per tutta la loro lunghezza.Le cose si stavano facendo interessanti, considerando che aveva due conti in sospeso: uno con Lucas e uno col suo nuovo "datore di lavoro", Profondo Blu. Gli era stava servita la vendetta su un piatto d'argento.Sorrise al pensiero di poter affondare le unghie in quei corpi, così caldi e vitali."Aspettiamo che si indeboliscano a vicenda.", pensò, accucciandosi ed afferrando il bordo col le dita lunghe e affusolate.Il dampyr fece scattare la testa di lato, colpito da un odore insolito. Scrutò i dintorni per qualche istante, ma l'improvviso scatto dell'alieno assorbì tutta la sua attenzione. Gli bloccò le braccia all'altezza dei polsi, deviando la spada verso la propria spalla. Con una torsione del busto si portò alla sua destra e gli sferrò una ginocchiata al fianco, facendogli buttar fuori l'aria dai polmoni con un gemito.Il biondo impugnò la lama con una mano sola e portò l'altra al collo del riccio, stringendo con forza.Lucas lo fissò negli occhi, di un azzurro così intenso da ricordare quelli di Ryan. Scosse la testa e si liberò, riguadagnando una distanza di sicurezza con una capriola.-Sei forte.- commentò il suo avversario.-Anche tu non sei male.- concesse, sorridendo.Il Cavaliere si sollevò in aria per avere un margine di vantaggio sul proprio avversario. -Posso attaccarti comunque.- lo avvertì Lucas, divertito da quel piccolo spettacolino. Non sapeva volare, era vero, ma poteva raggiungere altezze notevoli con un solo salto.E, per dimostrarglielo, si diede una spinta. Si avvitò in aria e sferrò un calcio diretto verso un ginocchio. Quello lo parò di piatto, con la spada e lo respinse. Si lasciò cadere a terra, ma solo per darsi un'altra spinta con le braccia e tornare all'attacco. Lo colse di sorpresa e lo colpì poco sotto il mento.Atterrò sulle quattro zampe e lo fissò, ghignando. Un piccolo rivolo di sangue gli colava da un taglio alla gola.-Visto?- lo sbeffeggiò.Il Cavaliere assottigliò gli occhi e si scagliò contro di lui. Se le stavano dando di santa ragione quando Revenge decise di agire.Mise un piede nel vuoto e si lasciò cadere, semplicemente.Atterrò con la grazia di un felino e scattò verso i due contendenti. Nell'esatto istante in cui i due si separarono per prendere fiato, lui attaccò il Cavaliere. Lo spedì a terra con forza, facendolo impattare nella neve ghiacciata.Lucas fissò la scena sbalordito."Ecco il perché dell'odore!", realizzò. Suo padre li aveva osservati dall'inizio dello scontro e lui non se n'era reso conto, non dando retta al suo istinto di cacciatore. -Stupido.- si rimproverò.Il vampiro si voltò lentamente verso di lui. -Sì, lo sei stato. Ma prima mi occuperò dell'alieno, non ti preoccupare.- gli sorrise. Lui s'irrigidì, fissandolo con sguardo inespressivo.Non provava nessun tipo di affetto filiale per quell'uomo, anzi, lo odiava per aver lasciato morire sua madre senza fare nulla.Decise di intervenire: non poteva permettergli di far del male a Mark. Perché, ne era certo, il ragazzo c'era ancora, da qualche parte.Saltò sulla schiena di Revenge, aggrappandosi il più saldamente possibile. Tentò di immobilizzargli il collo, ma il non morto lo afferrò per un braccio e se lo tolse di dosso, mandandolo a volare lontano.Si avvitò in aria e riuscì ad atterrare senza troppi danni, anche se strofinò la coscia destra contro il terreno.Sibilò per la spiacevole sensazione di calore e si rimise in piedi.-Sei un po' lento.- l'uomo gli lanciò un'occhiata da sopra la spalla, avvicinandosi poi al Cavaliere. L'alieno aveva parte della giacca strappata e sanguinava da un taglio al fianco.Non perse tempo e si slanciò nuovamente contro Revenge.Questa volta riuscì a mandarlo a terra, colpendolo dritto alle reni. Il vampiro rotolò per qualche metro, poi si rialzò sibilando.-Non ti intromettere.-Non lo ucciderai. Non te lo lascerò fare.- gli disse.Ghignò, divertito. -E come? Non hai nessun'arma con te.Lucas non colse la provocazione e fece scattare l'articolazione della mascella, infastidito. -Basteranno le mie capacità.-Questo l'hai preso da me.- considerò la creatura.-Non paragonarmi a te!- ringhiò, gettandosi contro di lui. Nell'esatto istante in cui stava per colpirlo con un pugno, la spada del Cavaliere Blu trapassò il corpo di Revenge, conficcandosi nel suo fianco.Spalancò gli occhi, lasciandosi sfuggire un gemito.-Oh, mossa interessante.- commentò il vampiro. Afferrò la lama, per nulla disturbato dalla sua presenza e la divelse a forza dal corpo di suo figlio e dal proprio.Lucas cadde a terra, boccheggiando.L'immortale, invece, si voltò a fronteggiare l'alieno.-Tu non mi ucciderai, Revenge.- a parlare era stata la voce di Profondo Blu, lo riconosceva.-Tu credi?Piegò le dita ad artiglio e gli avventò contro. Ci fu breve scambio di colpi e si udirono rumori metallici provocati dal cozzare della lama con le unghie del vampiro.Ad un certo punto, però, il Cavaliere si ritrovò immobilizzato a terra, disarmato. Revenge lo sovrastava, per nulla affaticato.-E' ora di dirsi ciao.- scoprì le zanne e si chinò su di lui.Quando capì cosa stava per fare, Lucas si alzò e tentò di fermarlo. Lo afferrò per i fianchi nel momento in cui lui affondava i denti nel collo dell'alieno.Quello lanciò un urlo terribile, spalancando la bocca per il dolore. Il dampyr trovò i bordi della vecchia ferita che aveva lasciato al suo avversario e vi infilò le dita, riaprendola.Anche Revenge si trovò così ad urlare.Con un gesto di rabbia lo afferrò per i capelli e lo scaraventò nella neve. Il ragazzo atterrò malamente, sbattendo il fianco ferito.Fu così che si ritrovarono tutti e tre a contorcersi a terra. Il primo a riprendersi fu Revenge.Si rimise in piedi e lanciò un sibilo in direzione di suo figlio. Poi si voltò a guardare l'altro avversario e sorrise.Aveva ucciso il Cavaliere Blu, assorbendo l'essenza vitale di Profondo grazie alle sue abilità di vampiro."Ora puoi essere ucciso, stupido alieno.", pensò, alzando lo sguardo al cielo. Non gli era mai piaciuto farsi comandare, nemmeno se significava avere cibo gratis.-Ci rivedremo.- disse, rivolto a Lucas.E scomparve.L'europeo si sollevò lentamente, sentendo la ferita sanguinare. Il flusso di sangue stava lentamente diminuendo, ma ci avrebbe messo un po'. Era pur sempre stato attaccato da un vampiro, dampyr e vampiri erano mortali gli uni per gli altri.Arrancò fino a Mark, immobile nella neve.La ferite che gli aveva procurato Revenge sanguinavano abbastanza copiosamente, ma il vero problema era che era incosciente. Tremava e aveva il segno del morso ben visibile sul corpo.Lucas si bagnò il dito con un po' di saliva e glielo passò sul segno che, poco dopo, scomparve. Gli era più facile curare gli altri che se stesso.-Mark... mi senti?- si chinò su di lui. Non gli rispose e sembrava in stato di shock. -Dannazione!Lo sollevò attentamente e poi si mise a correre verso l'ospedale, pensando già a cos'avrebbe dovuto inventarsi per giustificare le loro ferite.*** Profondo Blu crollò a terra, contorcendosi.I tre fratelli comparvero immediatamente nella grande sala.-Signore, cosa vi succede?- Pie gli si inginocchiò a fianco, preoccupato. L'uomo non rispose, il viso coperto dai lunghi capelli neri.L'alieno dai capelli viola scambiò un'occhiata coi famigliari, confuso. -Siete stato attaccato?- domandò Quiche.In risposta ebbe un urlo, ringhiato tra i denti. Il loro capo artigliò il pavimento, come se potesse veramente afferrarlo.Attese che il dolore passasse, ma era come se gli avessero amputato un arto. Si sentiva sanguinare, una parte della sua essenza era stata brutalmente recisa, strappata.-Revenge...- sibilò.I tre si fissarono, ancora più confusi di prima. -Dobbiamo chiamarlo?- azzardò a chiedere Pie.Profondo Blu sollevò di scatto la testa e mostrò loro il risultato dell'azione del vampiro. Metà del suo corpo aveva perso consistenza, divenendo praticamente trasparente.-Io lo ammazzo!- ringhiò, spazzando il terreno col lungo abito.Gli alieni si allontanarono per evitare di essere colpiti.-Andate a cercare l'Acqua Mew. Muovetevi!- vociò, alzandosi in piedi a fatica. Nessuno dei presenti fiatò e si limitarono a sparire.L'alieno dagli occhi di ghiaccio fissò un punto imprecisato davanti a sé, nero di rabbia.-Giuro che ti ammazzerò, fosse l'ultima cosa che faccio. Nessuno mi si ritorce contro, nemmeno tu, Revenge.*** Lucas si trovava nel pronto soccorso con una voluminosa medicazione al fianco.Estrasse il cellulare e compose il numero del Cafè.Rispose Lory. -Pronto?-Lory, sono Lucas, potresti passarmi Kyle?- le chiese, massaggiandosi le tempie. La luce dei neon gli dava fastidio.Sentì la ragazza parlare con qualcuno e poco dopo la voce di Ryan domandò:-Dove sei finito?Era un tantino alterato.-Non ora. C'è un problema.- tanto valeva dirlo a lui.Lo sentì farsi attento. -Quale?-Revenge mi ha attaccato. Ero con Mark. Credo abbia assorbito ed eliminato il Cavaliere Blu. Ora siamo in ospedale, il ragazzo è in stato di shock.- spiegò.Silenzio.Aprì gli occhi e controllò che non fosse caduta la linea. -Ryan?-Ci sono. Arriviamo.- e mise giù."Strawberry mi ucciderà.", pensò, lasciandosi andare contro lo schienale della scomoda sedia in plastica su cui era seduto.Arricciò il naso, tentando di ignorare l'odore di disinfettante e sangue che impregnava quel posto. Qualcuno aveva macchiato la leggera imbottitura della seduta al suo fianco e il sapore ferrigno gli riempiva la bocca.Si spostò, infastidito.La sua telefonata aveva portato un bel po' di scompiglio al Cafè.-Ryan, che è successo?- chiese Kyle, vedendolo pallido.Il biondo si riscosse, fissandolo. -Ha chiamato Lucas.- disse solo.-Oh, bene. Dov'è finito?- portò le braccia ai fianchi, in attesa della brillante giustificazione. Vide l'amico scuotere la testa.-Lui e Mark sono stati attaccati da Revenge. Ora sono all'ospedale.- comunicò.Strawberry, che in quel momento stava uscendo dalla cucina per consegnare un ordine, fece cadere tutto quello che aveva nel vassoio.

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