Unfinished business-Part two-

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-Spazio autrice
Gente se la storia è arrivata ad 1k è solo grazie a voi, perciò grazie. A grande richiesta, insistenza e altro(sto parlando proprio con te che sai che di avermi sclerato contro affichè aggiornassi il capitolo presto)
Finalmente sono riuscita ad aggiornare il capitolo, tra studio e problemi vari non ho avuto molto tempo nell'ultimo periodo e se provavo a scrivere mi uscivano cose penose. Perciò se questo capitolo fa schifo, sucsatemi mi rifarò con gli altri e mi è venuta un'idea per un possibile sequel
Godetevi il capitolo
S-
Emma's P.O.V.
Non ero riuscita a seguire nessuna lezione quel giorno, ed ero stata richiamati più volte all'attenzione. Stavo eleborando il piano su un foglietto durante la pausa.
"Tesoro, non vieni a mangiare?"
"Non ho voglia"
Cercai di nascondere il foglio del minor tempo possibile,non doveva vedere, non doveva sapere che stavo tramando qualcosa, ed io ero una pessima bugiarda.
"Em devi mangiare, qualcosa. Non ti ho ancora visto mangiare da quando sei tornata; sei dimagrita a vista d'occhio e hai bisogno di energie"
"Lasciami stare."
Lo dissi in un modo alquanto scortese, che bastò a far assumere a Martin una faccia da cucciolo bastonato, ed era tremendamente adorabile. Perciò me ne andai, con un ragazzo che probabilmente si stava facendo un miriade di domande riguardo il mio comportamento scortese ma nè lui ne Lou avrebbero dovuto sapere ciò che stavo organizzando, perchè mi avrebbero fermato dicendo che non dovevo farlo per forza e che la polizia ci avrebbe protetto
Ma non capivano che lui era la polizia, lui era ovunque, mi osservava ovunque andassi e aspettava che io facessi qualche mossa sbagliata, per buttarmi addosso tutte le conseguenze negative di essa.
Dovevo trovare un posto in cui nessuno mi avrebbe trovato perciò mi nascosi da qualche parte, dove nessuno sarebbe venuto e c'era un solo luogo che tutti odiavano a scuola, lo odiavo anche io in realtà, e io avevo più ragioni degli altri per odiarlo dato che c'ero quasi morta.
Il bagno della parte vecchia, anche gli inservienti lo evitavano infatti non veniva mia usato e nemmeno pulito se non in qualche rara occasione per mostrare agli esterni che gli inservienti facevano bene il loro lavoro.
Martin's P.O.V.
"Ho appena visto Emma andarsene e sembrava infuriata, che hai fatto alla mia sorellina"
"Le ho solo detto che doveva mangiare e lei se ne è scappata così..."
"Avrà le sue cose"
Avevo fame, ma Emma era più importante di qualsiasi cosa. Sapevo che c'era qualcosa che non andava, la conoscevo troppo bene ma lei per qualche motivo a me oscuro non aveva intenzione di dirmelo
Da quando era tornata era un'alternarsi di segreti, chissà cosa le era sucesso durante quest'anno in cui si erano perse completamente le tracce di lei, chissà chi aveva incontrato quest'anno, se c'era stato qualcuno che l'aveva aiutata a sopravvivere, chissà come si era mantenuta, chissà come aveva fatto a non farsi trovare.

A:Figliolo non ti immisichiare in affare in cui non c'entri niente. Perchè qualcuno ptrbbre rischiarsi di far molto male

L'ennesimo anonimo di questi duo giorni, da quando tutte le prove erano magicamente scomparse nel nulla, minimo una volta al giorno mi arrivava un messaggio del genere, chossà chi era il coglione che si stava amabilmente divertendo nel terrorizzare il sottoscritto; anche Louis riceveva messaggi del genere, solo che i suoi facevano meno paura.

Emma's P.O.V
Le lezioni si erano appena concluse, dovevo uscire, evitre Martin e LOu e attuare il mio piano per salvargli da lui.
Uscì da scuola che quasi correvo, e sentivo Martin all'entrata che mi chiamava; probabilmene voleva invitarmi a pranzo era da parecchio tempo che non uscivamo insieme come coppia. Quando la voce di Mart si fece più vicina cominciai a correre, anche Lou mi stava chiamando.
Sapevano che c'era qualcosa che non andava lo si leggeva nei loro occhi, ma la cosa che faceva più male ai due era non sapere proabilemtne, avrebbere voluto proteggermi ma chi avrebbe prottetto loro? Perciò per la sicurezza delle due persone più importanti della mia vita, nessuno doveva sapere cosa mi era successo, dove ero stata, e con chi.
Arrivai a casa, fortunamente mia madre era uscita. Da quando era tornata passava molto più tempo in casa ma per fortuna quel giorno doveva andare a fare compere, avrebbe voluto protre anche me a fare compere ma avevo rifiutato dicendo che dovevo uscire con Martin e lei mi aveva guardato con un sorriso malizioso
Mia madre adorava sia Martin che Louis, diceva che le avevano salvato la figlia e in effetti non aveva tutti i torti ma oggi toccava a me salvare loro.
M: Emma, tesoro. Vorrei parlarti ci possiamo vedere con Louis al club tra tre ore?
L: Sorellina, siamo preoccupati per te. Possiamo vederci con Martin al club tra tre ore, vorremo parlare?
Liquidai i due inviti, fingendo mal di pancia.
Odiavo mentire a quei due, ma era per il loro bene.
Spensi il mio telefono e ne presi uno usa e getta dal cassetto, indossai una felpa nera (non quella di Martin, mi avrebbero riconosciuto e non solo io sarei stata nei guai ma anche lui e tenere al sicuro Martin era la priorità)
Uscì di casa e arrivai al luogo, lì dove era stata per un anno intero. Anche Martin ci era stato parecchie volte durante quell'anno ma io non mi ero fatta trovare lo avevo seguito nella sua disperazione per la mia scomparsa, finchè lui non gli aveva offerto quel lavoretto. Lì avevo deciso che Martin andava protetto e per farlo dovevo uscire allo scoperto, per questo mi trovavo alla Discarica quando Martin mi aveva visto, per questo mi ha trovato non per caso ma perchè mi sono fatta trovare.
Entrai dalla porta di servizio, quella stanza in cui mi ritorvai era un'accozzaglia disordinata di materassi scomodi, uno di quei materassi era stato il mio letto per un anno intero.La stanza odorava d'erba.
Entrai nel suo ufficio, era perfettamente ordinato. Stranamente non c'era nessun odore oltre a quello di pulito in quella stanza, che si trovava al centro esatto dell'edifio e da lì egli vedeva tutto quello che succedeva intorno a lui. I fascicoli erano riposti ordinatamente nei cassetti, divisi in oridne alfabetica come piacevano a lui. Ma sapevo che non avrei trovato quello che cercavo lì dentro ma nel suo cassetto, chiuso sempre a chiave della scrivania.
Per fortuna sapevo dove si trovasse la chiave: un'asse allentata del pavimento, lì dentro ci nascondeva la chiave del cassetto, la roba più costosa e un'pò di contanti falsi
Aprì il casseto, le foto erano la prima cosa che vidi, erano state scattate fottutatamente bene e nel momento più incriminabile del mondo, avrebbero rovinato la vita ad entrambi quelle foto,ed erano lì, pronte all'uso nel caso non avessi fatto onore alla mia promessa.
Presi le foto chiusi il cassetto, e rimisi apposto la chiave.
Non scattò nessun allarme, riusì ad uscire dall'edificio senza alcun problema. La felpa sapeva d'erba come me d'altronde.
Diedi fuoco alle foto e buttai la felpa in un cassonetto in du vicolo due isolati prima di casa.
Tornai a casa, non era tranquilla, era stato tutto troppo semplice, sapevo che mi aveva lasciato fare, senza fermarm, probabilmente si sarebbe vendicato chi oo sa ma l'importante era che quelle foto non sarebbero più state nelle mani di qualcuno.
L'unica cosa importante era tenere al sicuro Martin e Louis da questo casino.

Superhero-Martin GarrixDove le storie prendono vita. Scoprilo ora