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Natale, tempo di giochi e festa.

Giorni in cui le famiglie si riuniscono e cenano, pranzano e stanno assieme allegramente.

Aria di calore, amore, amicizia e bontà.

Buttai in bocca un'altra manciata di pop corn, cambiando canale in tv.

Io sentivo solo il mio stomaco brontolare, e sentivo anche di dover andare al bagno.

Odiavo il Natale.

Ero un po' come il Grinch.

Non c'entrava l'essere lasciata da sola come un cane la sera del cenone, poi essere raccattata solo dopo mezzanotte per andare a bere con gli altri. Forse nemmeno perché i miei nonni, pur vivendo a mezz'ora di pullman da me, non m'invitavano da loro.

Diciamo che era più che altro perché non sentivo lo spirito del Natale da quando morì mia madre.

Il fatto che, però, casa mia fosse ugualmente addobbata -tranne per quanto riguardava l'albero-, rasentava il ridicolo.

Ma quelle decorazioni le dovevo ad Alex ed in piccola parte a Genn, che si erano presentati come furie in casa con uno scatolone a strisce grigie e blu.

Sorvolando il pavimento tutto sporco di brillantini argentati, era quasi carino il mio super attico in quelle condizioni.

Mi alzai dal nuovissimo divano -che, per la cronaca, era davvero, davvero comodo-, diretta verso il bagno.

Ma proprio in quel momento, alle sette e mezza di sera del 24 dicembre, qualcuno bussò alla mia porta.

Non so per quale ragione sperai con tutta me stessa che fossero dei parenti, qualcuno, chiunque pronto a rimanere con me la sera della vigilia di Natale.

Ma era un testimone di Geova.

"No, grazie. Non sono interessata." e chiusi la porta, più cattiva che mai.

Non mi andava di condividere la magia di quella serata con una persona a caso, pronta ad espormi i motivi per cui ehi, il Natale in realtà non esiste!

Così andai in bagno come mi ero inizialmente prefissata.

Sulla tazza, armata di telefonino, scorsi le chat.

Nella chat di gruppo si parlava di quanto si annoiasse la gente alla cena coi parenti, lo stesso faceva Giada in privato.

Ma qualcuno era anticonvenzionale, e quel qualcuno era proprio Genn.

Gennaro Raia:

EHI POLA APRIMI
Rispondi o ti blocco
Susususu
Allora, hai dieci minuti per rispondermi o sfondo il portone

Guardai l'orario in cui m'aveva inviato il messaggio e guardai l'orario corrente.

Erano passati 12 minuti.

Gennaro Raia:

Ti vedo, sei online.
Rispondimi, ora

Me:

Sei un fottutissimo stalker.
Posso sapere cosa vuoi sotto al mio portone il giorno della vigilia di Natale?

Gennaro Raia:

Potrei raccontartelo al caldo, fra le braccia di Polly e sotto una coperta, con una tazza di thè?

Me:

Poche storie, dammi una spiegazione o ti lascio a congelare

Uscii dal bagno e scesi le scale.

The smell after rain. // Genn ButchDove le storie prendono vita. Scoprilo ora