15. Blue eyes

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"Your heart got broken
On the underground
Go find your spirit
In a lost and found
I've been watching
How you behave
Not much like a lover
More like a slave

Come, sorrow is so peculiar
It comes in a day, then it'll never leave you
You take a pill, wonder if it will fix you
They wonder why sorrow has never left you"

Fedez

Resto paralizzato davanti allo schermo del cellulare per un tempo che mi sembra infinito. Cosa vuole ancora?

Da Giulia:
Devo parlarti, possiamo vederci?
Non ti conviene farmi arrabbiare Federico.

Quelle parole fredde come il ghiaccio rimbombano nella mia mente.

A Giulia:
Okay

Forse dovrei parlarne con Mik. Cerco il numero, ma prima di premere il tasto di chiamata ci ripenso. Ha detto che ha bisogno di spazio e io devo cavarmela da solo. Poi non ha risposto neanche al messaggio perché dovrebbe rispondere a una chiamata. Sospiro e lancio il cellulare sul divano.

Quando la mattina dopo apro la porta, dopo aver sentito il citofono, mi ritrovo davanti un paio di occhi blu che mi fissano con estrema freddezza. Sento un brivido lungo la schiena. -Perché volevi vedermi?- chiedo. -Ciao Fede, anche tu mi sei mancato- dice ironica e con il sorriso più falso del mondo stampato in faccia. -Ciao- balbetto. -Vieni siediti- dico facendo un cenno verso il divano. Ci accomodiamo e lei inizia a guardarsi intorno.
-Quindi?- chiedo. -Mi manchi- sussurra con voce talmente dolce da far venire il diabete. -Sai io credo che possiamo riprovarci- dice avvicinandosi a me. -No! Cosa?!- indietreggio leggermente ma mi ritrovo contro il bracciolo del divano. -Siamo stati insieme per molto tempo e io non voglio rinunciare a te- dice convinta.Sorride. -Dai Fede! Non farti pregare- mi bacia e in un primo momento cerco di allontanarla ma quando approfondisce quel contatto mi ritrovo a ricambiare il bacio. Senza rendermene conto finisco sopra di lei. Quelle labbra così tanto familiari mi fanno dimenticare di Mika almeno per qualche secondo. Sento un tonfo forte come se qualcosa fosse caduto a terra. Mi stacco dalle labbra della ragazza e mi giro verso la porta d'ingresso. Mika é lì immobile, occhi sgranati e viso pallido.
-Cazzo ti posso spiegare!- dico alzandomi e andando verso di lui. Indietreggia senza dire una parola e sembra veramente sconvolto. Gli prendo la mano ma lui mi spinge via. -Non mi toccare!- urla. Vedo i suoi occhi pieni di lacrime. -Ti posso spiegare- dico anche se so benissimo che non posso. Mi guarda con tristezza e delusione.
-No dovevo fidarmi di te- sussurra con voce rotta prima di scappare via. Resto li paralizzato e ci metto un po' prima di assimilare cosa é successo. Giulia mi fissa dal divano con un sorriso compiaciuto. -Vattene- dico secco. -Non mi sembrava ti dispiacesse la mia presenza- dice delusa. -E poi cosa ci faceva lui qui?- chiede con tono acido. -Io e te abbiamo chiuso! Fattene una ragione ed esci da questa casa e dalla mia vita- urlo con tutta la voce che ho in corpo. Sussulta.
-Non puoi comportarti così! Prima mi baci e poi mi cacci?- dice frustrata. -Tu hai baciato me!- urlo. -Certo! Ho visto come ti ha fatto schifo!- dice ironica.
-Non voglio più vederti vattene!- dico deciso. Si alza dal divano e cammina velocemente. Forse sono stato troppo duro con lei, so che non é colpa sua, ma solo mia.
Appena esce chiudo la porta e appoggio la schiena contro il legno, poi mi lascio scivolare a terra. Cosa ho fatto...
Guardo la busta che Mika ha lasciato cadere in terra. Mi vorrei prendere a schiaffi. Lui era qui....per me. Sono un idiota.

A Mika:
Ti prego lasciami spiegare

A Mika:
Ti amo, perdonami

A Mika:
Non mi lasciare

Mika
Continuano ad arrivarmi messaggi e so che sono suoi. Non voglio neanche leggerli. Sono seduto su una panchina
in un parco vicino al mio appartamento e mi sento vuoto come la bottiglia di vodka che giace a terra. Mi gira la testa e credo sia colpa dell'alcol. Sento la voce di Federico che mi rimbomba in testa. "Ti posso spiegare" ha detto ma sa riconoscere anche lui quella bugia. Quando mi arriva la notifica dell'ennesimo messaggio lotto con me stesso per non leggerlo. Mi ha tradito...Dio solo puó sapere cosa sarebbe successo se non fossi arrivato e non li avessi interrotti. Andy non mi ha mai tradito. Cerco il numero nella rubrica e chiamo senza pensarci troppo. Dopo parecchi squilli risponde una voce calda che conosco troppo bene.
-Michael, ma che cazzo...é tardissimo!- urla Andy. Sorrido.
-Ciao!- dico allegro. L'alcol mi annebbia la testa. -Sei ubriaco!- non suona come una domanda.
-Forse- continuo a sorridere anche se non mi puó vedere.
-Voglio vederti- dico alzando la voce. Lui resta qualche secondo in silenzio. -Dove?- chiede deciso.
Solo quando mi ritrovo davanti ai suoi occhi blu mi rendo conto dell'enorme cazzata che ho fatto chiamandolo.

Ecco il capitolo. Fatemi sapere se la storia vi sta piacendo. Commentate e mettete tante stelline.




Beautiful disaster ||MidezDove le storie prendono vita. Scoprilo ora