"Michael sono a casa."
Avviso mio fratello dal salotto e mentre metto a posto le chiavi e faccio per togliermi la giacca, ma vedo che indosso ancora la felpa e i pantaloncini grigi che mi circondano il corpo.
Se mi vede con queste cose addosso chissà cosa penserà.
Corro verso la mia stanza e mi metto subito una tuta e infilo nello zaino i vestiti del biondo.
Appena sono libera attacco il telefono all'alimentazione e aspetto che si riaccenda.
"Isa vieni che il salmone risuscita se aspetta n'altro po'"
Oh, il sushi è vero.
Lascio il telefono sul comodino e torno in cucina per mangiare da sola perchè di sicuro non mi ha aspettata.
"Oh finalmente."
Dice alzando la forchetta in aria per esultare e poi comincia a infilarsi in bocca grandi pezzi di sushi.
La cosa più buffa di Michael e il sushi è che non sa usare le bacchette e anche quando lo mangiamo fuori chiede le posate.
È sempre stato diverso.

"Quindi mi dicevi che sei stata da Hemmings anche questo pomeriggio, avevi il libro di latino a casa. Tutto ok?"
Cosa sta succedendo?
Non lo so Michael, non lo so.
"Credo che stiamo diventando amici.."
Amici? Cosa sto dicendo.
Lo so anche io che non è vero.
"Lui non ha amiche. Isabelle sai chi è lui."
È quasi un rimprovero e mio fratello è l'ultima persona su questo mondo che fa i rimproveri e le ramanzine da genitore.
Cosa sta succedendo?
"Mikey, cosa sai?"
Mi siedo accanto a lui e spengo la tv per avere tutta la sua attenzione addosso.
Se sapesse qualcosa?
Apre più volte la bocca per iniziare a parlare, ma la richiude per riformulare la frase.
Sono sempre più curiosa e spaventata di ciò che molto probabilmente mi dirà.
Perchè? Perchè voglio tanto sapere cosa ha in mente Luke, cosa prova, cosa vuole ottenere da me?
Ho sempre saputo che la sua non era gentilezza, ma pietà e compassione.
È sempre stato un falso.
Mi sto allarmando troppo e mio fratello non parla.
"Dimmelo"
Lo incito, magari stava pensando ad altro e si era dimenticato che ero li ad aspettare un lungo discorso che mi avrebbe spezzata.
Perchè spezzata?
Lui è solo il mio tutore per latino ed è il più gran puttaniere di tutta Sydney, non ho niente in cui credere che si possa spezzare.
Mi sto facendo troppi film.
Ho solamente bisogno di sapere cosa sta succedendo.
"Sto diventando amico di Hood, frequentiamo molte lezioni insieme ed è davvero simpatico. In più suona anche il basso."
Pensavo fosse una chitarra quella vicino al suo letto.
"Parliamo molto e a volte dice che Luke non è proprio il massimo dell'autocontrollo e della gentilezza e ho paura che il vostro rapporto si rafforzi e tu non possa più controllarlo."
Cosa? Mi sta dicendo che Luke potrebbe picchiarmi o insultarmi?
Vuole proteggermi da una persona che neanche conosce?
"Okay, ci penserò."
Gli lascio un bacio sull'angolo delle labbra e lanciandogli il telecomando vado in camera e vestita così mi butto sul letto.
E se sapesse qualcosa?
Cosa gli ha detto Calum?
Ho bisogno di sapere perchè Luke a me non sembra che sia la persona che gli altri vedono in lui.
È come se con me fingesse.
E se fingesse con gli altri?

L'orribile suono della sveglia di mio fratello rimbomba anche nella stanza dove dormo.
È estremamente frustrante andare a scuola il venerdì.
So che domani è sabato e voglio che arrivi in fretta, ma ho ancora 24 ore da vivere.
Ogni settimana lo penso e ogni settimana mi ripeto che è deprimente e frustrante.
Ah, la monotonia..
Esco dal letto e mi infilo sotto l'acqua calda della doccia, faccio giusto in tempo a legarmi i capelli prima di bagnarli tutti.
Mi asciugo di fretta e dopo aver infilato un maglione corto, i pantaloni neri a vita alta e le superstar esco di casa senza neanche preoccuparmi della colazione che mi ha preparato Michael, come consiglia la monotonia.
Sono preoccupata di sapere cosa succederà oggi.
Michael ieri mi ha detto quello perchè è successo qualcosa?

Salgo e scendo dagli autobus e finalmente arrivo all'ingresso della grande e quasi inutile scuola.
Raggiungo Bri al bar all'interno dell'edificio principale e beviamo i nostri soliti frullati alla frutta.
"Ora mi spieghi perchè non ti sei fatta viva questi giorni"
Dopo aver parlato del suo nuovo fondotinta quasi mi insulta se LEI non mi ha cercata.
"Io eh? Facciamo finta che lo abbia fatto e che non ti abbia trovata. Che fine hai fatto questi giorni?"
Evito la domanda e la pongo a lei.
"Stavo aspettando in caso la notizia si espandesse e volevo vedere se una, come dire, poco aggiornata come te, lo venisse a sapere. In quel caso mi sarei dovuta preoccupare della gravità della situazione."
Intanto mi ha esplicitamente detto che sono come quelle del primo anno con i brufoli sul naso che tengono alzato il ponte degli occhiali.
Meglio non aprire questo discorso o lei ne approfitterebbe e non risponderebbe alla domanda più importante.
"In che situazione ti sei cacciata Bridgette Anne Morrison?"
Dico spingendo il bicchiere vuoto verso il bancone e mettendomi lo zaino sulle spalle prima di alzarmi dallo scomodissimo sgabello bianco.
Continuo a fissarla cercando di intimorirla e ci avviamo verso il laboratorio di chimica dove ho la prima ora e la palestra dove lei ha la prima ora.
Osserva la punta delle sue scarpe quasi vergognata di dirmi cosa ha fatto di così grande che sarebbe potuto arrivare perfino alle mie orecchie.
"Il professore di Matematica mi ha beccata nel bagno dei maschi a pomiciare con un ragazzo con cui mi sto sentendo e ha aspettato che uscissimo dopo il suono della campanella per avvertirci che avremmo dovuto parlare oggi con il preside alla sesta ora e che prenderà dei provvedimenti."
Dice tutto d'un fiato e quasi mi viene da ridere per la scena che mi immagino mentre arriviamo davanti alla porta verde che, tra esattamente 3 minuti, dovrò superare per iniziare un'altro monotono giorno di scuola.
"E chi sarebbe il ragazzo fortunato?"
Dico alzando un sopracciglio e abbassando con delicatezza la maniglia della porta dell'aula per gettarmici dentro dopo aver ricevuto una risposta.
Rimango con la mano incollata al pezzo di ferro arrugginito e appena pronuncia il nome mi fiondo in classe e dopo essermi scusata con la professoressa pelata sulla nuca dicendole che ho fatto ritardo a causa dell'autobus mi siedo su uno dei lunghi banchi attrezzati e rifletto sul ragazzo nominato dalla mia amica.
Ashton Irwin.

Isabelle [lh]Dove le storie prendono vita. Scoprilo ora