'Cause I don't really need to wonder at all, yeah after all this time I'm still into you'
- Paramore
"bonjour, je m'appelle Olivia, j'ai dix-sept ans et je suis née le dix septembre à Sydney en Australie"
ripetei per l'ennesima volta il seguente paragrafo per l'orale e lo stress non fece a meno di occupare la mia mente, sbuffi su sbuffi ricoprirono il silenzio della stanza fin quando decisi di spingermi dal tavolo assieme alla sedia girevole che mi impossessai fin da quando vivo in questo collegio, disegnai una circonferenza intorno a me con la punta del piede per facilitare la velocità della postazione, cosa che amavo fare nel caldo australiano durante quei momenti solari con la musica a palla per la stanza e circolare il corpo sulla sedia come una trottola mente la mia testa, come adesso è gettata a fissare un soffitto che divenne un vortice veloce affinché sentii la sedia fermarsi da due mani di una grandezza pazzesca.
"attenta che la tua testa si trasforma in un pumpkin spiced latte!" esclamò Ash con quella risata contagiosa mentre cercai di alzarmi dal twist creato.
barcollai a destra e a sinistra per percepire gli oggetti che riempiono gli spazi della vasta stanza e finalmente ripresi i sensi dalla montagna russa ideata da me fin da anni, guardai l'orologio picchiare le 7:00pm e il mio stomaco provocò un brontolio rumoroso e facile da sentire mentre mi avvolsi le braccia e stringendomi intorno per l'intestino che accese le fiamme
"hai fame Livia?" domandò Ashy guardandomi semi rannicchiata dal dolore atroce del sistema intestinale
"si" uscì dalla mia bocca flebilmente rappresentando il dolore della fame mentre Ash provvide un sacchetto di carta riciclata dal suo lavoro e il mio braccio si allungò al sacchetto che mi salverebbe la vita adesso per poi tirare fuori il contenuto:
pollo e patatine fritte dalla KFC, dove attualmente lavora Ash
il profumo del pollo caldo invase le mie narici, mi sposerei con il cibo se fosse un essere umano.
aprii quella confezione rossa, di troppo per me per poi ritrovarmi pollo con patatine al secondo strato del pacco ma una confezione calda e verdastra minacciava la mia vista
"come mai c'è questa salsina?" domandai osservando per la seconda volta il liquido verdastro con l'aspetto di merda quanto la minestra della mensa quando le cuoche con disprezzo danno il cibo senza pensare a chi sei, come una dei prigionieri in Orange Is The New Black, una serie TV molto conosciuta per la star recente che fece da comparsa, Ruby Rose, una fra le donne che mi fa cadere l'autostima ai piedi.
"è fatto apposta per il pollo, immergi il filetto dentro la salsa ed assaggialo, fidati che è buono ed inoltre ho portato il ketchup e la salsa BBQ, come piace a te" disse Ash porgendomi due bustine rosse e marroni, annuii mentre assaporai il pollo con la crosta dorata umidificata dalla salsina misteriosa e dopo aver finito di mangiare le delizie offerte da Ash, mi pulii e sbattei il sale e le briciole dai miei leggings neri
"hai ripassato francese?" chiese Ash come se volesse che io fossi più di una studentessa modello
"beh sì ma non sono sicura se riesco a far cadere l'accento nel tempo giusto" risposi mordendomi il labbro
"prova con me okay?" propose Ash e con un sorrisone, avvicinai la sedia incontrollabile verso il punto in cui Ash si sedette
"eccoti il quaderno,tra parentesi tonde, non osservare la mia calligrafia disordinata quando scrivo appunti okay?" comandai sul ragazzo mentre osservò i miei appunti
"allora, parla di te stessa" domandò Ash e da li pensai alla solenne parole che dissi prima di arrendermi alla battaglia
"bonjour, je m'appelle Olivia, j'ai dix-sept ans et je suis née le dix septembre à Sydney en Australie"
risposi senza accorgermi dell'accento cadente o meno mentre Ashton mi guardò negli occhi dicendomi certi commenti che non me lo aspettai da parte mia
"hai un bell'accento puro, non come gli altri che mischiano le altre lingue come quel politico italiano al parlamento, Renzi credo" ridacchiò fino a che seguii la sua azione raggiante che mi risveglia come un sole con raggi veramente caldi ma Ash non mi faceva provare quel calore ed involontariamente mi avvicinai alle sue labbra con delicatezza e lentezza lo stesso con lui senza percepire la situazione in cui siamo caduti, le mie labbra sfioravano le sue mentre i nostri nasi si incontrarono creando qualche strofinata mentre i suoi occhi verdi contrastati con il nocciola mi guardarono creando una sorta di soggezione in me, respiri caldi arrotolarono intorno ai nostri colli freddi dal clima, il silenzio era la musica che desiderai, nessuno ma lui, quel corpo ma me, quel corpo ma noi, due corpi etnici insieme quando le punte dei labbri superiori si toccarono quasi per compiere un bacio.
"RAGAZZI! VI VA DI VEDERE HUNGER GAMES INSIEME?" strillò Clifford dalla soglia della porta, dannazione dovevo chiudere la porta razza di demente che sono
"accetto l'offerta, in quale camera si terrà il film capitano?" domandai facendo l'occhiolino al nomignolo che diedi a caso senza un pensiero specifico
"nella stanza di Stanley!" rispose il ragazzo dai capelli verdastri sciupati per via delle varie colorazioni che si fece anni fa, come mi spiegò Ash in questi mesi
"e mi raccomando, quando sarete alla destinazione, pomiciate senza il mio disturbo" ridacchiò Michael mentre le mie guance furono rosse come ciliegie mentre Ash ridacchiava dalla timidezza
"ci vediamo fra dieci minuti!" annunciò Michael per poi lasciando me ed Ash soli e separati come prima, un bruciore emanò le mie guance
"scusami per prima" sussurrai confusa
"oh...ehm...è tutto okay" bisbigliò timido dall'accaduto, se Michael non interruppe quel silenzio ma tanto io ed Ash saremmo imbarazzati lo stesso anche senza l'interruzione del verde camminante.
"ehm...cominciamo a prendere le provviste okay?" battei le mani guardando l'orologio dimezzare i minuti dettati da Michael e vidi Ash seguire i miei ordini prendendo un pacco grande di Doritos al chili heatwave per poi qualche barretta Cadbury e due bibite Rockstar, i miei occhi caddero su una penna non del tutto normale, presi la penna e la osservai in ogni suo dettaglio: il liquido ondeggiare a destra e a sinistra, a seconda del mio movimento, l'argento che rese resistente l'oggetto
"è una sisha?" domandai al riccio mentre si legò i capelli intorno ad una bandana
"sì, pensavo di darlo a Den siccome è veramente frustata" sospirò il ragazzo guardandomi
"dai andiamo, chi arriva ultimo deve fare i compiti dell'altro!" esclamai portandomi il cibo con me e corsi verso la stanza del signorino Dadson, la scia ventosa di Ash raggiunse la mia finché entrami entrammo nella camera accogliente di Stanley.
"finalmente siete arrivati!" gridò il ragazzo lentigginoso
"dai su iniziamo!" cliccò play ed intanto mi sedetti affianco ad Ash a goderci le provviste che ci portammo dietro durante la visione del film.
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changes a.f.i [ita]
Fanfictiondue diciassettenni provenienti dalle colonie inglesi ma con origini straniere si ritrovano in questa stanza di un collegio, nel giorno soffrono le pene quotidiane che affettano questi studenti e nel cuore della notte, dopo lavori part-time sprecano...
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