A volte una bella dormita è quel che ci vuole per affrontare al meglio la giornata.
Specialmente quando a svegliarti è l'odore del bacon che frigge insieme alle uova la mattina.
È così che si svegliò Sofy.
Il suo nuovo amico era già in cucina a preparare la colazione per entrambi.
Appena la vide le fece un caldo sorriso e solo allora lei si ricordò di aver dormito con qualcuno per la prima volta.
Si sedettero a consumare il pasto, poi tornarono a sfogliare le pagine dei giornali in cerca dell'indirizzo.《Vieni. Ti mostro una cosa.》
Disse lui prendendole la mano.La portò in una stanza con la lampadina rossa.
Al centro si trovava un tavolo con sopra delle foto raffiguranti casa sua.
Appese c'erano anche altre foto, ma non riconosceva la casa ritratta in esse.《Io faccio il giornalista oltre allo psicologo. Sto indagando su casa tua da parecchio tempo.》
Disse lui rispondendo ai suoi dubbi.《E questa casa?》
Chiese lei indicando le foto appese.《Questa è la casa della donna che cerchiamo. Ma non saprei proprio come affrontarla.》
《Se vuoi vengo con te. In fondo questa storia riguarda anche me.》
《Ti ringrazio.》
Improvvisamente un cellulare inizio a squillare.
Era quello di Lyon.《Sofy. Andresti a prendermelo per piacere?》
La ragazza annuì e andò in cucina dove trovò il telefono.
Sul display comparve il nome "Cugina Yona" e leggendo il numero capì che si trattava della sua amica.
Non sapeva fosse cugina di Lyon.
Decise di rispondere.《Pronto..?》
Dall'altro lato del telefono non si sentiva nulla. Solo un respiro che sembrava arrivarle sul collo.
Eccolo. Lo scricchiolìo che la perseguitava. Poi sentì un urlo...forse quello di Yona.
Sofy era spaventata. Non sapeva che dire o che fare.
Corse nella stanza di prima per avvertire Lyon, ma non lo vide.《Lyon.. Dove sei?》
Fece il giro del tavolo e quasi prese un colpo.
Il ragazzo era lì. Seduto a terra con gli occhi completamente bianchi e il viso sciupato.
Non respirava ed il suo corpo era del tutto privo di vita.
Sofy stava per piangere.
Sentì dei piccoli respiri e guardò in tutta la stanza...ma senza vedere niente o nessuno.
Sentì una presenza alle sue spalle.
Si voltò verso un armadio e dietro di esso vide una veste bianca che si muoveva.
Sotto di essa c'erano dei piedi, bianchi come quelli dei cadaveri.
Alzò lo sguardo e vide dei capelli lunghi e neri ricoprire una testa.
Sapeva che quella era Sadako, ma restava lì senza muoversi.
Improvvisamente il collo della strana ragazza si piegò di lato rumorosamente..come se si spezzasse.
Questo fece attivare le gambe di Sofy. Corse fuori da quella casa in preda allo spavento per non essere seguita.
Arrivò in una strada lunga piena di vicoli.
Passavano pochissime vetture e il silenzio veniva spezzato solo da qualche moto di passaggio.
Si sedette senza forze in uno dei vicoli vuoti.
Le lacrime le solcavano il viso ripensando a ciò che stava accadendo.
Da quando si era trasferita non aveva avuto un attimo di pace.
Iniziando dalla morte di Misaki, per la quale era stata incolpata ingiustamente.
Poi quegli scricchiolii in casa e al telefono che l'hanno spedita in una clinica psichiatrica.
I suoi genitori erano morti e probabilmente aveva perso anche la sua amica Yona.
Infine la morte di Lyon. L'unica persona che le stava accanto fisicamente ed emotivamente.
Inoltre il fantasma di una ragazza morta anni prima la stava cercando per farle fare la stessa fine dei suoi cari.
Sofy amava la vita e non voleva morire in quel modo.
Sarebbe stato meglio rintracciare subito la madre della ragazza morta, ma era troppo stanca per farlo in quel momento.
Decise che l'avrebbe cercata la mattina dopo. Così si addormentò sul freddo asfalto rovinato del vicolo con ancora gli occhi bagnati dal pianto.
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