CAPITOLO VII
L'agente Will Laing tornò in ospedale solo in tarda ora.
La sicurezza era minima intorno alla camera, ma dovette lo stesso farsi riconoscere da alcuni body-guard messi a guardia dell'attore.
Arrivò davanti alla porta della stanza, ma evitò di bussare convinto che Thomas stesse dormendo, l'aprì e lo vide seduto sul letto, sembrava ansioso.
Indossava una tuta e guardava verso la finestra, con una sola leggera luce ad illuminare l'oscurità intorno a lui e ai suoi pensieri.
"Tutto bene?", lo vide voltarsi.
"Sì, aspettavo che tornassi. L'hai trovato?", era più una preghiera che una domanda.
"No, ho guardato dappertutto e ho chiesto a tutti. Nessuno ha visto Kenneth, neanche sua moglie lo vede dalle sei di questa mattina. Ho chiesto ad un amico della polizia e mi ha risposto che loro non sanno nulla. Anche la polizia lo sta cercando, senza risultati.", nella loro mente iniziarono a temere il peggio.
"La polizia è passata. Aveva un mandato e gli ho dovuto consegnare il cellulare.", credeva di aver fatto male, sapeva che quella era la prova certa della colpevolezza di Kenneth.
Will l'osservò sedendosi accanto sul letto. Lo sguardo di Thomas era quello di un cucciolo ferito, il viso livido ne dava maggiormente l'impressione. Poteva capire bene come si sentisse, impotente e colpevole per qualcosa di cui non aveva responsabilità, c'era passato anche lui.
"Hai fatto bene. Non c'era motivo perché tu facessi diversamente. E poi, lui non si trova, con ogni probabilità è colpevole."
Thomas sembrò riflettere, gli occhi persi nel vuoto della penombra della camera.
"Non credo che Ken possa aver ucciso Ben o Freeman. E poi perché Luke? Lui sapeva tutto, però non capisco perché non l'ha fatto prima? Sono passati due anni da quella sera.", stava dando voce alle sue riflessioni senza badare tanto a l'altro.
Domande, domande, la testa gli girava.
Will gli posò una mano sulla spalla e per la prima volta a Thomas sembrò un gesto gentile che lo rincuorava, non come le altre volte.
"Ascolta, io faccio questo lavoro praticamente da sempre, anche mio padre era un agente, puoi credermi se ti dico che non esistono sempre delle risposte al comportamento delle persone. Ci si diventa matti a cercarle. La ricerca della verità è difficile e spesso non si è in grado di sopportare le risposte che si trovano. Io ho seguito le prove fino a te e ho capito che la verità può far uccidere le persone amate. Forse, se non fossi venuto qui, nessuno sarebbe morto. In parte mi sento responsabile.", quasi sussurrò.
Thomas cercò di riprendersi, Will gli stava aprendo il suo cuore. Lo sentiva vicino, non lo temeva più come in quella notte nebbiosa. Voleva tirarlo un po' su: "Sai, se evitassi di spaventare la gente a morte inseguendola per strada nella nebbia fitta, forse non si sentirebbe in dovere di uccidere per coprire i suoi scheletri nell'armadio.", trovandosi a osservare il suo profilo.
Will non capì, si voltò e puntò gli occhi verdi in quelli azzurri di Thomas: "A cosa ti riferisci?"
"A lunedì sera della settimana scorsa, quando mi hai seguito fino a casa. Non eri tu?"
"Io non ho fatto nulla del genere!"
"Cosa? Se non eri tu chi altri poteva essere?"
Il terrore ritornò in Thomas come quella sera.
"Io sono arrivato a Londra di venerdì e durante quel periodo ho chiesto informazioni in giro su di te, ma mi sono limitato ad osservarti solo quand'eri sul set. Non sapevo cosa pensare finchè non ti ho fermato quel martedì davanti al taxi.", confesso, altrettanto preoccupato.
"Allora, anche io sono in pericolo se mi...", lo sguardo sconvolto.
"Non so! Chiunque sia stato, forse voleva solo capire se avessi parlato con me, ma per sicurezza è meglio se appena esci di qui aumentassi i body-guard."
Thomas aveva uno sguardo implorante: "Mi fido solo di te in questo momento. Se tu hai parlato con persone con cui io lavoro e una di queste è colpevole dell'omicidio Freeman, allora non sono al sicuro con loro o con questi body-guard. Io non so perché stai seguendo questo caso così accanitamente, ma ho paura e finchè non si saprà la verità preferisco restare accanto a te."
Will in quel momento avrebbe voluto raccontare l'intera storia, ma sapeva di perdere la sua fiducia. L'uomo si stava fidando senza saper nulla di lui. Non era ingenuo come poteva sembrare, anzi stava cercando protezione da l'unico che lo poteva aiutare. Era un atto di fede quello.
"Ora devi riposare, ne riparliamo domani."
Thomas non accennò a muoversi.
"Se vuoi, io resto qui?"
L'uomo s'illuminò, si sentiva al sicuro con Will che riposava nel letto accanto.
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Tom Hiddleston - OSSESSIONE
Fiksi PenggemarThomas Hiddleston è perseguitato da qualcuno. Chi sarà? Potrebbe essere una minaccia? Una rocambolesca indagine che porterà l'attore Thomas e l'agente Will Laing a scoprire la verità su loro stessi e le persone che hanno accanto. Questa è la mia pr...
