Mi ghiaccio sul posto ascoltando le sue parole e, immediatamente, la mia mano scatta a stringere le sue. Isaac mi rivolge un sorriso tirato e porta il suo sguardo sulle nostre mani.
"Avevo 13 anni quando le è stato diagnosticato. All'inizio mio padre si è preso cura di lei, di noi. Poi con il tempo, forse, la situazione ha iniziato a diventare troppo pesante. Non ci faceva mai mancare i soldi e quando mamma stava troppo male pagava un'infermiera affinché la potesse aiutare. Però stava a casa sempre meno, si inventava continuamente riunioni e meeting ma io sapevo che erano tutte bugie e così iniziammo a litigare. Io l'accusavo di non volerci più bene e che era troppo facile andare via quando le cose diventavano complicate. Ma lui continuava a dirmi che io non potevo capire, che non potevo sapere cosa voleva dire ritrovarsi con a fianco una donna che non era più neanche una donna. Una volta, ascoltando queste parole gli ho sferrato un pugno in pieno viso e gli ho rotto il setto nasale. E allora lui ha deciso di mettere un punto a quella storia e cancellare dalla sua vita, la nostr famiglia. Ha convinto mia madre a concedergli il divorzio, ci ha comprato questa casa in modo che io e Peter non avessimo problemi e vivessimo in un posto sicuro però non si è più fatto vivo. Quando ho compiuto 20 anni sono andato a cercarlo e lui mi ha detto che non voleva avere più nulla a che fare con me, la mamma o Peter e che lui ora aveva una nuova famiglia e non poteva mettere tutto a rischio per noi. Mi sono sentito tradito, umiliato e rinnegato ma non gli ho dato la soddisfazione di vedere il mio dolore. Così ho annuito alle sue parole e sono uscito dal suo ufficio. È da quel giorno che non lo vedo e, sinceramente, non mi manca per niente".
Pensare a quello che Isaac ha dovuto passare in questi anni mi fa chiudere lo stomaco in una morsa: ha praticamente dovuto crescere suo fratello, occuparsi della casa e della madre, andare all'università e far quadrare tutto. Deve essere stato difficilissimo; io al suo posto avrei rinunciato quasi subito. E invece lui ce l'ha fatta. Solo ora capisco alcuni suoi atteggiamenti: perché è così chiuso, perché per lui è difficile fidarsi di qualcuno...
"Come sta ora tua madre?"
"Non viviamo nella stessa casa perché lei ora si trova in una clinica specializzata in casi come il suo. È stata costretta a ricoverarsi quando qualche giorno fa le sue condizioni sono peggiorate e così sono rimasto solo a casa insieme a mio fratello".
"Scusa la domanda ma come fai a mantenerla in quella struttura e studiare contemporaneamente?" Non vorrei che si fosse cacciato i qualche guaio. Forse sono io che guardo troppi film però la mia mente mi proietta subito a lui che, in difficoltà, si affida alla gente sbagliata e poi finisce col trovarsi pieno di debiti fino al collo.
"Durante i fine settimana, lavoro come barista alle feste che fanno nelle confraternite del Campus e qualche altra sera tengo lezione in una scuola serale per ragazzi in difficoltà. Anche se non sono ancora laureato, me la cavo in matematica e l'associazione ha bisogno di personale così mi hanno assunto con un lavoro part time. E poi c'è mia nonna che praticamente ci fa la spesa e si cura della casa tenendo Peter quando io devo studiare o lavoro. Mi dispiace non passare molto tempo con lui; so di essere l'unica persona che gli resta della sua famiglia però non posso permettere che a mia madre manchi qualcosa. Non dopo tutto quello che lei ha fatto per me e per lui".
"Sono sicura che tuo fratello ti adora. Non potrebbe essere altrimenti. Quanti anni ha?"
"10. Non mi somiglia per niente, sai? Veste sempre con colori sgargianti ed è sempre allegro". A parlare del fratello, una scintilla di allegria gli attraversa lo sguardo e così lo ascolto mentre mi parla di lui mentre una parte della mia mente è ancora ferma alla storia di sua madre. Quella donna deve aver sofferto davvero tanto e ora capisco perché l'altra volta quando l'ho nominata si è così arrabbiato. Ora capisco tante cose. E all'improvviso, dentro di me, si è fatto spazio ancora di più, la voglia di stargli accanto. Mi fisso a guardarlo: il suo profilo, ai miei occhi appare perfetto. Il naso dritto, la mascella squadrata, la barba curata, le ciglia lunghe che talvolta gli sfiorano le gote quando le sbatte e i capelli tirati in un ciuffo perfetto che mi fa venire voglia di passarci le dita per vedere se sono morbidi così come sembrano.
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Coloring Sky (SOSPESA)
RomantikaUna storia non raccontata da un libro ma nata tra i libri.. Avery scappa dalla suo passato andando alla ricerce della felicità e la troverà in isaac che deve combattere con un passato doloroso e un presente complicato e che alla fine si arrenderà al...
