Ghost Killer - Capitolo 2: Murder

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Percorri il buio corridoio. Non riesci a vedere bene ma sai che non c'è nulla che può intralciarti da lì fino alle scale. Nel percorrerlo ti accorgi che la porta della camera dei tuoi è aperta, dai un'occhiata all'interno restando nel corridoio. Tuo padre è lì che dorme nel suo lato del letto, tua madre non c'è. È per forza di sotto. Raggiungi le scale ma decidi di non accendere la luce per evitare di svegliare tuo padre. Cominci a scendere le scale, l'odore ora è più forte.

Inciampi a metà scalinata scivolando su qualcosa, cadi pesantemente sul pavimento del pianoterra. Non sei preoccupato di esserti fatto male, sei preoccupato per quello che ti sta toccando il volto. Qualcosa ti ha macchiato la faccia, ti tocchi la guancia e al contatto capisci di cosa si tratta... sei spaventato.

Hai capito cosa sta succedendo, quel giorno è arrivato. Ma non ti fermi e agisci subito.

Accendi la luce del salone e ciò che vedi ti distrugge. Il corpo del tuo cane giace sul pavimento in un' enorme pozza di sangue. È l'odore del suo sangue che ha impestato la casa. Il tuo cane è coperto di tagli dappertutto e nei suoi occhi puoi ancora vedere il terrore che ha provato nei suoi ultimi istanti di vita.

Sei pietrificato dalla paura. Sai di dover scappare da quella casa e correre il più lontano possibile, ma sai di non poter abbandonare lì i tuoi genitori. Il filo del telefono è stato tagliato. Ti accorgi solo ora che la luce della cucina è accesa, prima che tu possa raggiungerla senti una voce provenire dall'interno.

"Cosa fai ancora alzato?"

Non fai caso alla voce, ma riconosci l'ombra femminile riflessa sulla porta. Capisci che tua madre era lì, in piedi. Rassicurato corri in cucina.

"Mamma dobbiamo andarc..."

E realizzi che non era veramente in piedi. Ma leggermente sollevata dal terreno...

La trovi impiccata con la gola squarciata, gran parte del suo sangue era colato sul pavimento. E con altrettanto sangue una frase era scritta sul muro: "THANK YOU".

Non ci sono più dubbi ormai, lui è lì, ti ha trovato. Prima che tu possa reagire in qualche modo una risata alle tue spalle ti blocca.

Ti si raggela il sangue.

Non vuoi girarti.

Non vuoi vederlo.

Vuoi solo svegliarti.



Ma è tutto vero.

Ti pugnala alle spalle e ciò ti fa cadere sul pavimento. Ora sei costretto a voltarti. Lo fai, e lo vedi.


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