Questo non è un sequel ufficiale e non ha la presunzione di esserlo, è solo un enorme tributo e un fansequel scritto da una persona che pensa che il racconto originale potesse dare molto di più. Lo scopo della storia è quello di migliorare ancora di...
"Corri, corri maledetto bastardo, CORRI!" si ripeteva Benjamin nella testa, mentre correva lungo il corridoio sotterraneo.
Il killer era appena dietro di lui, avrebbe potuto raggiungerlo immediatamente se non avesse perso tempo a battere il manico del suo coltello contro la parete a fianco per produrre un "Tap, tap" sempre più pesante e rapido, che alla sua vittima ormai appariva solamente come un tamburo della morte.
Il reporter stava mettendo il suo fisico al massimo della prova: non sentiva più la sua gamba destra ormai, la camicia strappata era stata stretta così tanto da togliere quasi completamente la circolazione alla parte inferiore. Molto probabilmente, il killer, vedendo così poco sangue fuoriuscire da quella ferita aveva aumentato la sua ira, così tanto che la sua mano, ormai, stava per toccare la schiena dell'uomo.
Il tunnel si sviluppava in pendenza, era progettato per arrivare direttamente al piano terra dell'edificio accanto. Non era una salita così tanto faticosa, ma per un uomo fisicamente devastato era come scalare una montagna di 3000 metri.
Ancora mezzo metro di vantaggio e il killer avrebbe potuto tirarlo a sé dalla maglia e sgozzarlo come un maiale, dipingendo i muri di rosso. Aveva così tanta voglia di trapassare l'osso del suo collo con la lama, che ormai aveva perso qualsiasi interesse di giocare con lui.
Eccolo, solo un altro po'. Le fredde dita toccarono il collo dell'inseguito.
Benjamin si tuffò in avanti sfondando le porte che portavano all'edificio amministrativo, rotolò per diversi metri prima di sbattere contro il muro che si trovava al di là dell'ingresso del tunnel schiacciandosi tutte le ferite soffrendo atrocemente, mentre il rumore delle porte che si richiudesero sbattendo dietro di lui accompagnava il tutto.
L'uomo strisciò contro il muro riuscendo a sedersi e tenendo appoggiata la schiena contro esso, poi, ricordandosi di ciò da cui era appena fuggito, osservò le porte chiuse che aveva appena varcato, rimanendo a fissarle e sperando con tutto il cuore che nessuno avrebbe fatto capolino da lì.
Si udì un forte tonfo provenire dall'altra parte. Il battito cardiaco di Benjamin risuonava per tutta la stanza, se non altro, ora si trovava in una stanza discretamente illuminata e, come aveva previsto, la luce lunare stava facendo il suo compito. Mai come allora la luna sembrava essere stata così luminosa.
"Non farlo battere così forte." disse una voce provenire da dietro ciò che l'uomo reputava come la sua salvezza, "Aumenterà la tua pressione sanguigna e morirai dissanguato troppo presto." le porte si aprirono.
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Una persona si ergeva tra le due porte, la luna riuscì ad illuminarlo fino alla bocca e Benjamin poté intravedere un orrendo sorriso intagliato, proprio come quello del detective Jeffrey, che si spalancava sempre di più tremando, come in preda a delle convulsioni.
Il giornalista tentò di vederne il volto, ma non ci riusciva, oltretutto temeva di vedere di nuovo quello sguardo freddo, osservato poco prima all'interno della vasca di sangue.