Ghost Sleep - Capitolo 4: Prison

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Il detective prese una delle pistole delle guardie decedute e si diresse verso la posizione in cui si era diretto Jeff, lasciando la guardia svenuta alle sue spalle, non sarebbe mai riuscito a portare in spalla un bestione del genere.
Le luci di emergenza in quel tratto del corridoio facevano il loro lavoro, probabilmente si stava avvicinando al generatore, poiché le luci d'emergenza erano state posizionate in maniera tale da rendere il generatore principale abbastanza illuminato nel caso qualcuno avesse provato ad aggiustarlo in caso di guasto.

Ed infatti eccolo lì, era completamente distrutto. Non c'era nulla di salvabile, non era stata certamente qualche botta a ridurlo così, queste erano state delle precise ma letali microesplosioni. Attrezzatura che in nessun modo sarebbe potuta essere presente all'interno della prigione, erano stati probabilmente quegli esplosivi utilizzati dalle squadre SWAT per far saltare in aria le serrature, aggeggi assolutamente vietati in una prigione di massima sicurezza, chi li ha portati era sicuramente qualcuno di esterno allo staff del carcere.

Un rumore di tubi che si infrangono al suolo fece sobbalzare il detective.

"Chi va là?!"

Per un attimo l'agente sentì una ventata d'aria venirgli contro, come se qualcuno gli fosse appena passato a fianco.

Se veramente qualcuno era passato di lì, allora in questo momento si trovava nella penombra, nell'unico tratto che non era ben illuminato.


"NON TI MUOVERE" una voce si udì aldilà della stanza del generatore.

"Giuro c-che se ti avvicini u-un'altra volta sparo!" continuò la voce.

Era Graham, il novellino aveva scambiato il detective per Jeff.

"Fermo! Sono io! Agente Graham, non sparare!" urlò il detective.


"S-signore? È veramente lei? Sia ringraziato il cielo."

"Attento a dove punti la pistola, ragazzo."

"Mi dispiace, l'avevo scambiata per lui, sa... per le sue cicatrici."

"Non ti preoccupare, è tutto a posto, è una cosa con cui dovrò imparare a convivere."

"Non sono riuscito a fare niente... ho abbandonato gli altri e sono scappato... mi ha inseguito e mi sono chiuso dentro questa stanza."

"Hai fatto un ottimo lavoro, in questo modo gli hai impedito di distruggere anche l'altro generatore."

"Ha continuato a graffiare la porta con il coltello, ha provato ad abbatterla in ogni modo, Dio, ho addirittura sigillato i condotti d'aria per paura che potesse passare per di là."

"Riprenditi agente Graham, hai fatto più di quanto credi. Ma sei sicuro che fosse lui? Non ho incrociato nessuno mentre mi dirigevo qui."

"Fin troppo sicuro... gli altri prigionieri sono ancora nelle loro celle, sono tutte chiuse a chiave, il blackout non può aver intaccato le serrature in nessuno modo..."

"Questo vuol dire che... maledizione! Seguimi presto!" urlò il detective uscendo di corsa dalla stanza col generatore d'emergenza.

Il detective aveva previsto qualcosa, qualcosa che purtroppo si era avverata.
L'agente tornò sui suoi passi, trovando la guardia con un coltello conficcato nel cranio.


La lama era penetrata da fin sopra il cranio e la punta di essa si poteva vedere uscire dalla bocca della guardia ormai morta, il sangue sgorgava fuori da essa, come se non ce ne fosse già stato abbastanza in precedenza.
Non fu una sensazione, qualcosa era realmente passato accanto al detective poco prima dell'incontro con l'agente Graham, Jeff l'aveva visto arrivare e aveva deciso di tornare indietro, completando così la sua opera lasciata incompiuta sul corpo della guardia.

"Non sono riuscito a salvare nemmeno lui..." si disperò il detective.

"Penso sia stato meglio così... insomma guardi le sue ferite, non ce l'avrebbe fatta in ogni caso, si è risparmiato tutto il male..." disse l'agente Graham.

"Penso tu abbia ragione, ma, sta morendo fin troppa gente, e noi siamo isolati qui senza la possibilità di contattare l'esterno." disse il detective.

"Prima o poi arriveranno i rinforzi, si dovranno pur accorgere che qui qualcosa non quadra."

"Lo spero proprio, perché in questo momento, è come se ci trovassimo a casa sua, ora questa è una prigione fantasma..."

I due agenti risalirono la scalinata per tornare al piano terra, alla ricerca del male più profondo.

"Agente Graham, non è che per caso hai problemi al cuore di qualche tipo?" chiese il detective.

"Problemi al cuore? In che senso?" chiese perplesso.

"Porti un pacemaker o qualcosa di simile?" continuò a chiedere.

"No, perché? Che le salta in mente?"

"Nulla, nulla. È qualcosa che ho sentito."

Entrambi si ritrovarono dinanzi ad un nuovo, lungo, ed estenuante, buio corridoio.

"Dobbiamo cercare una mappa, o qualcosa che ci aiuti ad orientarci, o qui continueremo a girare a vuoto." disse il detective.

"Credo di sapere dove siamo, poco più avanti dovrebbe esserci la stanza del direttore, lì ci sarà sicuramente qualcosa." rispose Graham.

Si diressero lì ed entrarono nella stanza. Dopo una breve ricerca, trovarono finalmente una mappa.

"Mi aspettavo che questo posto fosse molto più grande." disse stranito il detective.

"No, non lo è. Questo è un carcere di massima sicurezza, è vero, ma i prigionieri qui non sono solo persone pericolose condannate all'ergastolo o roba simile, questo carcere è stato costruito principalmente per rinchiudere gli avanzi di galera che la gente crede già morta." spiegò Graham.

"Quindi è per questo che Jeff è stato rinchiuso qui... perché i civili pensano ancora che sia dentro quella bara in quel cimitero."

"Esattamente, rinchiudere questo tipo di persone è il segreto di questo carcere." affermò nuovamente il novellino.

"E tu come sai tutto questo?" chiese il detective.

"Davvero non lo sapeva? È una leggenda piuttosto famosa, è per questo che ho chiesto di venire a visitare questo posto insieme a lei, non potevo perdermi l'occasione di confermare la leggenda!" rispose Graham con entusiasmo.

Graham lesse dei documenti posti dentro un cassetto della scrivania del direttore.

"Che cosa stai facendo?" chiese il detective.

"Lei non è curioso di scoprire quali altri carcerati che pensava morti sono ancora in vita?" rispose Graham con un'altra domanda.

"No, e non me ne importa niente, ricordati qual è la nostra priorità." concluse il detective.

Jeff the Killer: The Ghost CircleDove le storie prendono vita. Scoprilo ora