Questo non è un sequel ufficiale e non ha la presunzione di esserlo, è solo un enorme tributo e un fansequel scritto da una persona che pensa che il racconto originale potesse dare molto di più. Lo scopo della storia è quello di migliorare ancora di...
Finalmente sono a casa, come avevo previsto anche mia moglie mi ha trattato come un eroe. Ciò mi ha infastidito ma non troppo, non volevo rovinare quel momento.
Mia moglie ha detto che il mio capo ha telefonato a casa dopo che me ne sono andato durante la festa, sembra che volesse parlare con me di cose importanti, mia moglie ha supposto che si trattasse di una promozione, in quel caso non so se accetterò l'offerta, mi sono sempre trovato bene nel mio semplice lavoro da detective...
Già...
Ricordo il motivo della mia promozione a detective, uno dei giorni più brutti della mia vita.
Per quanto io possa sforzarmi di non pensare a lui, le mie memorie ci ritornano sempre.
Fu la seconda volta che vidi Jeff, accadde poco tempo dopo l'assassinio di Keith, il bullo che lo aveva sfigurato. Le precauzioni prese dall'F.B.I. dopo l'uscita dal riformatorio di Keith, non furono abbastanza per proteggere il ragazzo e la sua famiglia, Keith fu assassinato solamente un anno dopo il suo rilascio.
Fummo io e il mio collega coloro che si occuparono del caso di Jeff a Brookfield, ricordo ancora quel giorno come se fosse ieri.
Io e il mio collega eravamo praticamente stati costretti dal mio capo a fornire supporto alla polizia locale di Brookfield, "Voi due siete gli unici che lo hanno incontrato prima di ciò che è diventato, siete i più portati per questo caso" ci disse, stronzate pensai io, due persone in più non avrebbero di certo fatto la differenza.
Pattugliavamo una strada poco distante da lì quando una vicina chiamò il 911 segnalando delle urla provenienti dalla casa accanto a lei, guardai l'orologio prima di dare gas a manetta "3:20" poteva significare solo una cosa.
Non perdemmo tempo in convenevoli e sfondammo la porta cercando in fretta e furia gli abitanti della casa, fu quando entrammo nella stanza della piccola che lo vedemmo.
Il corpo senza vita di una bambina giaceva sul pavimento, ai piedi di colui che entrambi ci aspettavamo di vedere, ma che in nessun modo assomigliava a come lo avevamo visto la prima volta.
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Non ci fu il tempo per "ammirare" il suo aspetto demoniaco, e prima che ce ne accorgessimo saltò addosso al mio collega, trafiggendogli il petto con un coltello.
Tentai di intercettare la sua fuga parandomi di fronte all'entrata della stanza, fu in quel momento che io la sentì, la sua fredda lama che tentava di squarciarmi la guancia dall'interno della mia bocca. Con un goffo movimento della testa riuscii perlomeno ad evitare di farmela squarciare del tutto, procurandomi una ferita simile alla sua, ma non così profonda.
Ciò che nessuno sa, e che a nessuno ho detto, è che prima di scappare superando la porta, per poi svanire nella notte, lui mi ha parlato. Dopo avermi inflitto quella ferita, ha avvicinato la sua orrenda bocca al mio orecchio, sussurrandomi.
"Vuole provare ad arrestarmi di nuovo, agente? Era meglio se fosse rimasto a dormire."
Io non sono di certo stato in grado di riconoscerlo, ma Dio, se lui aveva riconosciuto me.
Non ebbi né la forza, né le capacità mentali per partire al suo inseguimento, se c'era una cosa che Jeffrey sapeva fare, era paralizzarti dalla paura, impedendoti di pensare.
Tentai dunque di soccorrere il mio collega, agonizzante al centro della stanza, a causa della ferita al petto che gli faceva perdere copiosamente il sangue. A nulla servì, fallimmo nel salvataggio di quella bambina, e io persi il mio collega quella notte. Eravamo solo arrivati in tempo per impedire l'assassinio del padre della piccola Mandy, che aveva assistito a tutto quanto restando impietrito per tutto il tempo in quella stanza.
Qualche giorno dopo la polizia locale interrogò il padre nel tentativo di registrare nuove informazioni sul killer. Tengo ancora una copia della registrazione con me.
Poliziotto locale: "Signore, lei sa perché l'assassino si trovava a casa sua?"
Padre di Mandy: "La mia bambina..."
P. L. "Conosceva sua figlia?"
P. M. "La mia piccola..."
P. L. "Signore, capisco che per lei è difficile raccontare ciò che è successo, ma se se la sente, la prego di dirci tutto quello che sa, ogni informazione può esserci utile per impedire che lui faccia questo a qualcun altro."
P. M. "..."
P. L. "Signore..."
P. M. "Mandy... ultimamente mi diceva di avere un amico immaginario, di nome Jeff, che veniva a farle visita la notte..."
P. L. "Sta dicendo che era venuto altre volte a casa sua?"
P. M. "Non ne sono sicuro... ma la notte prima... di quello... l'avevo sentita urlare nel mezzo della notte, sono andato da lei, e quando l'ho vista sembrava come se avesse lottato con qualcuno..."
P. L. "Quand'è che sua figlia ha iniziato a parlare di Jeff?"
P. M. "Diceva di incontrarlo anche nei suoi sogni... e che lì giocava con lei... come farebbe un amico..."
P. L. "Poi cos'è cambiato?"
P. M. "Il giorno dopo la sua presunta lotta, nel pomeriggio, l'ho sorpresa a piangere... è corsa nella sua camera e ha fatto cadere un foglietto dalle mani."
P. L. "Cosa c'era scritto nel foglietto?"
P. M. "Ci vediamo stasera."
P. L. "Signore, dove si trova quel foglio ora?"
P. M. "... Lui... mi ha parlato..."
P. L. "Intende l'assassino? E che che le ha detto?"
P. M. "Mi ha detto solo... torna a dormire..."
P. L. "Signore... dov'è il foglio?"
P. M. "Solo... torna a dormire..."
Quando tornai a casa, assistetti al funerale del mio collega, e qualche giorno dopo, ricevetti la mia promozione da detective, direttamente dal mio capo. Che mi apparve solo come un modo per scusarsi per averci mandato lì, da soli.
Quella notte giurai vendetta per la morte del mio partner, quella notte decisi di dedicare la mia vita nel tentativo di fermare Jeffrey.