2.

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Quella sera, rinchiuso nella sua stanza, più simile a una cella, Josh non sentì la solita morsa della rabbia corrodergli lo stomaco.
Ingoiò le sue pillole, si stese sul letto con i vestiti ancora indossò e attese che le medicine facessero effetto.
Non sognò, quella notte, come non faceva da tanto tempo. Ma nella sue mente un unico pensiero sembrava essere restato attaccato alla pelle, come se durante la notte non lo avesse mai lasciato.
Vedeva ancora quel ragazzo, pallido e magro, in mezzo all'erba. Josh non capiva, e forse questa volta avrebbe voluto farlo.

Trascinò i piedi fino alla sala 229 del centro, stanco nonostante avesse dormito tutta la notte.
Appenà entrò, si rese conto che solo due persone erano già lì. La dottoressa gli rivolse un sorriso brillante, eppure per Josh solo una cosa brillava in quella stanza. Ed era il ragazzo del prato, con gli occhi ancora chiusi, le ginocchia stette al petto e le mani raggomitolate fra di esse.
Josh si sedette di fronte a lui, che non sembrava essersi accorto del suo arrivo. E notò, per la prima volta dopo il giorno precedente, che in quella che gli sembrava un espressione di pace vi era un corrucciamento tra le sopracciglia.
Josh si chiese, sempre per la prima volta nei confronti di una persona, che cos'avesse dietro le palpebre quell'angelo.

Spazio Autrice :
Hola!
Ecco il secondo capitolo, spero vi sia piaciuto.
L'aggiornamento della storia credo avverrà ogni giorno, quindi il prossimo dovrebbe arrivare domani.
Stay alive |-/
Io vado.
Baci,
Ninox_

broken people; joshlerDove le storie prendono vita. Scoprilo ora