4.

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Tyler aveva paura. Sentiva la gola stretta in una morsa. Strinse le mani sul volante fino a far diventare le nocche bianche.
Inspirò sempre più profondamente, cercando di dare ossigeno ai polmoni. Ma più respirava e più era come se i polmoni gli si facessero più piccoli.
E le voci urlavano, urlavano e urlavano.
'Sei inutile Tyler'
'Inutile, inutile, inutile'
'Stupido, magro, pallido, strano, gay, frocio'
'Inutile'
《BASTA! BASTA! BASTA! BASTA!》urlò, picchiando forte le mani sul volante. Il clacson coprì il suono della radio, accesa al massimo del volume.
'Te l'hanno detto, quei ragazzi, di suicidarti, Tyler' sussurò una voce, una sola, potente e profonda dentro al suo petto.
Scosse velocemente la testa, le lacrime sul viso. E con le mani sul clacson, e la musica alta, non si accorse di stare urlando.
Era come se non sentisse niente, in realtà. L'ansia che si mescolava al vuoto che sentiva nello stomaco mentre la macchina accelerava.
《BASTA!》urlò un'ultima volta, e la smise. L'auto si ripiegò su sé stessa. Tyler pensò che avesse paura, perché anche quando lui aveva paura si raggomitolava su sé stesso.
Non urlò più mentre il vetro dell'auto gli sbatteva contro la fronte.
Si stringeva semplicemente le ginocchia al petto, le labbra che si muovevano senza alcun suono. E sentì le palpebre farsi pesanti, le voci un fischio continuo che gli vibrava nelle orecchie.

《Signore, come sta?》
《Voglio solo la mia autoradio, voglio solo la mia autoradio, voglio solo la mia autoradio》.

Spazio Autrice :
Ho poco sonno e poca felicità.
Addio.
Io vado.
Baci,
Ninox_

broken people; joshlerDove le storie prendono vita. Scoprilo ora