Pov's Malerya
Malerya guardò Koba esterrefatta < você vir aqui imediatamente!>
Parole pronunciate con tono basso e minaccioso. Proprio non riusciva a tollerarlo: il fatto che il suo drago di komodo desse tutta quella confidenza a una perfetta sconosciuta era intollerabile. Koba si mosse immediatamente, seppur con lentezza, verso di lei.
<non ti offendere, ma ciò che è scritto in quei documenti non è affar tuo. Se li leggessi, però, lo diventerebbe. Ti ho solo evitato altre grane inutili. In fondo, da quel che mi è parso di capire, hai già fin troppi problemi per conto tuo.>
Il suo sguardo si perse di nuovo nel vuoto. Ancora una volta, per qualche istante sembrò assente, come fosse altrove.
<puoi restare qui quanto vuoi, per quel che mi riguarda. Questa non è casa mia, non è casa di nessuno.>
Si voltò in direzione del corridoio.
<come dicevo prima, in cucina ci sono cibo, acqua e tv... be', forse avevo dimenticato di menzionare la tv> quest'ultima frase la borbottò quasi fra sé e sé.
<se ti serve qualcosa: be', come prima.>
Fece per andarsene ma con la coda dell'occhio notò, mentre Kate raggiungeva il divano, che la donna aveva non poca difficoltà nel muoversi.
<forse ti serve una mano per spostarti in cucina?>
Strano a dirsi, ma il suo tono non era affatto malevolo, quella volta.
Quasi gentile.
Pov's Kate
"Si ti ringrazio"
Kate fu lieta della proposta.
Lentamente Malerya l'aiutò ad arrivare alla cucina, sulla sedia più vicina alla finestra. Poi, a passi lenti, la strega tornò nella sua stanza.
"Grazie mille".
Le era sempre piaciuto guardare dalla finestra di casa sua, quando era bambina; osservare la pioggia, la neve o il vento che modificavano il paesaggio la faceva stare bene, la rilassava.
Kate conosceva il peso di quelle parole
< Ciò che è scritto in quei documenti non è affar tuo. Se li leggessi, però, lo diventerebbe. Ti ho solo evitato altre grane inutili.>
Quello che non sapeva era se quelle parole fossero un avvertimento atto a mettere in guardia le persone da ciò che Malerya stessa avrebbe fatto, oppure una litania ripetuta troppe volte davanti ad uno specchio, in vista della pericolosità delle azioni che stava compiendo.
*Kate, è inutile che ci rimugini, hai fatto la scelta giusta ad infischiartene. Fai finta di nulla, vattene via questa sera e poi vai ad ammazzate quelli della D.E.O.*
Batwoman non uccide.
*Inutile dire che vorrei sapere cosa abbia fatto fino ad ora quella ragazza; cosa gli abbia fatto pensare che sia possibile far resuscitare una persona ormai morta. Effettivamente dovrei farmi i fatti miei anche se oramai non ha molto senso.*
Kate si alzò a fatica dalla sedia e si avvicinò, tenendosi accostata al muro, verso la stanza con il divano e i fogli ormai in cenere. Osservando, notò che c'era uno scaffale vicino al divano.
"Alla fine, probabilmente le nostre strade erano destinate veramente a dividersi."
Aprendo lo sportello dello scaffale trovò dei raccoglitori e dei barattoli pieni di resti umani; parti del corpo che galleggiavano in uno strano liquido.
Kate prese un raccoglitore ed iniziò a leggere.
"Ed eccone spiegato il motivo"
Chiuse il primo e lesse i restanti.
Alla fine si sdraiò sul divano e cercò di dormire.
L'indomani sarebbero potuto succedere di tutto, aveva sicuramente bisogno di riposare.
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Batwoman: Mad Soul.
FanfictionFanfiction riguardante l'universo di Batwoman e Soul Eater. Una misteriosa strega appare improvvisamente nella città di Gotham, lasciando dietro di sé una scia di morte. Sta a Batwoman scoprire qualcosa sul suo misterioso passato, cercando di cont...
