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Iniziai a correre senza una meta precisa, fin quando non mi fermai per riprendere fiato.

Una moto inchiodò al mio fianco e quando il conducente si levò il casco rivelò il volto di Jungkook, sudato, agitato e bellissimo.

- Dov'eri idiota? Sono ore che ti cerco. Non rispondi al cellulare, a casa non c'eri,  che cazzo hai fatto?

Da quando sa dove abito?

- Jungkook...

- Bah lascia perdere, salta su.

Mi lanciò un casco e dopo averlo messo, salii sopra la moto.

Si era preoccupato, a modo suo, ma lo aveva fatto. Ero felice e infondo mi era mancato, gli iniziai ad accarezzare i pettorali da dietro. Ma la mia felicità cessò quando, fermi al semaforo, lui scostò la mia mano dal suo petto, impedendomi di continuare.

* * *

- Jungkook sei arrabbiato con me?

- Madonna quanto urli, lasciami stare.

- Jungkook ...

Cercai di abbracciarlo ma lui mi bloccò le braccia.

- Taehyung no.

- Cosa no?

- Non puoi innamorarti di me.

Mi lasciai cadere sulle ginocchia. Quindi mi ero illuso di nuovo. Quindi tutte quelle attenzioni non valevano niente? Allora perchè lo faceva?

Le lacrime iniziarono a irrigare il mio volto.

- J-Jungkook.

Mi alzai nuovamente in piedi e andai verso la porta.

- Puoi impedirmi tutto quello che vuoi ma non puoi impedirmi di starti vicino.

Girai il pomello della porta di quella grande casa, che puzzava di solitudine e iniziai a correre fin quando non venni preso e tirato indietro per un braccio.

Delle grandi mani mi afferrarono le spalle e mi voltarono indietro. Vidi Jungkook con il volto ancora sudato, con il pollice mi asciugò le lacrime per poi sussurrarmi uno dei suoi

- Vai al diavolo Taehyung.

Le sue mani, già situate sul mio viso, mi tirarono a se per poi costringermi a poggiare le mie labbra sulle sue in un bacio estremamente bisognoso.

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