-Park Chohee
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"Come ci si sente ad essere tornata in facoltà dopo così tanto tempo?" mi chiese Jongdae una volta salita sulla sua vespa.
Tra pausa primaverile e alcuni imprevisti era passato molto da quando non tornavamo a scuola.
Mi sembrava tutto così nuovo ma la monotonia si stava facendo risentire.
La grande salita prima del cancello di entrata era alta, ma superarla con il motorino fu come bere un bicchier d'acqua.
"Sembra irreale" dissi sorridendo.
Avevo cominciato a prendere peso e questo mi piaceva, anche se comunque rimanevo in un certo limite.
Gli alberi avevano ormai dato i loro frutti, l'estate era vicina e io avevo 4 esami da dare..
Più ci pensavo più avevo voglia di strapparmi i capelli.
Mi ero ripromessa un miliardo di volte che ce l'avrei fatta a farli tutti prima dell'estate ma come ogni anno finivo nella stessa situazione.
Camminavamo tra i corridoi ed alcuni occhi erano puntati sulle mia mano destra, che teneva ben stretta quella di Jongdae, il quale con noncuranza camminava dritto senza guardarsi alle spalle.
Girato l'angolo per raggiungere la segreteria ma degli uomini vestiti in nero usciti proprio di li mi indicarono e subito dopo iniziarono a correre per raggiungermi.
Mi sembrava essere tutto così bello, ma me lo aspettavo.
Mi aspettavo che un giorno sarebbero arrivati a prendermi con la forza.
Jongdae li aveva già notato da tempo e si era imbambolato davanti a loro, con gli occhi sgranati e le labbra socchiuse, ci sarebbe potuta passare un ape ma lui non se ne sarebbe comunque accorto.
Senza pensarci due volte strinsi più forte la presa della sua mano e cominciai a correre verso l'uscita.
Dovevamo correre via di lì a qualunque costo.
La faccia di Jongdae era paralizzata, come il resto del suo corpo, farlo correre fu un'impresa ma ci riuscii.
"Sono amici di tuo padre?" chiese una volta tornato in se, eravamo fermi dietro un paio di cassonetti alla destra dell'entrata e stavamo aspettando che tutte quelle masse di muscoli andassero via.
"Se li vuoi chiamare amici fai pure" dissi con il fiato in gola, avevo paura di quegli uomini tanto quanto avevo paura di mio padre e del fatto che mi avesse trovato.
Una volta andati via tirai un respiro di sollievo, mi sentivo vicina alla morte.
Sicuramente adesso avevano scoperto dove abitavo e l'unico modo per salvarmi era prendere il motorino di Jongdae e correre a casa per nascondere le mie cose.
Era già abbastanza che mio padre fosse venuto a sapere che studiavo in un'università d'arte figuriamoci se avesse scoperto che vivevo con due uomini.
"Jongdae le chiavi, dammi le chiavi del motorino"
Chiesi velocemente porgendogli la mano.
Non avevo una patente ma lui mi aveva insegnato a guidare, figuriamoci se mi avrebbero fermato.
Se avessi chiesto a lui di guidare sarebbe stato il viaggio più lungo della mia vita.
"T-ti accompagno io" disse con voce tremolante mentre usciva le chiavi dalla tasca.
Di scatto le presi e iniziai a correre verso il parcheggio mentre Jongdae si mise in piedi e iniziò a rincorrermi.
Mi gridava qualcosa contro, potevo sembrare necrotica agli occhi di tutti ma avevo bisogno di fare tutto il più veloce possibile.
Accesi il piccolo motore e mi sentii sprofondare, girata Jongdae mi mise con forza il casco che avevo dimenticato e poi disse "almeno lasciati accompagnare"
La scena che si presentò davanti a noi appena arrivati non era delle migliori.
Ci avvicinammo alla porta e subito notammo che era socchiusa, qualcuno era in casa e il panico iniziava a salire lentamente nel mio stomaco.
Avevo la mente in subbuglio e lo stomaco era in guerra, avvicinai le mie mani tremolanti alla maniglia che rispecchiava il mio volto.
Gli occhi leggermente spalancati e la bocca serrata.
Entrambe le sopracciglia riuscivano a toccare il cielo per quanto erano alte.
La aprii lentamente e prima di entrare mi girai verso Jongdae che con la mano mi fece segno di entrare.
Quasi sulle punte dei piedi camminavo lentamente e silenziosamente.
Di soprassalto un Jongin sudato uscì dal bagno correndo e indossando solo un accappatoio blu.
"Hai visto entrare qualcuno, la porta è socchiusa?"
Chiesi a bassa voce sperando in una risposta negativa, magari accompagnata da un 'no l'ho dimenticata io' o qualsiasi altra scusa che avrebbe smentito la mia teoria.
"C'era la porta aperta? Non lo so io ero sotto la doccia" rispose tranquillo.
Sentimmo un grosso tonfo dal piano di sopra, o come sarebbe meglio precisare, dalla mia camera.
Tutte le mie paure riaffiorarono e la mano ripresento a tremolare.
"Andate voi di sopra a controllare" dissi aspettando che i maschi di casa salissero la scalinata che si trovava alla nostra destra.
Ribatterono ma alla fine ci andarono e una volta aperta la porta Jongin tirò un grido acuto e un cucciolo di Beagle uscì correndo e spaventato dalla stanza.
"Cosa diamine ci fa il cane di Jiu qui!!" Esclamò il ragazzo mezzo nudo mentre scendeva le scale, pronto per afferrare il cane dal guinzaglio, che aveva ancora al collo.
"Fermo! Non gli fare del male!"
Esclamò una ragazza che uscì dalla mia stanza.
Ero sicura fosse quella famosa Jiu, riconoscevo la sua voce assordante...
Cosa ci facesse in camera mia e come fosse entrata per noi tre era un mistero che sbalorditi ci guardammo negli occhi con la bocca aperta.
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Per favore continuate a mettere stelline e commentare.
Scrivere nuovi capitoli per me è sempre un problema perché ci tengo alle descrizioni alle parole giuste che a fine capitolo sono così stanca di leggere e rileggere che non controllo gli errori.
Conosco benissimo i miei errori di punteggiatura quindi vi prego di non odiarmi, una volta finita la storia la rileggerò per poi aggiungere e sistemare ogni particolare.
Vogliatemi bene anche se ci sono più di 40 gradi all'ombra e vi state sciogliendo proprio come me
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LITTLE GIRL :|| chen/kai
Fanfiction"Qualsiasi cosa potrà cambiare ma molto probabilmente resterà tutto per sempre uguale.„ --- Troppi problemi d'amore, troppi intrighi... lavoro? amore? dipendenza? nessuno lo saprà mai... Due port...
