II

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Ok, nuovo capitolo
Devo ammettere che mi piace come
sta uscendo la storia.
In questo capitolo mi ha dato una mano MartinaMacirella , una mia amica.
Buona lettura.

🍀🍀🍀

Avevo appena aperto gli occhi e tutto mi sembrava un miraggio.
Le pareti bianche, l'odore dei cornetti appena cotti, i raggi del sole che sbucavano dalla finestra aperta, le tende di una morbida seta che ballavano nella stanza , la sinfonia del pianoforte suonata da mio fratello e la voce autorevole di mio padre che mi richiamava dal piano di sotto.
Abbassai lo sguardo su di me e un piccolo lenzuolo copriva solo le mie gambe, non indossavo più i soliti vestiti ma una camicia da notte di un dolce velluto rosa.
Mia mamma entrò dalla porta portandomi la colazione su un vassoio.
Mi poggiò la mano sulla fronte pensando che fossi malata e lasciò la colazione sulla scrivania uscendo dalla stanza.
Una piccola folata di vento mi sorprese , era un vento freddo ma tutti ciò mi sembrò molto strano, in una giornata estiva, come poteva un vento gelido colpirmi i piedi ?
E poi d'un tratto spalancai gli occhi, ciò che mi sembrava un miraggio, lo era per davvero.

Mi guardai attorno e notai che il sole era già sorto, ero in ritardo, dovevo correre alla piscina comunale prima che i corsi di nuoto iniziassero.
Feci cadere le foglie dalla panchina e mi alzai stropicciando gli occhi.

Iniziai a correre verso l'entrata posteriore della piscina cercando la parte del cancello rotta.

Entrai negli spogliatoi e iniziai a svestirmi, poggiando i miei vestiti sulla panca e infine prendendo il bagnoschiuma, una volta sotto la doccia attivai il getto d'acqua calda,iniziando a lavarmi.

Entrai nello spogliatoio e usai un asciugamano più o meno grande che era piegato in un armadietto per coprirmi, poi mi sedetti su una panca e i pensieri si rifecero vivi.

Mi mancava essere svegliata tutte le mattine dal dolce suono che mio fratello mi regalava appena sveglio, mi mancava la voce di mia madre che invece di mandare le cameriere per chiamarmi lo faceva personalmente, ma infondo se avessi continuato a vivere in quella casa, credo che i miei sogni non si sarebbero mai realizzati.

Mio padre voleva che io studiassi economia aziendale per portare avanti la sua azienda, ma in realtà io non ci tenevo molto e sapevo che quella strada sarebbe stata intrapresa da mio fratello e so anche che se avessi scelto io di studiare in un altra Università avrei portato ancora più litigi in famiglia, e io non volevo tutto ciò.

Alzarmi tutte le mattine sapendo che ciò che davvero volevo per me non sarebbe mai accaduto, mi faceva davvero male al cuore e ogni volta che vedevo mio padre mi sentivo in colpa dei miei pensieri riguardo l'idea di abbandonare la mia casa, in cui sono cresciuta, ma che in futuro verrà ereditata da mio fratello.

Iniziai a sentire alcuni rumori così di corsa cominciai a vestirmi e mi chiusi in bagno.
A quanto pare i corsi stavano per cominciare.
Una volta che finii di vestirmi presi l' asciugamano lo piegai, lo poggiai sulla panca e infine iniziai a correre verso il cancello per andare in facoltà senza fare ritardo e soprattutto senza farmi scoprire.

Di corsa girai l'angolo e di mia grande sfortuna alcuni guardiani mi videro e iniziarono a correre verso di me, spaventata mi girai e iniziai a correre all'interno degli spogliatoi, poi una mano mi bloccò.

Mi stava trattenendo tenendo una mano sulle mie labbra e infine mi spinse contro un muro.
I guardiani ci passarono d'avanti e lui tirò un sospiro di sollievo.

In realtà non sapevo come comportarmi in situazioni del genere , così tolsi la sua mano dalla mia bocca e girandomi verso di lui lo ringraziai abbassando leggermente il capo.

Poi ricominciai a correre per arrivare all'Università.
In realtà il viso del ragazzo mi sembrava quasi conosciuto.

Forse il viso di qualche passante che avevo analizzato, oppure semplicemente un compagno di facoltà, ma la domanda più importante era cosa ci facesse là.

Quello era il lato degli spogliatoi femminili, e lui era sbucato da lì per bloccarmi... Mi sembrava tutto così perfettamente strano.

Arrivai in facoltà e mi diressi verso gli armadietti prendendo il mio materiale per correre poi in aula, 'lezione di storia dell'arte' ascoltai la lezione in modo diverso dal solito.
Pensavo in continuazione dove avrei mai potuto incontrare quel ragazzo.Stavo per andare fuori di testa.

"Bene ragazzi, dopo date i vostri lavori a
Kim Jong-dae, non accetto scuse tutti quanti entro le 17 dovrete darli a lui e infine lui li porterà a me.
Buona giornata" disse il professore prima di uscire dall'aula.

Il ragazzo mi passò d'avanti e mi tese la mano, li passai la mia tesi e lo guardai in viso, ero lo stesso ragazzo di prima, lo stesso che avevo incontrato in piscina.

"Ci si rivede" disse sorridendo.

"Già" dissi quasi imbarazzata, alla fine presi tutti i libri e uscì dall'aula, vicino alla porta c'era
Kim Min-seok , un amico di vecchia data che mi stava aspettando.

"Come è andata sta notte?" Mi chiese quasi preoccupato.

"Credo bene, non è successo nulla,tranne lo stesso sogno" risposi iniziando a camminare.

"Secondo me dovresti tornare a casa, tua madre mi chiama ad ogni ora, del giorno e della notte,per chiedermi come stai, e se può passarmi nuovi vestiti dato che usi questi da un po' " In realtà si, da quando sono scappata di casa Min-seok mi ha sempre aiutato facendo da ponte, mi portava i vestiti che mia madre gli dava e ogni tanto mi portava a mangiare un po' di noodles al mini market , sempre meglio dei pomodori.

"Va bene, adesso io vado ci vediamo più tardi" gli dissi sorpassandolo.

"Vuoi mangiare del ramen?" Mi gridò alle spalle, feci segno di sì con la testa rigirandomi e poi corsi nell'aula di chimica per la seconda lezione.

🍀🍀🍀

Rivolto a chi non sa i veri nomi
dei protagonisti della storia: Kim Jong-dae è Chen
cantante del gruppo Exo (boy-band coreana)
mentre Kim Min-seok è Xiumin
cantante della stessa band.
Mettete una stellina è un commento ehhhh..
al prossimo capitolo!!

LITTLE GIRL :|| chen/kai La tua prossima ossessione. Scoprilo ora