Adesso torniamo al solito punto di vista della protagonista, quindi di Cho-hee, buona lettura.
Park Cho-hee
🍀🍀🍀
Non avevo mai detto a nessuno del mio problema alimentare.
Nessuno mi aveva mai chiesto se volessi essere aiutata, in qualsiasi cosa, prima di quella settimana.
Ero passata dall'essere un barbone ad una ragazza, apparentemente normale, con dei nuovi amici.
Consideravo già Jongdae e Jongin come miei amici.
Soprattutto il primo, dopo avermi conosciuta come semplice compagna di sede universitaria e dopo aver scoperto che ero invece una specie di senzatetto che dormiva sulle panchine dei parchi, ha deciso di aiutarmi invece di sparire nel nulla.
Non sapevo cosa gli fosse passato nella mente,
Perché aiutare proprio me?
Ma gliene ero grata.
E adesso anche Kai aveva deciso di aiutarmi su qualcosa a cui nessuno aveva mai dato conto.
Ero diventata ormai anoressica dato che non mangiavo quasi più, lui sembrava così tranquillo mentre lo diceva, onestamente non mi ispirava molta simpatia.
Sicuramente se lo avessi semplicemente incrociato per strada lo avrei giudicato come playboy o badboy dato il suo modo di fare.
Ma non era così, o per lo meno, forse lo era ma aveva comunque un cuore con cui amava e un cervello con il quale pensava.
Quella proposta mi aveva allettato.
Se avessi risposto di sì lui mi sarebbe stato d'aiuto dandomi la possibilità di tornare ad essere una ragazza normale se così si può dire.
Credo di aver quasi assunto la faccia da demente.
La bocca era leggermente aperta e gli occhi sgranati.
Sentivo di essere felice e sorpresa assieme.
Lui continuava a guardarmi cercando di cogliere ogni particolare della mia reazione, e per un istante sorrise.
Io cercai di tornare il più seria possibile posai le mie bacchette al lato del piatto e lo guardai dritto negli occhi.
"Va bene" dissi per poi farmi scappare una piccola lacrima.
Forse poteva sembrare strano ma per me era come se il mondo si fosse ribaltato.
Stava andando tutto come volevo.
Tutto filava liscio come l'olio.
Non riuscì a controllarmi mi alzai in piedi e anche se lui era ancora lì seduto che scrutava i miei movimenti io lo abbracciai.
Non ero mai stata così schietta con nessuno, soprattutto con un ragazzo, ma in quel momento mi venne dal cuore.
Ero felicissima e quello era l'unico modo per fargli capire quanto gli ero grata.
"Grazie" dissi infine staccandomi da quello strano abbraccio, poco dopo si sentì il rumore della serratura, sicuramente Jongdae stava tornando.
"Non dire nulla a lui" disse velocemente Jongin con un tono di voce leggermente strano.
Feci come mi disse così mi sedetti al tavolo e continuai a mangiare.
Poco dopo Jongdae entrò in casa, fiondandosi come un razzo in cucina.
"Jongin abbiamo problemi" disse in fretta e furia.
Lui di scatto alzò la testa verso l'amico e ancora con del ramen in bocca si alzò dalla sedia e lo seguì.
Tutto successe così velocemente che mi venne quasi spontaneo di correre per seguirli.
Tutti quanti ci affacciammo alla finestra che dava sulla strada.
Io non notai nulla di così scandaloso o comunque qualcosa che avrebbe potuto far rimanere Jongin di sasso.
Mentre loro sembravano scandalizzati.
Kai aveva le mani nei capelli e sussurrava qualcosa a se stesso mentre Jongdae cercava di tranquillizzarlo dandogli alcune pacche sulla schiena.
"Ma cosa sta succedendo?" ero diventata ormai così curiosa che le parole uscirono da sole.
"Le vedi quelle ragazze?" Mi chiese Jongdae indicando due ragazze che erano d'avanti al portone di casa.
"Si" dissi ovvia.
Pensa che io sia cieca o qualcosa del genere?
"Beh sono le ex giovedì e venerdì del nostro Don Giovanni" disse Chen ridendo della sua battuta.
"Jongin un Don Giovanni? Divertente" dissi iniziando a ridere.
"Ohh insomma non ridete, aiutatemi"
Appena finì di pronunciare quella frase il campanello suonò, erano sicuramente loro, al che Jongin si mise a gridare correndo verso la camera da letto per poi nascondersi al di dentro.
"Quindi i miei occhi ci avevano visto bene? È davvero un playboy" dissi iniziando a ridere mentre guardavo Jongdae.
"Sei mica una veggente" disse lui iniziando a ridere.
"Dovremmo aiutarlo?" Chiesi continuando a ridacchiare.
"Sarebbe il caso ma non mi va" disse Jongdae andando al citofono.
"Chi è?" Chiese con una voce apparentemente tranquilla.
"Siamo delle amiche di Jongin lui è lì?" Chiese una delle due.
Jongdae si girò verso di me nascondendo il citofono sul petto, mi squadrò da capo a piedi e poi rimise il citofono sull'orecchio.
"Mi spiace in questo momento è con un'altra ragazza" disse iniziando a ridacchiare in silenzio per non farsi sentire dalle due ragazze.
Io capendo la frase mi allarmai.
Mi avvicinai a lui e gli diedi alcuni calci sui polpacci.
Iniziando a sussurrargli di smetterla.
Poi lui attaccò il citofono e iniziò a ridere come un malato.
Posso finalmente dire che dopo tutto questo tempo iniziavo a divertirmi come una volta.
Poi tornò serio "cosa hai fatto?" Mi chiese fulminandomi.
Cosa avevo fatto?
"Cosa erano tutti quei calci?" Chiese serio.
"Ahh.. Que-" mi prese per i fianchi e di peso mi mise sulla sua spalla portandomi in camera da letto dove Jongin si era nascosto.
Poi mi buttò sul letto," non vi avevo neanche detto di fare come a casa vostra" disse iniziando a ridere per poi uscire dalla camera chiudendo la porta e mettendosi di peso da fuori per non farci uscire.
La casa era sua, ma non aveva ancora capito che le porte si aprivano dal lato delle camere.
Sussurrando lo dissi anche a Jongin e di soppiatto ci avvicinammo alla porta.
La aprimmo al suo tre e ci ritrovammo la testa di Jongdae sui piedi al che iniziammo tutti a ridere come se avessimo bevuto dell'alcol di prima mattina.
🍀🍀🍀
Capitolo finito.
È una merda ma spero lo stesso che ci sia piaciuto.
Non so come mi sia venuta l'idea dell'ultima scena per finire il capitolo,
ma va beh scherzi a parte.
Mettete una stellina e un commento e ci rivediamo al prossimo capitolo.
[sembra di stare su YouTube ma fa nulla]
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LITTLE GIRL :|| chen/kai
Fanfiction"Qualsiasi cosa potrà cambiare ma molto probabilmente resterà tutto per sempre uguale.„ --- Troppi problemi d'amore, troppi intrighi... lavoro? amore? dipendenza? nessuno lo saprà mai... Due port...
