Alle cinque e mezza del pomeriggio, tutto quello che avevo comprato era una stecca di cioccolato da portare a Draco per la cena. Forse il mio gesto era stato guidato dal senso di colpa, o dalla fame... in entrambi i casi, sapevo che il biondo avrebbe apprezzato. "Questo pomeriggio non ci sarebbe dovuta essere una riunione di famiglia?" Chiesi ad un certo punto, mentre spulciavo tra le cianfrusaglie dello stesso negozio in cui Adhane aveva adocchiato i due braccialetti.
"È questo il motivo per cui non sono venuto a pranzo. Sai... fingere di star male funziona sempre in questi casi." Ammise facendomi un'occhiolino, al quale io risposi spintonandolo leggermente. "E io che credevo mi stessi evitando..." Borbottai con l'intenzione di non farmi sentire. Fatica sprecata, dato che il ragazzo era sparito dal mio fianco, quindi sarebbe stato impossibile per lui ascoltare le mie parole.
Non mi diedi la pena di cercarlo, approfittando della sua assenza per continuare a cercare dei regali decenti per la famiglia Malfoy, che mi ospitava in casa sua da anni. Optai per un orologio da taschino per Lucius, un portagioie per Narcissa e un piccolo mappamondo in legno per Aries.
"Vedo che la mia assenza ti ha dato l'ispirazione." Adhane spuntò alle mie spalle, facendomi spaventare anche se non lo diedi a vedere.
"Sì, tu mi stavi distraendo." Mormorai senza rifletterci troppo sù, ma quando mi accorsi che forse le mie parole potevano essere interpretate nella maniera sbagliata, mi affrettai a dire qualcos'altro.
"Mi manca ancora il regalo per Draco... e per te, presumo."
Dissi, facendo finta di essere particolarmente interessato ad uno dei tanti oggetti davanti a me, anche se in realtà stavo solo dissimulando il mio imbarazzo. "Per me non saprei, ma per Draco ci ho pensato io." Ammise mostrandomi una bustina di carta, all'interno vi erano un paio di scatoline nere. Osservai Adhane, confuso dalle sue parole. "I braccialetti coordinati." Spiegò, lasciandomi interdetto. "Cosa? Li hai comprati tu?" Chiesi senza capire, lui annuì. "Pensavo fossi troppo orgoglioso per farlo così sono andato a prenderli io, ma non ti preoccupare Potter, poi i soldi me li faccio dare da te." Fece solare, ridacchiando sotto i baffi, come se il suo fosse stato uno scherzetto di poco conto.
Io a dirla tutta, stavo pensando se prendere la palla al balzo e utilizzare quello come regalo, o andare alla cassa e cambiare l'oggetto.
Come avrebbe reagito Draco a vedere quei bracciali? Dopo il nostro scambio di effusioni lo avrebbe sicuramente interpretato come una proposta, ed io non ero decisamente pronto ad un risvolto del genere. "Facciamo così. Se accetti di regalare questo a Draco, potrai evitare di farmi un regalo." Mi propose, riservandomi un sorrisetto sghembo che non prometteva nulla di buono. "Come mai ti interessi tanto a questa faccenda?" Mi alterai, non riuscendo a non essere un po' infastidito dal suo spronarmi a fare un passo avanti con Draco. "Conosco mio cugino, Harry. Sarebbe felice di avere quel regalo." Disse con sicurezza. Vacillai per un attimo.
"È un braccialetto, non una proposta di matrimonio." Continuò, forse vedendo il mio essere titubante. Sbuffai. "Andiamo a pagare questa roba, si sta facendo tardi." Dissi soltanto,Adhane sorrise soddisfatto.
Era così dolce mentre sorrideva...
Mi diedi uno schiaffo sulla guancia destra e seguii il ragazzo verso la cassa per pagare.
"Dimmi la verità. Lui ti piace?" Chiese alzando le sopracciglia in modo eloquente, quando uscimmo dal negozio con le buste alla mano. Fuori era ormai buio, anche se guardando l'orologio mi accorsi fossero soltanto le sei. "Andiamo a Diagon Alley, torniamo con la polvere volante." Risposi, guardando il cielo ed eludendo volutamente la sua domanda. Adhane si strinse nel suo cappotto e fece quel che avevo chiesto, limitandosi a seguirmi in silenzio. Si era reso conto di aver osato troppo con la sua domanda, e stava tentando di recuperare, rimanendosene a qualche passo di distanza da me, docile e mansueto come un animaletto da compagnia. Dovevo ammettere che anche questo suo lato comprensivo non era niente male. Entrammo al paiolo magico e attraversammo il muro che portava a Diagon Alley, alcuni maghi gironzolavano per le strade, ma nessuno sembrava far caso a noi, come fossimo stati invisibili.
I negozi erano prevalentemente bui e serrati, e solo pochi sembravano svolgere le proprie attività. Uno tra questi era il negozio dei gemelli Weasley. Lo avevano aperto pochi mesi prima, dopo aver lasciato la scuola con un addio da far paura. L'ultimo giorno dell'anno prima, avevano fatto scoppiare in ogni classe centinaia di fuochi d'artificio, per poi concludere il tutto con uno spettacolare spettacolo pirotecnico nell'atrio del castello, dove tutti si erano riuniti dopo aver evacuato le aule. Era stato in quel momento che i due si erano conquistati la mia piena simpatia. Senza neppure avvertire Adhane, entrai nel negozio a passo spedito. "Ehilà Harry Potter." Mi accolse uno dei due gemelli. "Visita ai quartieri poveri?" Chiese l'altro. Alzai gli occhi al cielo e li guardai male. "Non dovreste essere educati con i vostri clienti?" Chiesi non riuscendo a trattenere un sorrisetto ironico. "Allora sei qui per comprare." Mormorarono insieme i due. Io annuii.
"Un pacchetto di pasticche vomitose e uno di fondenti febbricitanti." Ordinai. I due ragazzi si guardarono per un attimo, forse sconvolti dal fatto che stessi davvero comprando della merce nel loro negozio, poi però si adoperarono per prendere ciò che avevo richiesto. Pagai e me ne andai, evitando di commentare o di ringraziarli per il loro servizio. Adhane, rimasto fuori ad aspettarmi, rimase nuovamente in silenzio mentre riprendevamo il nostro cammino; solo quando fummo nuovamente a casa, usciti dal camino della cucina, sotto lo sguardo sorpreso della cuoca di famiglia, aprì bocca.
"Tu non ci hai visti qui." Disse rivolto alla povera signora, che ancora se ne stava con il coltello a mezz'aria e la faccia contratta in una smorfia di paura. Sentendosi rivolgere la parola, parve però risvegliarsi, annuendo con forza per poi abbassare il capo in una sorta di riverenza. Il tono di Adhane era stato talmente brusco che persino io avrei abbassato il capo se non fossi stato dalla sua parte. Era la prima volta che lo sentivo parlare in quel modo, e pensai che probabilmente avrei voluto evitare di sentire altre volte quel tono...
Uscimmo dalla stanza e ci avviammo nell'ala a noi riservata. "Tieni." Dissi prima che le nostre strade si dividessero, sul pianerottolo che ospitava entrambe le nostre stanze. Adhane prese il pacchetto che gli stavo porgendo e ne osservò il contenuto. "Cosa sono?" Chiese analizzando con aria critica le scatoline all'interno della bustina.
"Nella mia scuola le chiamiamo merendine marinare. Simulano alcune malattie. Sai...fingere di star male funziona sempre." Gli dissi, facendo riferimento alla stessa frase che lui stesso mi aveva rivolto quello stesso pomeriggio.
"Buon Natale, Adhane." Dissi sorridendogli, per poi andarmene via, approfittando del suo essere preso alla sprovvista. Sentivo il suo sguardo pizzicarmi sulla nuca, eppure il ragazzo non accennò a seguirmi, mentre io affrettavo il passo. Una volta in camera mia -che dovetti aprire con l'aiuto di un elfo domestico, dato che l'avevo chiusa dall'interno-, mi assicurai di nascondere i regali in uno dei cassetti ampi dell'armadio in mogano.
Avrei voluto buttarmi sul letto e rilassarmi, ma se solo mi fossi appoggiato su quel magnifico materasso, ero convinto che mi sarei addormentato, così afferrai la stecca di cioccolato che avevo comprato per il mio migliore amico e mi trascinai al nostro covo.
Lui era già lì, spalmato sul divano della sala principale, con una bibita tra le mani. Sorrisi e mi lanciai su di lui, stendendomi comodamente sul suo corpo, senza ascoltare i suoi lamenti.
"Ma quali problemi ti affliggono!" Mi urlò il biondo, cercando di farmi cadere dal divano, con scarsi risultati. "Vorrei saperlo anche io, Dray." Mormorai io in risposta, rimanendo del tutto indifferente ai suoi tentativi di dominio sul divano. Ci vollero esattamente cinque minuti di resistenza prima che il mio migliore amico si arrendesse alla mia presenza e mi lasciasse in pace. "Ti ho portato questa." Dissi sbattendogli la cioccolata sulla testa. Per mezzo minuto rimase in silenzio, così fui costretto ad alzare gli occhi verso di lui. "Mi avevi detto che andavi a dormire..." Rifletté guardandomi con i suoi occhioni grigi. Imprecai contro me stesso. Non avevo pensato al fatto che portando un pensierino dalla mia scappatella, avrei potuto rovinare il mio alibi. "Beh, ho mentito." Sbuffai, riprendendomi la stecca e stingendola al petto, come un bimbo capriccioso. "Dove sei stato? Credevo di averti chiesto di non allontanarti da me." Disse severo.
"Dovevo fare i regali di natale." Mi giustificai. Draco sbarrò gli occhi.
"Mi stai dicendo che te ne sei andato a spasso per Londra da solo? Senza che nessuno lo sapesse?"
D'un tratto mi sentii piccolo piccolo, ma il mio orgoglio era così grande da sovrastare il resto. Mi alzai dal divano e lanciai la cioccolata su Draco, con violenza. "Mi sembra di averti già detto che non sei tu a decidere quello che posso e non posso fare, Dray." Dissi tra i denti.
"Avevi promesso che mi avresti dato retta, Harry." Anche Draco si alzò, standomi addosso con tutta la sua presenza. "Come posso darti retta se non mi dici nemmeno per quale motivo ti comporti così?" Chiesi, allora, frustrato. Draco aprì la bocca come se avesse intenzione di replicare, ma da essa non uscì alcun suono. "Quando sarai in grado di raccontarmi le cose come stanno, mi troverai nella camera degli ospiti." Dissi con freddezza. Draco rabbrividì, colpito dalla durezza della mia affermazione. Avevo sempre chiamato quella stanza con l'appellativo di 'camera mia' e in quel momento, considerandola soltanto come una stanza degli ospiti, era come se avessi alzato un alto muro di cinta intorno a me. "Buonanotte, Draco." Mormorai poi, allontanandomi da lui, scandendo ogni passo con un pensiero sempre più negativo, fino a quando, arrivato nella mia stanza, non raggiunsi il limite della sopportazione. Mi stesi sul letto e gridai con la faccia schiacciata nel cuscino, per poi addormentarmi esausto.
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Double Trouble || Drarry
Fiksyen Peminat"[...] Serpeverde!" Annunciò a gran voce il cappello, un sospiro di sollievo mi uscì dalle labbra e un sorriso mi affiorò al viso come un istinto irrefrenabile. Saltellai giù dagli scalini e mi precipitai al tavolo Serpeverde, tra le braccia del bi...
