Sentivo i muscoli delle gambe tirare, ma non era il momento di pensarci. Dovevo arrivare in fretta alla stanza delle necessità. Non avevamo molto tempo. Accelerai il passo, sfidando il jeans attillato che indossavo. Avevo indossato la prima cosa pulita che mi era capitata a tiro, ovvero un jeans scuro e una maglietta a collo alto nera, ignorando il fatto che potesse essere più scomoda della divisa di Quidditch. Sospirai e continuai a camminare, tenendo stretto al petto il cambio che avevo portato a Draco. Ovviamente nemmeno per lui mi ero applicato nella scelta degli abiti, limitandomi a prendere una felpa e un pantalone dal suo armadio. D'altra parte il mio ragazzo era capace di sembrare un Dio greco anche con un sacco di iuta sulla testa, quindi... ''Credevo avessi deciso di dartela a gambe, Sfregiato.'' Alzai gli occhi al cielo, avvicinandomi al Malfoy, che mi stava aspettando. Chissà per quale motivo, adesso che ero accanto a lui, tutta l'ansia che avevo accumulato nei dieci minuti precedenti, si stava dissolvendo come per magia. Era questo l'effetto che Draco Malfoy aveva su di me. Riusciva a farmi sentire al sicuro in ogni occasione. Sorrisi, lanciandogli i vestiti addosso, fintamente offeso per la sua scelta di parole. ''Te lo avevo detto che andavo a prendere il cambio, no?'' Lo rimbeccai dolcemente. Lui annuì. ''Andiamo, ci stanno aspettando tutti.'' Avvisò, voltandomi le spalle per dirigersi verso il muro davanti a noi. Aspettai che la porta comparisse davanti a noi, respirando a fondo per rallentare i battiti del mio cuore. Fui tentato di prendere per mano Draco, ma mi costrinsi a non farlo. Non perchè provassi vergogna nella nostra relazione, ma perchè avevo bisogno di sentirmi forte da solo. Draco abbassò la maniglia e spinse la porta, esponendoci ad un sommesso chiacchiericcio. Chiusi gli occhi per un istante, poi entrai. Mi sorprese vedere tutti quei ragazzi nella sala. Quando avevo chiesto ad Aries di radunare tutti, mi sarei aspettato una dozzina di persone, non una cinquantina. Avevo rimproverato Silente di aver sottovalutato il nostro potere, quando ero stato il primo a fare lo stesso sbaglio. Nella sala calò il silenzio, mentre la porta si chiudeva alle nostre spalle, e tutti prendevano a fissarci. Erano presenti quasi tutti i Serpeverde dal quarto anno in poi, per non parlare di ragazzi appartenenti ad altre case. ''Sono stata brava, non è vero?'' Si vantò Aries, tirandomi una gomitata nello stomaco. Blaise sorrise orgoglioso. Qualsiasi cosa facesse la sua ragazza, lui era lì a supportarla. Era meraviglioso sapere che anche io avevo una persona del genere al mio fianco. Di riflesso guardai Draco, che come a leggermi nel pensiero, appoggiò la mano sulla mia schiena, sorridendomi e mostrandomi in tal modo tutto il suo appoggio. ''Allora, qualcuno ci spiega perchè siamo qui?'' Chiese una voce dal gruppo. Non riuscii ad identificarne l'identità, ma mi sembrava parecchio agitata. Aggrottai le sopracciglia, poi feci un passo avanti. ''Credo che ognuno di voi sappia quali sono gli ideali della propria famiglia. Qui ad Hogwarts non ci siamo mai esposti, ma so per certo che tutti i presenti in questa sala fanno parte della stessa schiera.'' Dissi convinto. Ci fu un mormorio in risposta. ''Sta dicendo che tutti noi siamo figli di Mangiamorte, ottuso.'' Disse un ragazzo ad alta voce, mi voltai nella sua direzione, riconoscendo subito la sua voce. Era Theo, ed evidentemente stava rispondendo al commento silenzioso di qualcuno che gli stava accanto. Sorrisi grato del suo intervento, prima di continuare a parlare. ''Esatto. Tutti noi siamo figli di Mangiamorte. I nostri genitori stanno tentando di costruire un mondo nuovo, un mondo che sia alla nostra altezza, ma c'è qualcuno che vuole fermarli.'' Spiegai. Guardai i presenti uno ad uno, cercando di infondere in loro la stessa sicurezza che sentivo scorrere nelle mie vene. ''Quello che io ora vi chiedo è di combattere al mio fianco, non solo per aiutare i nostri genitori, ma soprattutto per assicurarci un futuro migliore.'' Continuai. Draco dovette capire le mie intenzioni, perchè la pressione della sua mano si fece maggiore sulla mia pelle. ''Qual'è il piano?'' Questa volta fu Pansy Parkinson a parlare. Non potei fare a meno di sorridere.
Attraversai la strada e mi guardai intorno, circospetto. A qualche metro da me, Draco stava camminando con le mani nelle tasche della felpa. Faceva freddo, eppure a nessuno dei due pareva importare. Non ci eravamo nemmeno dati la pena di prendere qualcosa di più pesante prima di andare via da Hogwarts. Passai avanti ad un paio di case prima di trovare il numero civico che stavo cercando. Seduto sul muretto antistante la palazzina, vi era un ragazzo con lo sguardo fisso sul marciapiede. Aveva la testa coperta dal cappuccio della giacca, affinché il viso risultasse nascosto. Misi la mano sopra la bacchetta, pronto a sfoderarla se fosse stato necessario, continuando ugualmente ad avvicinarmi. Fu solo quando fui a qualche passo dal muretto, che il ragazzo, sentendo il rumore delle mie suole che si scontravano con l'asfalto, alzò la testa di scatto. Sospirai di sollievo. ''Nene!'' Sbottai, alleggerito dal fatto che fosse lui. Draco mi raggiunse, salutando il cugino con un cenno del capo. ''Ammetto che mi ha sorpreso il fatto che tu mi abbia chiamato.'' Disse il moro, alzandosi in piedi per venirmi ad abbracciare. Tolse il cappuccio con un gesto repentino, facendo svolazzare al vento i capelli corvini. Per quanto fosse dura da smaltire per un egocentrico come me, Adhane sembrava sempre essere il protagonista di un film, sempre perfetto nei suoi abiti attillati così come nell'atteggiamento, mettendo me e persino Draco completamente in secondo piano. Lasciai che il suo braccio mi cingesse la vita, mentre lui mi avvicinava a sè, lasciandomi un bacio sulla guancia, sotto gli occhi truci del mio fidanzato. Ridacchiai imbarazzato, allontanandomi velocemente. ''Gli altri stanno arrivando.'' Borbottò Draco, più per spezzare il momento che per reale interesse. Insomma, era scontato che gli altri ci avrebbero raggiunto a momenti. Proprio in quel momento ci raggiunse la voce squillante di Aries. Sarebbe stata capace di chiacchierare amabilmente anche in una situazione di vita o di morte. Accanto a lei c'erano Blaise, Pansy e Theodore, mentre dietro di loro si ergevano Tiger e Goyle. ''Parli del diavolo...'' Fece Draco, indicando i nuovi arrivati. Da quando eravamo usciti dalla stanza delle necessità, era rimasto sempre in silenzio. Sapevo che aveva paura di dire qualcosa di sbagliato, così si limitava a seguirmi, mostrandomi il suo appoggio. Vidi Adhane fare un passo indietro, tenendo lo sguardo puntato verso il gruppetto in arrivo. Aveva gli occhi sbarrati e la bocca semi-aperta, come se avesse appena visto uno spettro. Stetti per chiedergli se ci fosse qualcosa che lo preoccupava, ma non riuscii a dire nulla, dato che una voce interruppe la mia. ''Geil!'' Per un attimo rimasi confuso, sentendo pronunciare quel nome da Theodore. Nessuno si chiamava in quel modo... a meno che... d'un tratto afferrai. Geil stava per Galen. Theo si stava riferendo di certo a lui, ma come mai? L'unica volta che quei due erano stati insieme era stato alla festa di natale, per quanto ne sapevo; allora perchè sembravano amici? ''Ehi Theo.'' Salutò Adhane a mezza voce, agitando la mano in aria, come a voler comunicare al diretto interessato di non avvicinarsi. Aggrottai le sopracciglia, sorpreso da quel siparietto. Non dovetti essere il solo ad accorgersene, però, dato che tutti si erano fermati a guardare la scena con curiosità mista a confusione. Adhane si grattò la nuca, spostando lo sguardo freneticamente su tutti i presenti, chiaramente agitato. Anche Theodore lo fissava, non sapendo come comportarsi, anche se ero certo di aver visto passare un'ombra di delusione sul suo viso. ''Bene, cominciate ad entrare. Draco vi farà strada. Io e Adhane aspettiamo che arrivino tutti.'' Dissi battendo le mani in modo che l'attenzione si spostasse verso di me, salvando così il mio amico dalla situazione nella quale si era cacciato. Draco mi fissò per un'istante interminabile. Mi stava comunicando, senza l'utilizzo della parola, che non aveva alcuna voglia di lasciarmi solo con suo cugino, ma che lo avrebbe fatto perchè si fidava di me. Annuii, rassicurandolo. D'altronde, a quanto pareva, il moro aveva altro a cui pensare...
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Double Trouble || Drarry
Fanfiction"[...] Serpeverde!" Annunciò a gran voce il cappello, un sospiro di sollievo mi uscì dalle labbra e un sorriso mi affiorò al viso come un istinto irrefrenabile. Saltellai giù dagli scalini e mi precipitai al tavolo Serpeverde, tra le braccia del bi...
