La casa del tesoro inarrivabile

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S'alzava furtivo il ladro
   a sera inizia un nuovo dì
a cercare un bel quadro
   di Picasso o di Dalì,
una statua di Pomodoro
   fors'anche un gioiello
un orologio tutto d'oro
   un collier o un anello;
bello il suo lavoro
   un po' notturno invero
ma ha il suo decoro
   ogni ladro sincero.
S'alzava dunque costui
   una sera tempestosa
a cercare una casa in cui
   rubar d'oro qualcosa:
sbadigliando a più non posso
   sorseggiava il suo caffè
con un po' di sonno addosso
   pensava a chi, come e perché;
"in questa casa ci son stato
   in quest'altra ancora no
in quella già son andato,
   dove rubar, ancor non so".
Presa in mano una cartina
   vie e case in fretta cercò
dove prima della mattina
   avrebbe rubato un po':
ne trovò una finalmente
   molto grande l'ha notata
una bella casa imponente
   con giardino e balconata;
mezz'ora dopo sul posto
   s'era già recato felino
ad aspettare che tosto
   dormisse ogni inquilino,
attese tutta la sera
   la cena, la tv e altro
e appena ognuno a letto era
   si mosse il ladro scaltro.
"Finalmente" costui sospirò
   "ora posso qui entrare
e speriamo che nel comò
   una collana possa trovare,
o forse del contante
   tanto denaro da contare
qualche gemma importante
   qualcosa da rubare";
un passamontagna indossò
   e i neri guanti mise
il cancello scavalcò
   e furbo fra sé sorrise.

Dopo qualche giorno
   al solito bar del corso
il ladro brontolava intorno
   ubriacandosi dal rimorso
e intanto bevve d'un fiato
   di whisky un bicchiere
un errore certo è stato
   parlò ad un carabiniere:
"io sono un ladro onesto
   rubo solo per campare
rubo quello, rubo questo
   rubo a chi mi pare
rubo un po' per ciascuno
   ma l'altra sera davvero
non ho rubato a nessuno
   e ne sono poco fiero:
in quella casa me ne stavo
   di notte a gironzolare
e in giro io cercavo
   qualcosa da intascare;
e quello che io trovai
   era, non saprei dire,
come non avevo visto mai,
   era bello da morire!
Tosto rimasi zitto
   a veder tanta bellezza
nel buio prima fitto
   spiccava in chiarezza:
era lì stupenda cosa
   ma non potevo toccarla
da guardar senza posa
   veniva di baciarla
non ebbi più parole
   m'avvicinai piano
bella come il sole
   bionda come il grano
bionde anche le curve sue
   sotto le lenzuola chiare
immaginai due occhi due
   e dolci pupille d'amare.
Gentili mani si celavano
   sotto un candido cuscino
delicate braccia s'adagiavano
   come quelle d'un bambino,
in lei nasceva un sorriso
   i respiri lenti si seguivano
io seguivo rapìto sul suo viso
   i segni dei sogni che venivano.
Avevo rubato nella mia vita
   tante cose incredibili
ognuna era con me partita
   anche le più imprendibili;
ma mai mi era successo
   di vedere qualcosa così,
bello come il mondo stesso
   e non poterlo avere costì,
piansi lacrime d'impotenza
   sospirai contro il mio cuore
come avrei vissuto senza
   da solo con il mio dolore."

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