27. Sacrifical victims.

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Nirvana's pov.

La mia mente non riesce a non tornare indietro a quel momento, a quei corpi morti stesi sull'asfalto.

Un padre con la sua piccola bambina.

Patrick e Annie si chiamavano.

Due vittime sacrificali.

Due vittime innocenti avevano preso il nostro posto.

Indegne.
Crudeli.

Ci eravamo salvate per l'ennesima volta e per l'ennesima volta eravamo state punite con altre due morti sulle spalle.

Quante altre vittime mieterà la nostra vita in cambio della vita di altri?

Adesso che Zayn è in pericolo tanto quanto noi, dare un volto a chi ci da la caccia è più difficile di quanto ci saremmo mai immaginati.

"Nir.." un sussurro alla mia sinistra, quasi nemmeno lo sento per quanto sono assorta nel pensare, nel ritornare indietro con la mente.

Tutto quel sangue sparso , per cosa?

Loro erano una famiglia, una famiglia felice. Meritavano di vivere.

Meritavano di avere una vita dignitosa.

Qualcuno si inginocchia ai miei piedi e la mia vista offuscata diventa più chiara e nitida.

Con il corpo sono presente ma con la mente non lo sono più da ore.

"Nir.. come ti senti?" Mi domanda Harry con lo sguardo più dispiaciuto del mondo.

Si sta odiando, si sta odiando per avermi fatto entrare nel suo mondo così sporco e cattivo.

Ed io vorrei tanto non sentire quel vuoto dentro di me mentre i suoi occhi verdi mi fissano.

"Non so più come mi sento Harry." Sussurro io sentendo l'ennesimo conato di vomito salire su per la gola.

Stringo i pugni e chiudo gli occhi cercando di trattenere la nausea.

"Non ci saremmo mai dovuti conoscere Nirvana. Questa è la verità. Io non avrei mai dovuto avvicinarmi a te. Eri troppo innocente, avevi troppa voglia di vivere ed io invece ti ho tolto tutto cazzo. Non riesco nemmeno più a guardarti. Come ti ho ridotta?"

Sento gli occhi pungere e le lacrime scendere giù per il viso.

Metto una mano sulla bocca per trattenere i singhiozzi ma non ci riesco.

Le sue parole fanno male.
Fanno male perché sono reali.

Nessuno vorrebbe una vita così incasinata, una vita così anormale, così piena di paure, ansie e morte.

"Mi dispiace tanto, non avrei mai voluto farti del male amore mio. Avrei dovuto proteggerti da me e invece ti ho buttato tra le mie braccia." Sussurra lui mentre le sue labbra raccolgono le mie lacrime.

Poso le mie mani sulle sue che stringono il mio viso.

Sento il mio respiro calmarsi e le mie lacrime hanno smesso di scendere.

Tiro su con il naso e apro gli occhi.

Lo sguardo sconfitto di Harry mi spezza il cuore e stringo di più le mani tra le sue.

"Smettila di darti colpe. Ci siamo buttati entrambi su questa storia ed io sono entrata con tutte le scarpe dentro la tua vita quando tu invece provavi ad allontanarmi." Dico io allungando una mano verso i suoi ricci scuri.

"Avresti dovuto ascoltarmi. Ma sei testarda." Dice lui con un piccolo sorriso sul viso, un sospiro esce dalle sue labbra ed io mi trovo un attimo dopo attaccata ad esse.

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