La caduta e l'alleanza

377 48 1
                                        

5

Oops! Questa immagine non segue le nostre linee guida sui contenuti. Per continuare la pubblicazione, provare a rimuoverlo o caricare un altro.

5

La caduta e l'alleanza

Buio. Qualcosa di duro sotto la schiena. Attorno solo oscurità, nera opprimente. E soprattutto dolore, cieco dolore. 

-Sono morto...?-  pensò con lucidità. Mosse le dita intorpidite e lentamente aprì gli occhi. L'azzurro del cielo era accecante. Ledah tentò di coprirsi con una mano, ma una lacerante fitta alla spalla attraversò ogni sua fibra, bloccando il braccio a mezz'aria: la ferita inferta da Airis pulsava.

-Quanto sono rimasto incosciente?- provò di alzarsi, ma il suo corpo a malapena rispondeva alla sua volontà. Mosse lentamente mani e piedi. Ogni muscolo gemette e dalle sue labbra uscì un grido: sembrava che ogni osso si fosse frantumato. Battè le palpebre un paio di volte per mettere a fuoco; davanti a lui si estendeva un lungo corridoio scavato nella terra, pieno di sassi ricoperti di muschio. "Un letto...un letto di un fiume..." prese un ramo che giaceva ai suoi piedi e con uno sforzo immane si tirò su. 

- Non ricordo che nelle vicinanze ce ne fosse uno- si chinò un attimo per toccare le pietre, ma un forte capogiro lo costrinse ad appoggiarsi alle pareti. Tentò di scandagliare i ricordi alla ricerca di un indizio, un nome che lo aiutasse a capire. Un qualcosa emerse dalle tenebre della memoria,un frammento di un passato dimenticato: Raal. Lui e Brandir, quando ancora la guerra non era arrivata a Llanowar, giocavano proprio vicino a questo fiume.

"Sono certo che l'ultima volta che ci sono passato era ancora in piena. Ma allora...cosa è accaduto qui?". Fece un passo, sempre tenendosi al bastone e alle pareti. Ricordava vagamente che stava combattendo quando c'era stata un'esplosione ed era stato avvolto da una luce abbagliante. Poi il nulla.   L'ombra di un albero si stagliava pigramente su di lui, concedendogli una tragua contro il sole cocente che gli batteva sulle spalle. 

"Sarò stato scaraventato contro quel tronco...e....e dopo essere caduto...avrò perso i sensi."Chiuse gli occhi e fece per portarsi la mano sinistra alla testa quando una nuova fitta di dolore lo investì. Guardò il braccio che aveva tentato di alzare: le vene erano tutte in rilievo ed era piegato in una posizione innaturale, troppo innaturale. "é rotto, maledizione..." Doveva uscire da lì e trovare un modo per medicarlo. Volse lo sguardo intorno, cercando qualcosa con cui issarsi. Poco distanti da lui, vide delle radici robuste che fuoriuscivano del terra. Cominciò a camminare barcollando, stringendo i denti più che poteva. Con quelle poche forze che gli rimanevano, si arrampicò su di esse facendo affidamento sull'unico braccio sano. Non sappe quantificare quanto tempo ci mise, ma non appena riuscì ad uscire si buttò sull'erba, sfinito. Un acre odore di bruciato lo avvolse. Tastò tutto attorno: qualunque cosa toccasse gli si sbriciolava tra le dita. Allarmato si tirò su a sedere e si diresse verso una sporgenza. Il cuore parve fermarsi nel petto e il bastone gli scivolò via di mano, cadendo lungo la parete rocciosa, fino a posarsi su quello che una volta doveva essere un cespuglio. Davanti a lui non si stendeva più una rigogliosa e florida vegetazione, ma una landa desolata e arida, piena di alberi che protendevano i loro rami al cielo, simili alle dita scheletriche dei martiri; i cadaveri carbonizzati di elfi, uomini e animali ricoprivano tutta la piana. L'aria era satura di morte. Il cielo era pieno di uccelli, corvi soprattutto. 

Fuoco nelle TenebreDove le storie prendono vita. Scoprilo ora