6. Quando scoperchi il vaso di Pandora.

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« Ragazze, sono preoccupata. Credo seriamente che mio fratello abbia contratto una malattia terminale. »
Queste furono le parole che annunciarono l'arrivo di Rose Weasley al tavolo di Grifondoro.

Si lasciò cadere di peso sulla panca, prendendo posto affianco a sua cugina Roxanne, senza neanche stupirsi di trovare seduta davanti a lei Dominique.

Non era certo la prima volta che le tre cugine si ritrovassero a mangiare nello stesso tavolo, ma un occhio ben attento avrebbe certamente notato che rispetto al tavolo di Corvonero, il tavolo di Grifondoro distava di più da quello di Serpeverde; inoltre il fatto che Dominique si fosse seduta di spalle rispetto al suddetto tavolo avrebbe potuto avvalorare la nostra tesi, ma non vi è dubbio che quella sera Dominique avesse semplicemente voluto cenare con le sue due migliori amiche.

« Non essere melodrammatica, Rose. Tuo fratello ha sempre qualcosa. » Rispose allora Roxanne con un gesto sbrigativo della mano.

« Non ha voluto scendere per cena. Dice di non avere fame! Sono giorni che mi dice la stessa cosa! »
Solo le ultime parole di Rose furono in grado di far alzare lo sguardo della Corvonero dal piatto di minestra che aveva davanti agli occhi e prontamente lo posò sul viso della cugina.
Roxanne d'altra parte si lasciò sfuggire dalla bocca un piccolo gridolino di sorpresa.
« Rose! Sta morendo sul serio! Un Weasley ha sempre fame! » Esclamò Roxanne, sbattendo sul tavolo il cucchiaio con cui poco prima si stava ingozzando di cibo.
Dominique alzò gli occhi al cielo, non mancando però di stamparsi in volto un sorrisetto divertito.

« Esatto! Capisci la mia preoccupazione? Tra l'altro è da un sacco di tempo che non si fa vedere in giro! » Rose sbuffò sonoramente, quasi a mostrare tutta la sua frustrazione, prima di poggiare i gomiti sul tavolo e appoggiare il viso alle mani.
Roxanne annuì distratta, lo sguardo già rivolto al piatto di cibo che poco prima aveva abbondonato, mentre Dominique si limitò a fare un piccolo sorriso di incoraggiamento a sua cugina, prima di immergere il cucchiaio nella minestra e tornare a giocherellare col cibo.
Passarono così, in silenzio, dei buoni minuti, prima che Rose si ridestasse dallo stato di preoccupazione da sorella maggiore in cui era caduta e osservasse dietro le spalle di Dominique due figure alzarsi dal tavolo di Serpeverde e camminare verso... di loro.
La Grifondoro dapprima non si rese conto di ciò che stava per succedere, ma quando vide Jace Steel avvicinarsi sempre di più al loro tavolo e sorriderle apertamente, lanciò uno sguardo di terrore alla cugina bionda che aveva davanti a sé, ancora ignara di tutto.

« Rose, perché mi stai guardando in quel modo? » Chiese la Corvonero più che perplessa.

« Dom, prometti di non urlare ti prego. »

« Che Merlino ce la mandi buona! » Esclamò Roxanne nel momento in cui si accorse di chi li stesse raggiungendo.

« Ragazze, ma cos-»

« Dominique mia adorata! » Col sorriso più ebete che avesse mai potuto stamparsi in viso, Jace Steel si sedette affianco alla Corvonero, senza neanche attendere una sua risposta.
La prima reazione di Dominique fu quella di sbattere le palpebre in preda alla confusione; erano giorni che Jace la stava ignorando e si era addirittura illusa che finalmente l'avrebbe lasciata in pace. Ma quando realizzò chi avesse realmente davanti, aggrottò la fronte con il massimo delle proprie forze e si mosse di qualche centimetro più indietro, cercando di porre almeno una certa distanza dal ragazzo.
Rose non mancò di notare la figura di Scorpius Malfoy, che ancora in piedi dietro all'amico, guardava dall'alto il tavolo di Grifondoro quasi fosse una qualche sorta di animale raro in via d'estinzione.

« Prego, accomodati pure Steel. Tanto oramai il tavolo di Grifondoro è diventato il tavolo di qualsiasi-Casa-tu-sia. » Ironizzò Roxanne, sbuffando sonoramente.
Rose e Jace si lanciarono un veloce scambio di sguardi; la ragazza sembrò cercare di ammonirlo, conscia che nell'ultimo periodo Dominique era stata alquanto suscettibile, il Serpeverde d'altra parte le fece un sorriso, quasi a rassicurarla che non avrebbe causato problemi.

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