15. Attimi di straordinaria follia.

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La prima persona ad aver messo in guardia Rose Weasley su Scorpius Malfoy era stata suo padre il giorno della sua prima partenza per Hogwarts e questo non aveva fatto altro che aumentare esponenzialmente il suo interesse nei confronti di quell ragazzino biondo e pallido.
Certo, col corso degli anni era diventato un interesse prettamente negativo, sempre occupata a giudicare ogni azione del Serpeverde e a demonizzarlo per qualsiasi cosa, ma pur sempre occupata ad osservarne ogni singolo comportamento.

E forse era proprio per abitudine che Rose si ritrovava ora ad osservarlo nuovamente da lontano mentre sedeva al tavolo di Grifondoro a rileggere un compito poco prima della lezione di Trasfigurazione.
Eppure, stavolta poté giurare che ci fosse qualcosa diverso, che gli abituali sguardi che gli lanciava non avevano più il sapore di una critica, ma uno completamente diverso.
Rose aveva sempre notato il modo in cui Scorpius torceva le labbra in un ghigno quando si rivolgeva a qualcuno e ora si accorse invece del sorriso che aleggeva sul suo volto mentre parlava con un compagno di Casa al tavolo di Serpeverde; gli occhi grigi che si guardavano intorno sempre così regali ed eleganti e che adesso esprimevano tutt'altro.
E poi c'era il modo in cui la fronte si aggrottava quando era particolarmente concentrato, come stava facendo in quel momento chino su un libro, gesto che Rose aveva sempre trovato completamente antiestetico e che ora invece le aveva fatto sorgere spontaneo un sorriso.

Probabilmente qualcuno doveva aver fatto una qualche sorta di incantesimo alla rossa Grifondoro, perché, quando Scorpius Malfoy alzò gli occhi dal suo libro e si accorse che lo stava fissando apertamente senza battere ciglio, Rose sobbalzò sul posto, improvvisamente ridestata dal suo stato di trance.
Il Serpeverde affrontò senza problemi quello sguardo, piacevolmente sorpreso di averla colta sul fatto, e inarcò platealmente un sopracciglio, ma la ragazza – contrariamente a come aveva fatto negli ultimi sette anni – non riuscì a sostenere quella sfida.
Senza che potesse spiegarselo, arrossì vistosamente e si affrettò il più velocemente possibile a raccogliere tutto il suo materiale e ad alzarsi in piedi per correre via dalla Sala Grande.
Se solo fosse rimasta qualche secondo in più, avrebbe di sicuro notato Scorpius Malfoy alzarsi dal posto e seguirla fuori dalla Sala.
Non si diede nemmeno il tempo di riporre i libri correttamente dentro la propria borsa e molto probabilmente fu proprio per questo motivo che, quando si scontrò con la figura che camminava in direzione opposta rispetto alla sua, tutto il materiale che si stava portando appresso cadde rovinosamente al suolo.

« Oh, Merlino! Rose, scusami! Tutto a posto? »
La Grifondoro cercò di ricomporsi all'istante e alzò gli occhi sul ragazzo che le aveva appena rivolto la parola; quando lo riconobbe essere proprio Leonard Peakes, la voce dentro il suo cervello fece mostra delle espressioni più colorite che conosceva.
« Leo, ciao! Scusami tu, non so dove ho la testa! » Si affrettò a dire la ragazza, prendendosi il viso tra le mani.
Leonard le sorrise gentilmente, prima di chinarsi a terra per raccogliere tutto ciò che era caduto e riporlo galantemente nella borsa.
Rose non mancò di arrossire ancora di più di quanto non fosse già; nonostante sapesse che quello era un gesto pressoché banale, nessun ragazzo le aveva mai dimostrato una gentilezza del genere.
Ad essere onesti suo cugino James ogni tanto qualche gesto di cavalleria lo faceva, ma quello era sua cugino e non poteva decisamente contare.

« E-ehm... grazie. Scusa ancora... » Biascicò la Grifondoro, riponendo timidamente le iridi azzurre in quelle color nocciola del ragazzo che aveva di fronte.
« Ma figurati! Comunque abbiamo lezione tra una ventina di minuti, puoi anche correre di meno!»
Rose si risistemò una ciocca di capelli dietro l'orecchio, lasciandosi sfuggire una risata alle parole del ragazzo.
Solo in quel momento realizzò di essere effettivamente corsa come una furia fuori dalla Sala Grande e si permise di fare finalmente un respiro profondo: il peggio – o almeno così credeva – era passato.
« Mi conosci! Sempre così entusiasta di imparare cose nuove! » Cercò di ironizzare lei e per la prima volta si rese conto di riuscire a parlare nella più completa tranqullità con il ragazzo che aveva di fronte.
Per qualche assurda ragione lo stesso Leonard Peakes che aveva sempre trovato così tanto attraente ora non la intimidiva più.
« Vuoi che ti aiuti a portare tutta quella roba in classe? » Si offrì il Grifondoro, indicando con un dito la pesantissima borsa che ora faceva pendere Rose da un lato.
« No, no, tranquillo! Goditi la libertà prima di Trasfigurazione! »
« Va bene, Rose. Allora a dopo! » Leonard non insistette, soprattutto data la fretta nella voce della Grifondoro che sembrava esprimere il desiderio di volersi allontanare da lì.
Le lanciò un ultimo sorriso smagliante e addirittura si sporse in avanti per aiutarla a sistemarsi meglio la tracolla della borsa sulla spalle, prima di voltarsi e tornare a camminare verso ovunque stesse andando prima di scontrarsi con lei.

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