13. Bimbi dell'asilo cresciuti e ammissioni inderogabili.

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Quel lunedì mattina tutto a Hogwarts sembrava essere tornato alla normalità.
A colazione ciascun tavolo esibiva fieramente stemmi unicamente della propria casa di appartenenza e finalmente ogni studente pareva curarsi più del proprio piatto che non di gossip o false notizie – come invece era successo soprattutto negli ultimi giorni.
Nessuno ora fissava più il tavolo di Serpeverde come se da un momento all'altro dovesse scoppiare una nuova rissa; Steel e Malfoy sedevano dalla parta opposta rispetto a Zabini e i suoi amici, e ciò aveva interrotto i numerosi sguardi che tutti lanciavano loro dal giorno della partita.

E soprattutto si erano interrotti gli sguardi da parte del tavolo di Grifondoro, dove due figure in particolare – una più diversa dall'altra – erano concentrate su ben altro.
Al posto di un piatto stracolmo di cibo, davanti agli occhi di Roxanne Weasley faceva capolino un bellissimo pacco regalo di colore blu scuro, arrivato poco prima con la posta mattutina.
Seduta di fronte a lei, una esagitata Rose Weasley si era intromessa nella situazione, intimando la cugina a trattare ciò che avevano davanti con estrema cautela e diffidenza – neanche fosse stato un Horcrux!
Entrambe le ragazze scrutavano il pacco intensamente, ciascuna facendo le proprie bizzarre ipotesi sulla sua provenienza.

« Roxy, non aprirlo. Magari è da parte di Freya e ti esploderà in faccia!»
« La stessa Freya troppo occupata a sbaciucchiare Hugo a distanza?»

Rose si voltò in direzione di suo fratello, rendendosi così conto di ciò che le aveva appena detto la cugina: Hugo era completamente livido in viso, mentre decine e decine di baci incantati dai colori più svariati si infrangevano contro le sue labbra.
La rossa Grifondoro scoppiò a ridere; per quanto quella situazione a chiunque sarebbe potuta sembrare imbarazzante, sapeva che per Freya e suo fratello era semplicemente la normalità.

« Ma i pacchi da parte dei nostri genitori arrivano sempre all'inizio del mese, questo non può essere qualcosa di buono! » Affermò Rose, puntando il dito contro l'oggetto di discussione.
« Nemmeno io mi fido, ma devo aprirlo! C'è scritto il mio nome sopra! »

Proprio accanto al vistosissimo fiocco argentato che faceva da corona al pacco c'era infatti scritto il nome di Roxanne con una calligrafia curatissima, che nessuna dalle due ragazze aveva mai visto prima.
La ragazza dai capelli corvini lanciò un'ultima occhiata a Rose, quasi a cercare la sua approvazione, prima di fare un respiro profondo e strappare definitivamente la carta che ricopriva il pacco.
Appena fu chiaro cosa effettivamente la carta nascondesse entrambe le ragazze emisero un gridolino di sorpresa.
Si ritrovarono così a fissare una invitantissima scatola contenente decine di biscotti, che dal profumo che emanavano dovevano essere appena stati sfornati.
Roxanne si avvicinò e con un respiro profondo annusò ciò che aveva davanti, riconoscendo la particolare fragranza di zenzero che conosceva da quando era nata.

« Oh! Ma perché nonna Molly non manda mai a me queste cose!? » Borbottò Hugo, che nell'istante in cui aveva notato cosa le due ragazze stessero fissando si era catapultato affianco a loro.
Allungò una mano per prendere un biscotto, ma prontamente Roxanne gliela schiaffeggiò.
Quelli erano i suoi biscotti preferiti da sempre e tutti nella loro famiglia sapevano quanto lei ne fosse ghiotta e di quanto ne sentisse la mancanza quando era a Hogwarts – soprattutto dato che poi durante le estati la sua dieta si esplicava in quell'unico pasto.
« Rassegnati, ragazzino. Questo dimostra che sono la nipote preferita! » Disse pomposamente Roxanne, battendosi una mano sul petto e guardando suo cugino con finta superiorità.
Proprio mentre stava per buttarsi sulla scatola per strafogarsi di biscotti, la Grifondoro vide Rose stamparsi un'espressione imbarazzata in viso e porgerle cautamente un bigliettino.
« Ehm, Rox... non penso siano da parte di nonna. »
Prese con uno scatto veloce il foglietto di carta dalla mano di sua cugina e, non appena posò gli occhi su ciò che c'era scritto sopra, aggrottò drammaticamente la fronte.

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