2 - Minho

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<<Jisung!>>.

Mi lamentai girandomi dall'altra parte del letto e ignorando sia la sveglia del telefono che la voce di mio fratello.

<<Jisung!>> insistete Hyungwon dall'altra parte della porta senza però entrare, non che fosse chiusa sia chiaro.
<<come diamine faceva mamma a tirare giù questo pigrone alla mattina?>> mormorò.

Lo sentii scendere le scale e pensai che si fosse arreso, così mi misi a dormire stringendomi le coperte.

<<Forse una brioche calda può funzionare...>> lo sentii inginocchiarsi accanto al letto <<forse dovrei portargli delle ghiande?>>.

Cosa?. Aprì gli occhi sia per la battuta poco simpatica, sia per il profumo di cioccolato della brioche calda.

<<Oh, ha funzionato!>> disse.

Era seriamente sorpreso? O forse sono io strano?

Mangiai la mia brioche sentendo i rimproveri di mio fratello sul fatto che riempissi il letto di briciole.

<<Devi prepararti ancora, sbrigati.>>

Quando finii di fare colazione presi lo zaino pesantissimo e aprì la porta, sarei anche uscito se Hyungwon non mi fermò <<corri subito a scuola, devi ritirare la divisa e indossarla subito. E stai attento quando vai a scuola, stai attento durante le lezioni e fai amicizia>>.

Da quando gli importava così tanto di me?

<Stai tranquillo, so badare a me stesso. Non fare la mamma isterica>> così me ne andai percorrendo la strada che mi aveva fatto vedere il giorno prima finché non arrivai a scuola.

Non mi piaceva per niente quel posto ma dovetti entrarci e raggiungere la segreteria per ritirare tutto.

Passai dal mio armadietto lasciando tutti i libri tranne quelli che mi servivano per la giornata. Quel caos di chiacchiericci e scarpe che battevano al suolo mi faceva ricordare i miei amici quando ci riunivamo prima delle lezioni o in mensa per chiacchiere o spettacolare. Sospirai, andai in bagno e mi cambiai con quell'orrenda divisa.

In classe non c'era ancora il professore così mi andai a sedere nell'unico posto libero accanto a un ragazzo moro e poco più alto di me, lo avevo già visto da qualche parte...

La lezione iniziò. Tirai fuori un quaderno e il libro, giusto per far vedere che mi importava qualcosa e notai che il mio compagno di banco fece la stessa cosa. Guardai il suo quaderno e lui guardò il mio. Era lo stesso ragazzo del quaderno rosa.

Per tutta la lezione non facevamo altro che scambiarci sguardi nascosti.

A pranzo mi andai a sedere nell'ultimo tavolo libero che trovai, pensavo che sarei finito col mangiare da solo.

<<Posso?>> mi chiese il ragazzo dal quaderno rosa. Annui velocemente guardandolo. <<piacere, sono Minho>> si accomodò.

<<Jisung>> mi presentai.

<<alla fine hai preso il quaderno nero>> disse per poi mettersi in bocca un pezzo di carne.

<<Si>> mi stava mettendo ansia questa conversazione, ma presto un ragazzo dai capelli rossi si fiondò al nostro tavolo sedendosi accanto a Minho ma ignorandoci completamente, continuava a guardare nella direzione dell'entrata e mi chiedevo che problemi avesse.

Minho mi guardo chiedendomi se lo conoscessi, ma alzai le spalle dubbioso quanto lui guardando la scena.

<<Ehi Minho!>> il ragazzo rosso andò in panico quando sentii la voce da cui, a quanto pare, si stava nascondendo.

<<Changbin! Scusa se non ti ho aspettato ma se non correvo non avrei trovato posto> rispose minho.

Il suo amico si sedette accanto a noi e io continuai a guardare il ragazzo che cambiava notevolemente colore <<chi sei?>> chiesi a lui.

<<Felix. Scusa se sono piombato qui senza permesso>> mi rispose imbarazzato.

Finita la mensa andai verso la mia classe e incontrai di nuovo il ragazzo rosso <<ehi>> gli dissi fermandomi accanto mentre era attaccato ad un armadietto. Non rispose e guardai nella sua stessa direzione trovandoci Changbin che chiacchierava con un suo amico.
<<fagli una foto così puoi guardarlo anche sotto alla doccia>> si girò sbloccano il telefono facendomi vedere il suo sfondo, era il ragazzo mentre giocava a pallone <<oddio sei uno stalker>> dissi, lui sorrise bloccando il telefono e mettendolo in tasca <<no, mi piace osservare persone e fargli delle foto... un fotografo sì.>> se ne era convinto lui...

Poco dopo...

<<A casa ci vai a piedi?>> mi raggiunse Minho mentre stavo tornando a casa finita la scuola.

<<Si, non è molto lontana. Tu?>> domandai.

<<Anche io, mio fratello è ancora in università quindi mi tocca farmela a piedi. Sei di qui?>>

<<Sono venuto ad abitare quì da poco con mio fratello, prima abitavo a Seoul>>.

Parlammo così un po' del più e del meno finché le nostre strade si separarono.

Tornato a casa andai in camera cambiandomi e mettendomi subito il pigiama, presi il mio pc e cercai qualcosa da guardare.
<<Ma quanti anni hai?!>> mi chiese Hyungwon spaventandomi. Ero così preso dalla serie tv che non mi accorsi nemmeno che si era fatto tardo pomeriggio e che mio fratello era appena tornato dall'università <<cosa?>> domanda mettendo in pausa <<I ragazzi alla tua età non dovrebbero essere fuori con gli amici e pregare i genitori di allungargli il coprifuoco? Tu sei qui sdraiato sul divano già in pigiama a guardare film>> sembravano essere passati secoli da quando lo facevo con i miei genitori.

<<Non abbiamo più genitori. Non ho più amici. Lasciami in pace.>> mi alzai prendendo il pc e andando nella mia camera sperando che il Wi-Fi prendesse anche li.

Tre ore più tardi Hyungwon mi disse che doveva andare al lavoro e che la cena era in frigo. Verdura e carne. Ancora.

Come Back To Live ~ Minsung • HyungwonhoDove le storie prendono vita. Scoprilo ora