A quel contatto spalancai gli occhi e mi irrigidì. Non era mai successo prima. Luca mi notò e si stacco un attimo dalle mie labbra.
-"Che succede?"
-"...è meglio che vada a casa. Scusa."
Mi alzai velocemente, uscì dalla camera, salutai i genitori, presi la bici e andai a casa.
Arrivai a casa alle 18:30. Ero ancora sconvolto e non so perchè. -"Aspettavo da tempo questo momento, e mi sono bloccato. E l'ho respinto. Mi sento un po' idiota. Anzi, tanto forse." Continuai così fino alle 19:30, quando mamma mi chiamò per la cena.
-"Che hai? Sei strano." Disse mia madre.
-"Sono normale, non ho niente". Non volevo dirle la verità.
-"Uhm, va bene."
Finita la cena, me ne andai in camera. Non avevamo completato il trasloco, mancava il pianoforte. Non sapendo che fare, mi misi nel letto con il telefono.
Mi arrivarono due messaggi di Luca.
"Scusami per oggi. Non so cosa mi sia preso"
Decisi di non rispondere, non mi andava e poi non sapevo che dirgli.
Ascoltai musica per più di un'ora, fino a quando non mi sentì stanco e mi addormentai.
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Arrivato a scuola, non avevo il coraggio di guardare Luca negli occhi e di parlargli come gli altri giorni, quindi mi limitai a dirgli un "ciao". Sembrava un po' arrabbiato e triste, forse perchè la sera prima non risposi al suo messaggio. Parlai un po' con Emma. Mi chiese cosa avevo fatto il giorno prima da Luca. Le risposi:
-"Niente abbiamo suonato e basta."
-"Ohw, va bene."
-"Te hai fatto qualcosa di speciale ieri pomeriggio?"
-"Uhm, no. Niente di che. Ho fatto un giro con Edith e poi sono andata a casa."
-"Va bene."
La campanella ci interruppe ed entrammo in classe.
Luca era seduto dall'altro lato della classe, una fila più dietro. Notai che ogni tanto mi fissava, ma non mi girai mai. Non me la sentivo e non so perchè.
All'uscita da scuola, nella confusione, provò a raggiungermi, ma fui più veloce di lui e muovermi e me ne andai subito, poco dopo aver salutato Emma.
Volevo tanto bene a quella ragazza. Parlava sempre con me, in classe mi raccontò un sacco di cose della sua vita privata. Mi chiese di raccontarle qualcosa, ad esempio se ho avuto qualche relazione con una ragazza o cose del genere. Le dissi di no, perchè per il momento nessuna mi aveva mai colpito. Volevo dirle tutto di me. Che sono gay, i miei gusti. Anche che mi piace Luca e che mi ha baciato. Ma avevo un po' paura.
Passai il pomeriggio a oziare. E a pensare se dire tutto ad Emma o no. Ero stanco di non poter parlarne con nessuno. Prima avevo Alessandra. Ora no.
Così, alle 17:20, presi il telefono e le scrissi un messaggio su Whatsapp.
-"Possiamo vederci? Ti voglio parlare di una cosa"
La sua risposta non tardó.
-"Certo, ci vediamo al parco?"
-"Va bene, tra 10-15 minuti all'entrata del parco"
-"ok"
Arrivai per primo. Dopo poco la vidi arrivare. Sorrideva. Era sempre felice lei.
-"Hey!" Mi salutò e mi diede un bacio sulla guancia; "che volevi dirmi?"
-"Sediamoci, dove magari non c'è nessuno."
Mi annuii, con uno sguardo interrogativo.
Ci sedemmo e iniziai a parlare. Tremavo, e molto:
-"Allora, voglio essere sincero con te. Ti voglio tanto bene, e ti considero forse la mia migliore amica ora. Ti conosco da poco, lo so, ma non so perchè ti voglio già tanto bene, forse per il tuo modo di essere. Quindi voglio confessarti una cosa. Una cosa che nessuno sa, se non i miei genitori e qualche mio vecchio amico."
Non so perchè mi vennero gli occhi lucidi e iniziarono e scendermi delle lacrime. Continuai, con la voce tremante:
-"Ecco, io...sono..." Cominciai a singhiozzare. Notai che vennero anche a lei gli occhi lucidi.
-"Sono gay."
Mi sentì più leggero.
Mi sorrise lei e mi abbracciò. Un abbraccio forte e protettivo.
-"Tranquillo, stai tranquillo. Non cambia niente tra noi. Io ti voglio sempre bene, anzi, forse più di prima, perchè ti sei aperto con me. Voglio farlo anch'io allora. Sei secondo a cui lo dico. Io sono lesbica. L'ho capito poco prima che iniziasse la scuola. Mi innamorai di Edith, e lo sono tutt'ora. Mi piace il suo essere. È molto vivace, ma allo stesso tempo dolce. Qualche giorno fa glielo dissi. Rimase un po' stupita ma disse che non sarebbe cambiato niente."
La strinsi ancora di più. Ero felicissimo. Piangevo ancora, ma di gioia.
-"Sai, ieri pomeriggio, quando sono andato da Luca...ci siamo baciati. Forse ha provato anche a fare sesso o non so. Mi sono spaventato e me ne sono andato."
-"Ecco perchè oggi non vi siete rivolti la parola. Comunque che Luca fosse gay lo pensavo già. In qualche modo me lo faceva capire ahahah."
Ci mettemmo a ridere insieme e lei si appoggiò alla mia spalla.
-"Ma che vuoi fare con Luca?"
-"Non lo so, ho paura. E non so manco il motivo. Sono innamorato di lui. Dal primo momento che l'ho guardato negli occhi. Mi piace il suo carattere, i suoi modi... Mi piace tutto. Ho sempre aspettato questo momento. Ho sempre voluto una persona da amare, ed ora che c'è, o almeno spero, ho paura."
-"Passa da casa sua, ti ci accompagno se vuoi. Sono ancora le 18:15. I suoi genitori oggi non ci sono. Mi disse che dovevano andare a fare dei servizi non so dove."
-"Non c'è la faccio, ho paura e mi vergogno"
-"Ma dai, ora ti porto io se non vuoi. Con la forza ahahah"
Sempre scherzando mi prese la mano e mi trascinò a casa sua. Cominciai ad innervosirmi. Suonai.
"Chi è?"
"Ehm, sono Andrea"
Il portone si aprì.
-"Cosa aspetti? Muoviti e sali. Io penso che andrò a casa"
Mi avvicinai, l'abbracciai e la salutai con un bacio e un "grazie". Mi sorrise e se n'è andò.
Salì le scale e arrivai davanti alla porta di casa sua. C'era lui che aspettava.
-"Hey" dissi nervoso.
-"Cosa vuoi?" Disse con un tono di voce basso.
-"Voglio parlarti di ieri. Posso entrare?"
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Music in Love
Teen Fiction*Piccolo estratto* [["Io...ecco...ti amo. Dal primo giorno che ti ho visto, che Emma mi ha presentato a te. Mi é bastato guardarti negli occhi, perdermi nel tuo verde. Non ho mai creduto nell'amore a prima vista, pensavo fosse impossibile. Ma poi, q...
