-ANNI DOPO-
"Beatrice sei pronta per andare a scuola? " Domanda la mamma mentre si prepara truccandosi. Sono passati anni ma Miriam si sente piccola, senza un filtro di luce dentro dopo quel minuto in cui lui se ne era andato via, lasciandola sola con le lacrime inondate nel viso. Le lacrime scendevano ma nessuno le scacciava via ripensando a tutti i loro bei ricordi passati insieme, anche se erano due ragazzini senza testa sulle spalle, volevano sempre divertirsi senza pensieri ma tutto si spezzò per il suo grande sogno che oramai realizzò. Quando se ne andò, Miriam si alzò rivestendosi silenziosamente, con un respiro abbastanza affannoso, non riusciva a vedere bene le cose. Goccia per goccia, i momenti arrivavano sempre di più nella sua mente, riaffioravano moltiplicandosi, erano sempre insieme quindi come poteva poi così fregarsene dandogli semplicemente un 'addio'? Non se lo poteva spiegare perfettamente, aveva cominciato ad impazzire, cominciò a suscitare in sé rabbia senza ragione buttando sul pavimento le lenzuola, le urla cominciarono a farsi sentire ma nessuno la consolava e nessuno le diceva 'Apri gli occhi,è solo un sogno' oppure 'Non crederci, è una bugia' ma invece davanti aveva solo una sporca presente verità.
"Si mamma" Risponde la bambina mettendosi due bambole ballerine dentro il suo piccolo zainetto. Beatrice è così innocente e piccola con molte sembianze del suo papà quindi come può dare la colpa a lei? Se solo un giorno lo incontrerebbe, la sua mente si annebbierebbe di rabbia prendendolo a schiaffi sul viso finché non le lascerà il segno definito sulle guance urlandogli contro quanti inferni ha passato senza di lui, che per colpa sua con un'infinità di problemi se la doveva cavare da sola, soprattutto la promessa. Ha dovuto costruirsi con le sue stesse mani un progetto solo per sua figlia mentre lui era nel divertimento puro insieme ai suoi nuovi amici.
La mamma finì di truccarsi e subito dopo lei e Beatrice entrarono in macchina per andare a scuola materna. Un poco di tempo almeno Miriam se lo dedicava, ma solo quello si poteva permettere, adesso l'unico problema è cercarsi un lavoro, grazie attraverso suo padre qualche soldo lo riceve solo e sempre per la sua nipotina.
Durante il lungo tragitto la mamma le domanda:
"Com'è Londra? "
"Bella mamma" Dice sorridendo e poi mettendosi una ciocca dietro l'orecchio. Quel sorriso innocente di Beatrice le ricorda suo padre quando per la prima volta i loro amici la fecero conoscere con una stretta di mano, sorrisero insieme.
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Arrivate a scuola Beatrice con il suo piccolo zainetto scese e si preparò mettendoselo dietro la schiena.
"Allora sei pronta per entrare? " Gli chiese la mamma sorridente. Ed è così che si superano le giornate: sorridendo.
"Si e vedrai che farò la buona " Lei annuì e gli diede un bacio sulla fronte, la bambina entrò salutando sua madre. Com'era contenta di entrare dentro mentre Miriam no, quei ricordi le torturavano la mente ogni secondo, la sua mente ritornò indietro al tempo continuando il ricordo di quando si conoscettero per la prima volta. I suoi amici le dicevano che era un ragazzo speciale, di grande cuore ma con problemi di famiglia. Ricorda perfettamente che fu lui ad offrirgli qualcosa da mangiare e con un semplice sorriso, gli occhi suoi erano pieni di dolore. Stava affogando con sé stesso perché non c'era nessuno che lo poteva salvare, nessuno le stava per prendere la mano per salvarlo, dicendogli che almeno i problemi da affrontare in due era meglio. Miriam invece non si arrese, sapeva che quel ragazzino in lui aveva un punto speciale, un punto fondamentale.
I suoi pensieri ad interromperli fu una signora giovane a chiederle il permesso di farla passare, Miriam si scusò ritornando in macchina. E' tempo di andare di nuovo a casa.
